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Disinsabbiamento
non vuol dire automatico ed immediato ritorno alla navigabilità.
Nessuno lo dice così chiaramente, quasi come per esorcizzare
l’ultimo timore: che qualcosa possa ancora andare per il verso
sbagliato. Eppure, un problema c’è. Il Procuratore Rizzo non lo
nasconde: <<Resta in sospeso la gestione delle porte vinciane.
Mi auguro che anche questo ostacolo residuo possa essere
superato>>.
L’ostacolo ha una fisionomia tratteggiata dalle carte che
parlano dello Stombi. Si parte da un paio di considerazioni. La
prima è un’ordinanza, quella che reca il progressivo numero 70
ed il timbro dell’anno 2003, emessa dalla Guardia Costiera di
Corigliano ed ancor oggi in vigore. Dispone il divieto di
navigazione lungo il canale sibarita per mancanza dei necessari
requisiti di sicurezza. Ci sono poi le prescrizioni imposte
dagli inquirenti nell’agosto 2004, al momento del dissequestro
del canale. Uno: provvedere alla cessazione dell’occupazione
abusiva dello Stombi. Due: procedere al ripristino delle porte
vinciane e delle pompe idrovore, allo scopo di tutelare i laghi
di Sibari dal pericolo d’inondazione, e regolamentarne la
gestione.
Come stanno le cose: l’ordinanza della Guardia Costiera sarà
probabilmente oggetto di una rapida ed attenta revisione al
termine dei lavori di dragaggio, una volta verificata la
sussistenza della necessaria profondità dei fondali, dei
requisiti minimi di sicurezza per la navigazione e dei relativi
segnalamenti. Quanto alle prescrizioni: l’occupazione abusiva
dello Stombi può dirsi cessata. Nei giorni scorsi, infatti, il
Consorzio di bonifica “Sibari – Crati” ha regolarizzato le
pendenze arretrate ed ottenuto una valida concessione per l’anno
in corso.
Rimane da sciogliere, come fosse un rebus, il secondo punto:
porte vinciane. La società “Maltauro”, proprietaria
dell’impianto, ritenendo fondate le contestazioni mosse dalla
Procura, ha provveduto per tempo ad eseguire i necessari lavori
di ripristino della funzionalità delle porte. Che tuttavia, per
chiudersi ed aprirsi, hanno bisogno di una mano umana che
schiacci i bottoni di un sofisticato quanto normalissimo
telecomando a distanza. La “Maltauro” affiderebbe volentieri
quel telecomando ad un gestore, sulla base di regolare
convenzione, ma al momento nessuno s’è fatto avanti.
L’associazione “Laghi di Sibari” sembrava pronta al grande
passo, ma ad oggi l’intenzione non pare essersi trasformata in
ufficialità. <<Al riguardo – osserva il sostituto procuratore
Pisani – non abbiamo ancora ricevuto comunicazioni>>. <<Credo –
sottolinea il sindaco Gallo, quasi a far da contraltare – che vi
sia una precisa volontà da parte dell’associazione “Laghi di
Sibari”>>.
Nel frattempo, però, niente gestore niente telecomando. E porte
chiuse e barche ancora in secco. È proprio vero: la legalità,
alla fine, paga. Ma intanto costa.
Gianpaolo Iacobini |