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Domenica 29 Maggio 2005

Sibaritide –  Provincia della Sibaritide: la Consulta dei sindaci rilancia la mobilitazione.


Alla Provincia, quella con capoluogo Sibari, ci credono. Ed alla mobilitazione quasi hanno preso gusto. Così hanno deciso di tornare a Roma. Stavolta, però, non solo loro sindaci, sia pur bardati della fascia tricolore, ma con tutti i componenti delle rispettive assemblee consiliari. Questo ha deciso, venerdì sera, la Consulta dei sindaci della Sibaritide e del Pollino, presieduta dal primo cittadino cassanese.
La riunione, ospitata nei saloni della delegazione municipale sibarita, s’apre con l’esame della recente manifestazione romana: s’era strappato al Governo l’impegno di far ripartire la discussione sulle proposte di legge relative all’istituzione di nuove province, con la contestuale presentazione, nel volgere di quindici giorni, della necessaria relazione tecnica sull’impatto finanziario dell’intera operazione. La relazione, però, sebbene da lungo tempo attesa, non ha ancora visto la luce. E la voglia di protesta contro Roma padrona è tornata ad ardere forte.
Tanti i presenti all’assemblea, in rappresentanza di decine di comuni, piccoli e grandi, della Calabria citeriore. In sala anche il presidente del comitato popolare pro provincia, e leader del coordinamento nazionale delle nuove province, Giacinto Casciaro. In apertura, Gallo, che nei giorni scorsi aveva richiesto un incontro urgente al neo presidente della giunta regionale calabrese, Agazio Loiero, per discutere dei temi legati al decentramento, ha illustrato gli esiti del viaggio romano. Mario Melfi, voce dell’Alto Ionio, ha suggerito: avanti così, ma nella vertenza va chiamato in causa pure l’attuale presidente della Provincia di Cosenza, Mario Oliverio. Ne è scaturito un dibattito che ha visto tutti d’accordo. A spingere sull’acceleratore, proprio i portavoce dei piccoli centri a nord di Sibari: i più decisi e pronti a trasformare lo Ionio cosentino in un campo di battaglia per la democrazia. Qualcuno poi, d’in su le vette del Pollino, ha persino proposto soluzioni drastiche, sul modello Scanzano Ionico, ma alla fine ha prevalso, unanime, la linea della moderazione.
A sintetizzarla, un ordine del giorno in cui si demanda al coordinamento diretto da Casciaro il compito di individuare <<forme di lotta più incisiva, con il coinvolgimento dei consigli comunali, per un’ulteriore protesta da svolgersi a Roma>>. A tale iniziativa s’affiancherà, è stato deliberato, una più attenta opera di sensibilizzazione delle popolazioni locali. Inoltre, a giocare la partita del decentramento saranno chiamati anche i sindacati e le associazioni di categoria, finora lasciati ai margini della mobilitazione pro provincia. Slogan di giornata: insieme per un sogno. <<A tutt’oggi – hanno lamentato i sindaci della Consulta – sono ancora disattesi gli impegni assunti dal Governo e dalle forze politiche che ne compongono la maggioranza parlamentare. Viene così mortificato il diritto, costituzionalmente garantito, all’autonomia amministrativa>>.
Per cui, inevitabilmente, non si può fare altrimenti: la mobilitazione continua.

Gianpaolo Iacobini

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