|
Quasi un pellegrinaggio nei luoghi sacri della memoria. Tanta
curiosità, ed un pizzico d’emozione, nel varcare le soglie della
prima scuola moderna: muri antichi e solidi, principi e
didattica nuovi. Addirittura rivoluzionari per i canoni del
tempo, ancora informati all’istruzione come privilegio di pochi
e non, piuttosto, quale diritto di tutti.
Di questo parla l’esperienza vissuta dagli allievi del Primo
circolo didattico di Cassano, che guidati dal dirigente
scolastico Antonio Di Matteo e da una pattuglia di insegnanti,
nei giorni scorsi hanno fatto visita alla storica casa di
Barbiana, località del comune toscano di Vicchio del Mugello, ai
piedi del monte Giovi, dove nell’immediato dopoguerra don
Lorenzo Milani fondò la sua scuola. <<Don Milani – spiega Di
Matteo sfogliando l’album delle foto di una gita particolare -
rappresenta un punto storico dei nostri valori educativi. È
l’emblema di una scuola che insegna a ragionare e ad essere
cittadini sovrani, preoccupata di garantire ad ognuno la propria
realizzazione personale, a cominciare da chi ha di meno>>.
Ripartire da Barbiana, dalla lezione ancor viva ed attuale di
don Milani, il cui nome è peraltro associato alle scuole
dell’infanzia cittadine: questa, secondo Di Matteo, la missione
educativa da compiere. <<Ridare senso e vigore a quelle
testimonianze – dice - si può e si deve, soprattutto oggi, in un
momento aspro della vita civile, politica e culturale, che sta
segnando il sistema educativo e scolastico italiano. Penso alla
scuola come strumento d’emancipazione e promozione sociale, come
luogo di elaborazione di quei valori collettivi e condivisi che
rappresentano il fondamento della convivenza civile e del
tessuto democratico. E penso, infine, a quanto la scuola
italiana ha saputo costruire, in un lunga marcia di riforme sul
campo, interpretando questi principi e questi valori. Ecco
perché si può e si deve ripartire dall’esperienza di Barbiana:
momenti come quello vissuto in pellegrinaggio a Barbiana sono
ulteriori occasioni per inserirsi in quel movimento, ampio e
plurale, creato da coloro che vogliono lavorare per una scuola
sempre migliore e che non intendono rinunciare al valore civile,
politico ed etico della scuola pubblica, presidio insostituibile
di libertà e di democrazia>>.
Cronache da un viaggio d’istruzione: a Vicchio del Mugello i
giovanissimi studenti cassanesi sono stati ricevuti da Michele
Gesualdi, già presidente della provincia di Firenze ed allievo
di don Lorenzo, che ha illustrato loro la vita ed il fare scuola
a Barbiana, mera espressione geografica in cui, oggi come ieri,
sono ancora di casa la desolazione e la povertà. <<Eppure –
chiosa Di Matteo, citando un passo del Vangelo di Luca - da quel
deserto si è levata una grande luce, che ha illuminato a giorno
la Chiesa fiorentina e la storia civile del nostro Paese e della
scuola italiana>>.
Mezzo secolo dopo, quella luce è ancora viva. Hanno provato
spegnerla, ma non ci sono riusciti. Don Milani vive.
Gianpaolo Iacobini |