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Domenico
Ferrari nasce a Cassano il 14 settembre del 1916, da Giovanni ed
Elena Rimoli. La sua vita non è delle più facili: ancora
adolescente, perde il padre. Bisogna far da sé, per sbarcare il
lunario e consentire la sopravvivenza d’una famiglia peraltro
numerosissima, composta da altri dodici figli, tra femmine e
maschi. Di questi ultimi, quando scoppia la seconda guerra
mondiale, ben quattro partono per il fronte. Tra loro c’è pure
Domenico, di professione autista. Presta servizio di leva nel
1937. Viene richiamato alle armi nel 1940. Un suo fratello viene
spedito al confine con la Francia. Lui ed altri due suoi germani
in Albania. Da qui, poco tempo dopo, il caporale Domenico
Ferrari viene trasferito con il suo reggimento sull’isola greca
di Cefalonia. Combatte, sfiora la morte, assiste impotente a
quella di tanti suoi amici, trucidati dai nazisti. Infine, si dà
alla macchia, collabora con i partigiani. Dato per disperso,
ricompare il Patria nel 1944. Nello stesso anno viene posto in
congedo illimitato: per lui la guerra è finita. Dal fronte, sani
e salvi, tornano anche i suoi fratelli. Ricomincia un’altra
vita. Domenico cerca fortuna nel commercio. Apre lo storico
Caffè del Corso, a Lauropoli. Nel 1956 corona con il matrimonio
il sogno d’amore, sposando Rosina Nicoletti. Nascono quattro
figli. Sono loro, oggi, i custodi delle memorie dell’eroe di
Cefalonia, stroncato da una malattia all’età di 65 anni, nel
1981.
Gianpaolo Iacobini |