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Martedì 22 Marzo 2005

Sibari – Ed intanto la Cgil si mobilita per salvare i posti di lavoro in pericolo.


Quelli più a rischio sono i dipendenti dei Cantieri nautici sibariti. Un pugno di operai in cassa integrazione ordinaria dallo scorso luglio. Per loro, le provvidenze legate agli ammortizzatori sociali, che per ritardi burocratici paradossalmente definiti <<fisiologici>> non vengono corrisposte dell’ottobre 2004, diverranno una chimera il prossimo luglio. E dopo? Un salto nel vuoto: l’azienda alla quale appartengono rientra tra quelle con meno di 15 dipendenti. Pertanto non sarà possibile, ad esempio, il ricorso alla cassa integrazione straordinaria o alle procedure di mobilità.
Ovvio che con il passare delle ore, e con l’indefinito protrarsi dei tempi, politici ed amministrativi, di soluzione del caso Stombi, il rischio del licenziamento diventi sempre più inquietante e minaccioso. Per non farsi trovata impreparata, la Cgil, con la sua organizzazione di categoria che rappresenta i lavoratori metalmeccanici, la Fiom, alla quale sono peraltro iscritti gli operai in forza ai Cantieri nautici, ha richiesto un’incontro all’azienda, da svolgersi sotto i riflettori dell’Assindustria di Cosenza. La richiesta è stata ufficializzata ieri con una nota inviata da Nino Rubini, segretario della Camera del lavoro di Cassano, all’Assindustria cosentina ed alla “Casa Bianca group srl”, società proprietaria degli stessi Cantieri. <<A fronte del perdurare della crisi dovuta alla non navigabilità dello Stombi>>, scrive Rubini, <<si richiede un incontro urgente in sede sindacale per discutere del merito della vicenda e delle prospettive occupazionali dei lavoratori in forza ai Cantieri nautici sibariti>>.

Gianpaolo Iacobini

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