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Giovedì 24 Marzo 2005

Cassano - Centro Nautico Balneare - Caso Stombi: scoppia la protesta. Occupato l’ufficio del sindaco. Il presidente Stassi annuncia lo sciopero della fame.


L’ufficio del sindaco occupato dai manifestanti. Il presidente dell’associazione “Laghi di Sibari”, Manlio Stassi, che annuncia lo sciopero della fame. Altre azioni dimostrative già in cantiere. Sono gli echi dalla mobilitazione in nome della navigabilità sullo Stombi, il canale che unisce al mare aperto le darsene del porto turistico sibarita. Da tempo lo Stombi, nel frattempo divenuto oggetto di un’inchiesta giudiziaria, è interdetto alla navigazione: mancherebbero le necessarie autorizzazioni amministrative e la garanzia delle condizioni minime di sicurezza. <<Sarà pure così>>, sostiene chi protesta, <<ma abbiamo tentato di tutto per riconquistare la navigabilità, senza riuscirci>>. Per cui ora si va alla lotta.
Alle armi, dunque. <<Basta con le pressioni ed i ricatti>>, recita uno striscione che è l’emblema d’una battaglia senza nemici. Nessuno, infatti, punta il dito per indicare una controparte. C’è chi chiama in causa la Regione, chi il governo nazionale. Chi, invece, lascia intendere che la mobilitazione sia diretta anche contro la Procura di Castrovillari. Ma è solo un’impressione che emerge tra le righe di singoli interventi e personali dichiarazioni. La linea unitaria, ed ufficiale, è ben altra: attirare i riflettori istituzionali e dell’opinione pubblica sul caso Stombi. Ad essa aderiscono in molti: il Comune di Cassano, la Cgil e la Fiom con i cassintegrati ormai stremati dei Cantieri nautici, l’associazione “Laghi di Sibari”, la sezione sibarita della Lega navale, il comitato “Pro – Sibari”, diverse forze politiche locali. Un solo spartito, tante voci. Ad esempio, Nunzio Masotina, segretario dell’associazione “Laghi”, promotrice della protesta. <<Basta con il gioco dell’oca>>, dice aprendo i lavori nell’aula consiliare scelta come quartier generale. <<Un passo avanti, due indietro e uno di lato: basta. È arrivato il momento del redde rationem. Non siamo noi i nemici della legalità, ma chi lascia chiuso lo Stombi e consegna alla mafia i lavoratori che rischiano di perdere il posto>>. Quindi spiega: <<Siamo in stato d’agitazione permanente. Occuperemo l’ufficio del sindaco. il nostro presidente, Manlio Stassi, inizierà uno sciopero della fame ad oltranza. Saremo al suo fianco. Andremo avanti fin quando le ruspe non dragheranno il canale ed il mondo politico non dimostrerà sensibilità>>.
Nel dibattito, c’è spazio per altre voci. Ugo Striano e la Lega navale indossano i panni della moderazione. Benedetto Di Iacovo attacca a testa bassa, reclamando l’intervento del ministro jr. alle infrastrutture, Mario Tassone. Nella trincea della vigile prudenza pure il primo cittadino, Gianluca Gallo. <<Se la mobilitazione può facilitare la risoluzione dei problemi, che ben venga>>. In sintonia con lui, il consigliere regionale Franco Pacenza. <<Sulla storia – afferma - possiamo discutere, ma ora siamo di fronte ad un’emergenza presente. Le istituzioni vanno spronate: devono indicare una soluzione>>. Rifondazione comunista chiede un tavolo di concertazione. Nino Rubini, sponda Cgil, suggerisce: <<Palazzo di città deve adoperarsi perché in tempi brevissimi, anche in considerazione della tensione cui è sottoposta la tenuta dell’ordine pubblico, le parti interessate avviino un confronto di merito per rimuovere ogni ostacolo>>. Prima di iniziare il digiuno, pure Stassi prende la parola. Lo fa per confutare le tesi secondo cui, con riferimento allo Stombi, sarebbe configurabile il reato di occupazione demaniale abusiva. <<L’unica cosa seria è l’insolvenza del Consorzio, che non ha forse pagato i canoni dovuti. Ma il resto, le opere, sono state realizzate con tanto di autorizzazioni e finanziamenti pubblici. E poi, che c’entrano il canale e le sue acque con le opere circostanti?>>
Consensi e contrarietà si rincorrono per ore nelle opinioni di chi s’alterna al microfono. infine, inizia la sfida: è mobilitazione per lo Stombi.
 

Gianpaolo Iacobini

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