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martedì 31 Maggio 2005

Sibari – Stombi: l’ultimo ostacolo rimane la gestione delle porte vinciane


Disinsabbiamento non vuol dire automatico ed immediato ritorno alla navigabilità. Nessuno lo dice così chiaramente, quasi come per esorcizzare l’ultimo timore: che qualcosa possa ancora andare per il verso sbagliato. Eppure, un problema c’è. Il Procuratore Rizzo non lo nasconde: <<Resta in sospeso la gestione delle porte vinciane. Mi auguro che anche questo ostacolo residuo possa essere superato>>.
L’ostacolo ha una fisionomia tratteggiata dalle carte che parlano dello Stombi. Si parte da un paio di considerazioni. La prima è un’ordinanza, quella che reca il progressivo numero 70 ed il timbro dell’anno 2003, emessa dalla Guardia Costiera di Corigliano ed ancor oggi in vigore. Dispone il divieto di navigazione lungo il canale sibarita per mancanza dei necessari requisiti di sicurezza. Ci sono poi le prescrizioni imposte dagli inquirenti nell’agosto 2004, al momento del dissequestro del canale. Uno: provvedere alla cessazione dell’occupazione abusiva dello Stombi. Due: procedere al ripristino delle porte vinciane e delle pompe idrovore, allo scopo di tutelare i laghi di Sibari dal pericolo d’inondazione, e regolamentarne la gestione.
Come stanno le cose: l’ordinanza della Guardia Costiera sarà probabilmente oggetto di una rapida ed attenta revisione al termine dei lavori di dragaggio, una volta verificata la sussistenza della necessaria profondità dei fondali, dei requisiti minimi di sicurezza per la navigazione e dei relativi segnalamenti. Quanto alle prescrizioni: l’occupazione abusiva dello Stombi può dirsi cessata. Nei giorni scorsi, infatti, il Consorzio di bonifica “Sibari – Crati” ha regolarizzato le pendenze arretrate ed ottenuto una valida concessione per l’anno in corso.
Rimane da sciogliere, come fosse un rebus, il secondo punto: porte vinciane. La società “Maltauro”, proprietaria dell’impianto, ritenendo fondate le contestazioni mosse dalla Procura, ha provveduto per tempo ad eseguire i necessari lavori di ripristino della funzionalità delle porte. Che tuttavia, per chiudersi ed aprirsi, hanno bisogno di una mano umana che schiacci i bottoni di un sofisticato quanto normalissimo telecomando a distanza. La “Maltauro” affiderebbe volentieri quel telecomando ad un gestore, sulla base di regolare convenzione, ma al momento nessuno s’è fatto avanti. L’associazione “Laghi di Sibari” sembrava pronta al grande passo, ma ad oggi l’intenzione non pare essersi trasformata in ufficialità. <<Al riguardo – osserva il sostituto procuratore Pisani – non abbiamo ancora ricevuto comunicazioni>>. <<Credo – sottolinea il sindaco Gallo, quasi a far da contraltare – che vi sia una precisa volontà da parte dell’associazione “Laghi di Sibari”>>.
Nel frattempo, però, niente gestore niente telecomando. E porte chiuse e barche ancora in secco. È proprio vero: la legalità, alla fine, paga. Ma intanto costa.

Gianpaolo Iacobini

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