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Numerosi operatori economici operanti in vari
comparti produttivi, unitamente a tanti privati, avvertono la
carenza del trasporto aereo di persone e merci nella Piana di
Sibari. L’aeroporto di Sibari, il cui progetto qualche anno fa è
stato presentato alla stampa, al pubblico e ai potenziali
operatori turistici, imprenditori, agricoltori esportatori di
primizie sul mercato italiano e del centro Europa, che fine ha
fatto? Se lo è chiesto il riconfermato consigliere regionale
diessino Franco Pacenza. Per il consigliere regionale necessita
riprendere “immediatamente la vicenda dell’aeroporto di Sibari,
recuperare il tempo perduto e costruire un percorso chiaro,
certo e senza confusione”. Pacenza si rivolge direttamente al
neo assessore ai lavori pubblici, Luigi Incarnato, affinché si
dia da fare per concretizzare un’opera che darà una grande
impulso positivo alla vita economica e sociale non solo della
Sibaritide ma anche ai centri che gravitano all’interno del
comprensorio circostante. “Necessita con urgenza riaprire i
rapporti con l’ENAV -scrive Pacenza a Incarnato- al fine di
ottenere i pareri definitivi e lo studio di fattibilità
operativa per la costruzione dell’aeroporto”. Tali pareri,
concordati nell’apposita conferenza dei servizi che si è
espressa favorevolmente alla costruzione dell’aeroporto,
nonostante i solleciti di codesto assessorato attivati lo scorso
anno e rinnovati all’inizio di questo anno a tutt’oggi non sono
stati espressi. Pacenza avverte l’esigenza di attivare una nuova
azione politica e istituzionale che dia impulso alla iniziativa
e individui proprio nell’azione dell’assessorato regionale ai
lavori pubblici il soggetto istituzionale che deve svolgere una
funzione di stimolo e di coordinamento dell’intero progetto. E
Pacenza ricorda, inoltre, che seppur previsto nel piano
regionale dei trasporti, la costruzione dell’aeroporto di
Sibari, a distanza di ben otto anni, resta solo nel libro dei
sogni, senza che ancora non si sia fatto nulla di concreto e di
apprezzabile. “Da allora ad oggi quelle ragioni -aggiunge
Pacenza- sono diventate sempre più pressanti ed ormai
ineludibili. Sibari deve diventare un’area strategica nella
mobilità della Calabria del nord: porto, aeroporto, autostrada
A3, autostrada jonica, ferrovia devono diventare un nodo
intermodale all’interno del sistema della mobilità dell’Italia,
dell’Europa e del Mediterraneo. Ecco perché -conclude Pacenza-
l’obiettivo dell’aeroporto a Sibari non è più rinviabile e
nessuno deve storcere il naso o mantenere delittuosi
comportamenti di ostacolo”.
Martino Zuccaro |