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Venerdì 25 Marzo 2005

Sibari -  Ed intanto la Procura acquisisce la documentazione inerente la messa in cassa integrazione dei lavoratori dei Cantieri.


Pochi fogli, custoditi in una cartellina di plastica lucente. Dentro, la copia della documentazione concernente la messa in cassa integrazione dei dipendenti dei Cantieri nautici sibariti. Questo l’obiettivo della missione effettuata ieri mattina, ai laghi di Sibari, dai Carabinieri della Tenenza di Cassano. I militari dell’Arma, su indicazione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Castrovillari, hanno proceduto all’acquisizione di copia del fascicolo contenente gli atti relativi allo status di cassintegrati, riconosciuto dallo scorso luglio ai nove dipendenti dei Cantieri.
Bocche cucite tra gli investigatori ed a Palazzo di Giustizia. Per saperne di più, non restano che indiscrezioni ed ipotesi: la documentazione acquisita riguarderebbe gli operai in cassa integrazione, che dallo scorso ottobre non ricevono l’indennità che pure spetterebbe loro. Sarebbe questo il punto finito al centro dell’attenzione degli inquirenti: accertare i motivi di tali ritardi ed individuare eventuali responsabilità. Spiegano fonti sindacali: <<Quei nove lavoratori sono stati posti in cassa integrazione ordinaria il 19 luglio del 2004. Le norme che disciplinano il funzionamento dell’istituto prevedono che esso possa essere attivato in favore dei lavoratori di aziende colpite da eventi straordinari ed eccezionali, come le calamità naturali, oppure da mancanza temporanea di commesse. La procedura prevede la preventiva approvazione da parte della Commissione provinciale dell’Inps. Materialmente, è l’azienda interessata ad anticipare l’indennità, pari all’80% del salario, salvo poi rivalersi nei confronti della stessa Inps, una volta ripresa l’attività produttiva, scomputando le anticipazioni erogate dalle quote contributive dovute>>.
Qualcosa, nel collaudato meccanismo, s’è forse inceppato. <<Si tratta di inconvenienti gravi – commenta un sindacalista di lungo corso – ma paradossalmente fisiologico: la burocrazia ci ha purtroppo abituati a situazioni del genere>>. Uniche certezze: il piano per la cassa integrazione degli operai sibariti non è stato ancora approvato. E loro non vedono l’ombra d’un centesimo d’euro ormai da cinque mesi.

Gianpaolo Iacobini

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