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Quelli
più a rischio sono i dipendenti dei Cantieri nautici sibariti.
Un pugno di operai in cassa integrazione ordinaria dallo scorso
luglio. Per loro, le provvidenze legate agli ammortizzatori
sociali, che per ritardi burocratici paradossalmente definiti
<<fisiologici>> non vengono corrisposte dell’ottobre 2004,
diverranno una chimera il prossimo luglio. E dopo? Un salto nel
vuoto: l’azienda alla quale appartengono rientra tra quelle con
meno di 15 dipendenti. Pertanto non sarà possibile, ad esempio,
il ricorso alla cassa integrazione straordinaria o alle
procedure di mobilità.
Ovvio che con il passare delle ore, e con l’indefinito protrarsi
dei tempi, politici ed amministrativi, di soluzione del caso
Stombi, il rischio del licenziamento diventi sempre più
inquietante e minaccioso. Per non farsi trovata impreparata, la
Cgil, con la sua organizzazione di categoria che rappresenta i
lavoratori metalmeccanici, la Fiom, alla quale sono peraltro
iscritti gli operai in forza ai Cantieri nautici, ha richiesto
un’incontro all’azienda, da svolgersi sotto i riflettori dell’Assindustria
di Cosenza. La richiesta è stata ufficializzata ieri con una
nota inviata da Nino Rubini, segretario della Camera del lavoro
di Cassano, all’Assindustria cosentina ed alla “Casa Bianca
group srl”, società proprietaria degli stessi Cantieri. <<A
fronte del perdurare della crisi dovuta alla non navigabilità
dello Stombi>>, scrive Rubini, <<si richiede un incontro urgente
in sede sindacale per discutere del merito della vicenda e delle
prospettive occupazionali dei lavoratori in forza ai Cantieri
nautici sibariti>>.
Gianpaolo Iacobini |