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Alla Provincia, quella con capoluogo Sibari, ci credono. Ed alla
mobilitazione quasi hanno preso gusto. Così hanno deciso di
tornare a Roma. Stavolta, però, non solo loro sindaci, sia pur
bardati della fascia tricolore, ma con tutti i componenti delle
rispettive assemblee consiliari. Questo ha deciso, venerdì sera,
la Consulta dei sindaci della Sibaritide e del Pollino,
presieduta dal primo cittadino cassanese.
La riunione, ospitata nei saloni della delegazione municipale
sibarita, s’apre con l’esame della recente manifestazione
romana: s’era strappato al Governo l’impegno di far ripartire la
discussione sulle proposte di legge relative all’istituzione di
nuove province, con la contestuale presentazione, nel volgere di
quindici giorni, della necessaria relazione tecnica sull’impatto
finanziario dell’intera operazione. La relazione, però, sebbene
da lungo tempo attesa, non ha ancora visto la luce. E la voglia
di protesta contro Roma padrona è tornata ad ardere forte.
Tanti i presenti all’assemblea, in rappresentanza di decine di
comuni, piccoli e grandi, della Calabria citeriore. In sala
anche il presidente del comitato popolare pro provincia, e
leader del coordinamento nazionale delle nuove province,
Giacinto Casciaro. In apertura, Gallo, che nei giorni scorsi
aveva richiesto un incontro urgente al neo presidente della
giunta regionale calabrese, Agazio Loiero, per discutere dei
temi legati al decentramento, ha illustrato gli esiti del
viaggio romano. Mario Melfi, voce dell’Alto Ionio, ha suggerito:
avanti così, ma nella vertenza va chiamato in causa pure
l’attuale presidente della Provincia di Cosenza, Mario Oliverio.
Ne è scaturito un dibattito che ha visto tutti d’accordo. A
spingere sull’acceleratore, proprio i portavoce dei piccoli
centri a nord di Sibari: i più decisi e pronti a trasformare lo
Ionio cosentino in un campo di battaglia per la democrazia.
Qualcuno poi, d’in su le vette del Pollino, ha persino proposto
soluzioni drastiche, sul modello Scanzano Ionico, ma alla fine
ha prevalso, unanime, la linea della moderazione.
A sintetizzarla, un ordine del giorno in cui si demanda al
coordinamento diretto da Casciaro il compito di individuare
<<forme di lotta più incisiva, con il coinvolgimento dei
consigli comunali, per un’ulteriore protesta da svolgersi a
Roma>>. A tale iniziativa s’affiancherà, è stato deliberato, una
più attenta opera di sensibilizzazione delle popolazioni locali.
Inoltre, a giocare la partita del decentramento saranno chiamati
anche i sindacati e le associazioni di categoria, finora
lasciati ai margini della mobilitazione pro provincia. Slogan di
giornata: insieme per un sogno. <<A tutt’oggi – hanno lamentato
i sindaci della Consulta – sono ancora disattesi gli impegni
assunti dal Governo e dalle forze politiche che ne compongono la
maggioranza parlamentare. Viene così mortificato il diritto,
costituzionalmente garantito, all’autonomia amministrativa>>.
Per cui, inevitabilmente, non si può fare altrimenti: la
mobilitazione continua.
Gianpaolo Iacobini |