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Istituzione della Provincia della Sibaritide, con capoluogo
Sibari. E’ l’oggetto di una precisa proposta di legge, che con
altre sei similari, concernenti altri aspiranti capoluoghi
d’altre zone d’Italia, attende d’essere ammessa al vaglio del
Parlamento.
Perché questo possa avvenire in tempi rapidi, due giorni fa a
Roma, chiamati a raccolta dal coordinamento nazionale guidato da
Giacinto Casciaro, si sono ritrovati i sindaci dei comuni che si
battono per il decentramento amministrativo e la creazione dei
nuovi enti intermedi. Prima il corteo in fascia tricolore,
quindi l’incontro con i gruppi parlamentari del Senato, infine
il ritorno a casa. C’è però stato chi è rimasto nella Capitale
fino a ieri. Così, ad esempio, i primi cittadini ed i presidenti
dei consigli comunali di Cassano Ionio, Avezzano e Melfi, che
con il vice di Casciaro, Gaetano Santellocco, sono stati
ricevuti dai vertici di Forza Italia, nella sede di via
dell’umiltà. Ad accogliere gli ospiti, il numero uno degli
azzurri, Sandro Bondi, ed il vicecoordinatore nazionale Fabrizio
Cicchitto. Ai due, tra i più stretti collaboratori del
presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, sarebbe stata
evidenziata la necessità di predisporre in tempi brevi la
relazione tecnica su costi e risorse delle istituende province,
la cui mancanza è ufficialmente indicata come la causa prima
dell’attuale impasse. <<Bondi e Cicchitto – racconta al telefono
Gianluca Gallo, presente all’incontro insieme al presidente del
consiglio comunale cassanese, Antonio Golia, nella sua duplice
veste di sindaco di Cassano e presidente della Consulta dei
sindaci “Pro Sibari provincia” – ci hanno assicurato che la
relazione vedrà la luce nel volgere di un paio di settimane. Ci
hanno altresì garantito che del tema del decentramento, già
nell’agenda politica del Governo, si stanno occupando
direttamente il sottosegretario alla presidenza del Consiglio,
Gianni Letta, ed il ministro agli interni, Beppe Pisanu>>.
Indiscrezioni e sensazioni: la relazione diverrà presto
ufficiale, ma potrebbe anche rivelarsi superflua. Il Governo,
infatti, starebbe valutando la percorribilità d’una strada
alternativa: riaprire la discussione in Parlamento; verificare
la rispondenza dei sette disegni di legge giacenti tra Camera e
Senato ai requisiti prescritti e dare il via libera a quelle in
regola con la legge, rinviando per contro nel futuro, come già
per Monza, Fermo e Barletta, la questione della dotazione
finanziaria ed organica delle nuove province. Per dare un
segnale di buona volontà, la maggioranza di centrodestra sarebbe
disponibile ad approvare in almeno un ramo del Parlamento, entro
la fine della legislatura, le proposte meritevoli e
giuridicamente a norma.
Sarà davvero la volta buona? Se ne discuterà venerdì 27 maggio
prossimo a Sibari, nel corso dell’assemblea dei sindaci della
Consulta.
Gianpaolo Iacobini |