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Sabato 19 Marzo 2005

Sibari – Marina: scoppia la protesta, ma a scendere in strada sono in pochi. Sollecitata la definita risoluzione della vertenza tra Comune e società lottizzatrici.


A contarli tutti, non si fa fatica. Basta conoscere i numeri fino a venti. I Carabinieri, che forse s’aspettavano un’adesione più massiccia, erano arrivati in forze. Tanto da apparire persino più numerosi degli scioperanti. Che, candidamente, quasi commentano con un sorriso l’evidenza delle cifre, ma non per questo s’arrendono. Ed alla fine, con un po’ di ritardo sulla tabella di marcia, si mettono in cammino. Sono una pattuglia di uomini e donne che a Marina, e di Marina, vivono. Residenti, commercianti, piccoli imprenditori turistici, raggruppati sotto le bandiere dell’associazione “Pro Marina”, presieduta da Pasquale Tricoci. <<Siamo in pochi – ammette Tricoci – perché abbiamo scelto di far sentire le nostre ragioni in un giorno lavorativo, così da poter incontrare il sindaco>>. Le loro ragioni: sollecitare Comune e società lottizzatrici, <<che non riteniamo affatto nostre controparti>>, puntualizza il rubicondo leader di “Pro Marina”, <<a risolvere in maniera definitiva la vertenza che da anni li separa sulle sorti di Marina, mentre il villaggio, a poco a poco, muore>>.
Si parte dalla piazzetta del villaggio turistico. A passo lento, sotto un sole caldo che sembra già agosto, si sfiora il cartello che, all’ingresso della cittadella delle vacanze, ne ricorda il sequestro giudiziario. Decretato otto mesi or sono ed ancora vigente. S’arriva sulla statale 106. Il gruppo si muove compatto, brandendo cartelli e scambiando battute con i militari dell’Arma, coordinati dal tenente Giorgio Feola. Tutti insieme appassionatamente e sudati, quasi come fosse un’allegra scampagnata. Per molti, ma non per tutti: in pochi minuti, gli stessi che servono al corteo per giungere alle porte del centro abitato di Sibari, sulla statale e sui raccordi si formano ingorghi infernali. Camionisti ed automobilisti in trappola, anche se l’inferno dura soltanto mezz’ora. Intanto, la protesta approda nella piazza che da atrio alla delegazione municipale sibarita. S’attende che da Cassano arrivi il sindaco, Gianluca Gallo. Chiamato a dare risposta sulle intenzioni future dell’amministrazione comunale. Nell’attesa, si posa per cronisti e televisioni: blocco del traffico, come per dare un piccolo saggio di quello che potrebbe capitare se le famose ragioni non dovessero trovare accoglienza. Il copione non cambia, per un’ora. Alla fine, Gallo, più volte annunciato, arriva davvero, accompagnato dal presidente del consiglio comunale, Antonio Golia, e dal capogruppo consiliare dell’Udc, Mimmo Lione. Finalmente, si va all’ombra. <<Noi – spiega Tricoci – intendiamo sollecitare Municipio e lottizzatori ad addivenire ad un’intesa che consenta di lasciare alle spalle la crisi del villaggio. Non siamo disposti ad accettare interventi tampone>>. Ribatte il sindaco: <<Appena insediati, abbiamo dovuto gestire la fase d’emergenza, segnata dalla stagione dei sequestri. Adesso con le società lottizzatrici abbiano iniziato a dialogare: riteniamo che le energie debbano convergere sull’obiettivo comune, ovvero la normalità. A partire da lunedì, saranno realizzati interventi di manutenzione delle reti idrica e fognaria e del verde pubblico. Nel frattempo, continuerà il confronto, ma senza che gli interessi pubblici possano venir in alcun modo lesi. Pensiamo, ad esempio, ad una forma di gestione del villaggio che coinvolga privati ed utenti. Sicuramente, il Municipio farà la sua parte. Abbiamo già presentato richiesta di finanziamenti per la realizzazione di un potabilizzatore e della rete di raccolta delle acque bianche>>. <<Le risposte del sindaco – replica Tricoci – non ci bastano. Chiediamo che entro il 30 aprile prossimo si giunga alla sottoscrizione d’un protocollo d’intesa, con l’avallo di residenti e commercianti>>. Altrimenti, domanda perfido il cronista? Tricoci riflette, poi annuncia: <<Non escludiamo di bloccare ad oltranza la statale 106>>. Se ne riparlerà in primavera.
 

Gianpaolo Iacobini

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