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La
riapertura e l’affidamento della gestione delle grotte di S.
Angelo alla Nike, un raggruppamento temporaneo di impresa,
costituita dalla cooperativa “Erodoto.it” e dal Centro “Poiesis”,
sono stati duramente contestati dalla Camera del lavoro di
Cassano e dai partiti di Centro sinistra e da Rifondazione
comunista. La decisione della Giunta Gallo di affidare a privati
la gestione delle grotte ha irretito gli altri lavoratori che in
precedenza avevano gestito i vari servizi connessi alla
promozione del patrimonio archeologico e storico delle Grotte.
Tale scelta non porterà alcun beneficio alla città di Cassano,
all’economia e al commercio per il centro sinistra. “Le grotte
sono un sito archeologico e per questo costituiscono un
patrimonio storico e scientifico di valore inestimabile che
andrebbe valorizzato, promosso e inserito in circuiti turistici
più vasti”, sostengono i partiti di minoranza, e rimproverano la
mancanza di “una seria politica turistica da parte della
pubblica amministrazione”, in quanto il sistema carsico del
complesso delle grotte non è ben collegato nel più ampio
contesto culturale ed artistico di Cassano e di Sibari. “Ci
saremmo aspettati dall’Amministrazione comunale della
“rivoluzione culturale”, che dal mese di settembre si fosse
attivata per mettere in campo politiche turistiche di ampio
respiro, ripristinando l’ufficio turistico di zona, soppresso
dai suoi predecessori”, hanno scritto i partiti.
All’amministrazione Gallo viene inoltre rimproverato di avere
affidato l’incarico a cooperative di “fresca nomina” e senza
esperienza, non tenendo conto delle professionalità maturate
all’interno dell’apparato amministrativo. Secondo i partiti di
centro sinistra si poteva pensare prima alla disponibilità
lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità: invece no.
“Il sindaco non ha pensato di informare i gruppi consiliari e le
forze sindacali prima della esternalizzazione del servizio.
Concludono chiedendo al sindaco e alla maggioranza di rivedere
le loro posizioni facendo rientrare nell’ambito della gestione
pubblica l’importante sito archeologico e di discutere sui
problemi connessi alle unità lavorative di LSU e LPU. La CGIL
dal canto suo aggiunge che “senza voler entrare, per il momento
nel merito, poiché abbiamo fatto richiesta degli atti per poter
meglio capire le motivazioni e il contesto in cui questa
decisione è maturata, non possiamo fare a meno di rilevare che,
a fronte di una specifica richiesta di incontro, fatta pervenire
al sindaco sin dal 29 aprile scorso, nella quale chiedevamo un
incontro urgente per discutere sulle problematiche LSU e LPU e
nel contempo lo invitavamo a sospendere eventuali
esternalizzazioini di servizio, si sono voluti affrettare i
tempi”. Il responsabile della camera del lavoro Nino Rubini, si
dichiara sconcertato perché aveva già concordato col sindaco la
data del 13 maggio per affrontare altre problematiche legate al
territorio cassanese, compreso quelle dei lavoratori precari. Il
sindacato rammaricato per le decisioni assunte dalla Giunta
Gallo, si augura che si sia trattato di un “incidente di
percorso” il mancato coinvolgimento del sindacato anche se
questo ne aveva fatto formale richiesta, e si auspica che
l’Amministrazione comunale possa “rimuovere gli ostacoli che si
frappongono al ripristino di normali relazioni sindacali”.
Martino Zuccaro |