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Lunedì 21 Marzo 2005

Cassano – L’ex sindaco Senise denuncia: <<L’amministrazione comunale ha sacrificato al clientelismo un acquedotto rurale>>. La risposta di Palazzo di città: <<Tutto falso>>.


Di acqua e questione morale: Roberto Senise, sindaco di Cassano dal 2000 al 2003, denuncia il caso della domenica. A suo dire, l’amministrazione comunale capeggiata dall’attuale sindaco, Gianluca Gallo, avrebbe immolato sull’altare del clientelismo politico la realizzazione di un importante opera, l’acquedotto che dovrebbe servire parte della frazione Doria e le contrade rurali di Fornara, Pozzi e Tre Ponti, per dar vita invece ad una strada interpoderale, per far così contenti gli amici degli amici.
Sostiene Senise: <<La giunta guidata dal sindaco Gallo – ha calpestato la dignità di centinaia di famiglie che vivono in uno stato di profondo abbandono, quasi da terzo mondo: dai rubinetti delle loro case sgorga ancora l’acqua erogata dal Consorzio di bonifica>>. Civiltà cercasi: <<Io – afferma Senise – con la mia giunta avevo approvato un progetto che prevedeva la realizzazione di un acquedotto in quella zona. Il progetto era già stato finanziato dalla Regione Calabria con mezzo miliardo di vecchie lire>>. Poi, però, non se n’è fatto più niente. <<La colpa – accusa l’ex primo cittadino – è dell’attuale amministrazione civica, che per compiacere un consigliere comunale di maggioranza, ha impiegato i fondi destinati per la rete idrica alla realizzazione di un’opera sicuramente utile ma di rilevanza secondaria, quanto a bisogni e priorità, come la strada interpoderale di contrada San Pietro>>. Questo dice Senise, che infine aggiunge: <<Esprimo la mia solidarietà a quei tanti cittadini che avevano appeso le loro speranze al progetto realizzato dalla mia squadra di governo e delusi ora da un sindaco che pure in tanti avevano votato. Personalmente, invito Gallo a recedere da questa sua scelta clientelare e a riconsiderare l’opportunità di investire i fondi disponibili per trasformare in realtà il progetto originario, evitando così, tra l’altro, di rendersi responsabile dell’interruzione del processo di urbanizzazione, da me avviato, di significative realtà territoriali del nostro Comune>>.
In tarda serata, arriva la risposta di Palazzoni città: <<Quel che Senise afferma non risponde a verità>>. E il caso, per il momento, sembra chiuso.
 

Gianpaolo Iacobini

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