bottone
bottone
bottone
bottone
bottone
bottone
bottone
bottone
bottone
bottone
bottone
bottone
bottone

Domenica 20 Marzo 2005

Sibari – Caso Stombi: interviene il Compartimento marittimo.


Per la navigabilità del canale servirebbe una concessione. Competente a rilasciarla sarebbe la Regione, che avrebbe però le mani legate, poiché del bene per cui si chiede la concessione una concessione è stata già rilasciata, per assolvere primarie funzioni pubbliche. E poi, parte delle opere di cui si domanda il permesso di utilizzazione, ad esempio moli ed argini, non sarebbero di proprietà statale, ma da altri realizzate su suolo demaniale, anche se sulla base di titolo attualmente scaduto e di canoni mai versati. In una parola sola, un pasticciaccio.
Echi di cronaca: l’esegesi giornalistica cede il passo alla nota con cui il Compartimento marittimo di Crotone, guidato dal Capitano di Vascello Francesco Ranieri, ricostruisce le vicende presenti del dispettoso rigagnolo sibarita. La missiva reca la data del 18 marzo scorso. Si parte da una considerazione di carattere generale, desumibile dalle norme contenute in due articoli, l’uno del codice della navigazione (art. 34) e l’altro del regolamento (art. 36) dello stesso codice, disciplinanti il regime dei beni demaniali. Testualmente: <<Su richiesta dell’amministrazione statale, regionale o dell’ente locale competente, determinate parti del demanio marittimo possono essere destinate ad altri usi pubblici, cessati i quali riprendono la loro normale destinazione. Tale temporanea destinazione è autorizzata dal Ministro dei Trasporti e della Navigazione e consta da processo verbale di consegna redatto dal Capo del Compartimento. Essa non importa corresponsione di canone>>. Per i profani: tale procedura di consegna gratuita del bene può essere attivata dal Compartimento marittimo, come specifica il comandante Ranieri, <<solo in presenza di destinazione ad uso pubblico dell’area demaniale marittima costituente il tratto terminale del canale Stombi>>.
Domanda: qual è la funzione cui è destinato il canale sibarita? Spiega il Capo del Compartimento crotonese: <<Essa, alla luce della nota dell’assessorato regionale al Demanio del 3 maggio del 1996, non può che identificarsi con la funzione primaria ed esclusiva cui è destinato lo Stombi, che è un collettore artificiale di bonifica e la cui utilizzazione a fini di navigazione in via generale ed assoluta non può essere contemplata>>. Aggiunge Ranieri: <<Come indicato anche dall’Avvocatura generale dello Stato con nota del 23 maggio del 1996, il canale Stombi è classificato come opera di canalizzazione di bonifica ed assolve per sua originaria destinazione alla funzione di raccolta, convogliamento e scarico a mare delle acque superficiali del territorio compreso fra il mare e la piana>>. Ancora: <<Del resto, con nota del 7 marzo scorso, la Regione ha chiaramente evidenziato che il canale in oggetto non riveste natura pubblicistica sotto il profilo della navigazione>>. Considerazioni: <<Tenuto conto di quanto precede, l’eventuale consegna ex articolo 34 del codice della navigazione appare possibile solo per consentire alla Regione di disporre l’esecuzione delle necessarie opere di manutenzione della foce, a protezione del canale e per consentire il deflusso delle acque>>.
Nient’altro, dunque. E la navigabilità? <<Eventuali diverse utilizzazioni dell’area demaniale marittima in questione, che comportino un uso esclusivo del bene ovvero opere non amovibili, cioè un uso non pubblico, potranno essere consentite solo mediante rilascio di idoneo titolo concessorio, che esula, nello specifico caso, dalle funzioni amministrative rimaste nella competenza dell’Autorità marittima>>. Servirebbe pertanto una concessione. Competente a rilasciarla sarebbe la Regione, poiché al Comune spetta soltanto <<l’esercizio delle funzioni conferite, riguardanti utilizzazioni del demanio marittimo diverse da quelle turistiche e ricreative>>.
Tutto chiaro? Affatto. Quel che il comandante Ranieri non scrive, emerge invece tra le righe della nota con cui il 7 marzo scorso l’Assessorato regionale al demanio ha rigettato la richiesta di concessione avanzata dall’associazione “Laghi di Sibari”. In pratica, per il canale una concessione già è stata rilasciata, in favore del Consorzio di bonifica, al fine di garantire il deflusso delle acque. E due concessioni dello stesso bene, peraltro per scopi differenti, difficilmente possono essere accordate. C’è dell’altro: intanto la Regione può autorizzare una diversa utilizzazione del bene in quanto questi sia demaniale. Tali non sarebbero, ad esempio, gli argini ed i moli che fiancheggiano il canale. Ascrivibili al patrimonio del Consorzio di bonifica “Sibari – Crati”. Ma ancora non basta: <<Da ultimo>>, sottolinea il Capitano di Vascello Ranieri nei successivi passaggi della sua nota, <<si comunica che non risulta, all’attualità, essere regolarizzata mediante idoneo titolo concessorio in corso di validità l’occupazione dell’area demaniale marittima in parola, né che siano state corrisposte le somme dovute all’Erario per il pregresso>>. Ovvero: la concessione con validità trimestrale provvisoriamente rilasciata in favore del Consorzio lo scorso settembre sarebbe scaduta il successivo dicembre, senza essere più rinnovata. Inoltre, non sarebbero mai stati versati alle casse dello Stato i circa 60.000 euro dovuti, sulla scorta delle indagini avviate dalla Procura di Castrovillari, per l’occupazione sine titulo del canale nei tredici anni intercorsi tra il 1991 ed il 2004.
Come se ne esce? Probabilmente, con una radicale inversione rispetto al passato. Per dirla alla comunista maniera: meno privato, più Stato……

Gianpaolo Iacobini

torna alle notizie

stampa

 Prenotatelo contribuirete alla crescita del sito.
Per  informazioni contattare la redazione info@cassanoalloionio.info

 

|top|

© Copyright 2002 - 2005 Web Study - Gaetano Zaccato www.zaccato.it