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Pochi fogli, custoditi in una cartellina di plastica lucente.
Dentro, la copia della documentazione concernente la messa in
cassa integrazione dei dipendenti dei Cantieri nautici sibariti.
Questo l’obiettivo della missione effettuata ieri mattina, ai
laghi di Sibari, dai Carabinieri della Tenenza di Cassano. I
militari dell’Arma, su indicazione della Procura della
Repubblica presso il Tribunale di Castrovillari, hanno proceduto
all’acquisizione di copia del fascicolo contenente gli atti
relativi allo status di cassintegrati, riconosciuto dallo scorso
luglio ai nove dipendenti dei Cantieri.
Bocche cucite tra gli investigatori ed a Palazzo di Giustizia.
Per saperne di più, non restano che indiscrezioni ed ipotesi: la
documentazione acquisita riguarderebbe gli operai in cassa
integrazione, che dallo scorso ottobre non ricevono l’indennità
che pure spetterebbe loro. Sarebbe questo il punto finito al
centro dell’attenzione degli inquirenti: accertare i motivi di
tali ritardi ed individuare eventuali responsabilità. Spiegano
fonti sindacali: <<Quei nove lavoratori sono stati posti in
cassa integrazione ordinaria il 19 luglio del 2004. Le norme che
disciplinano il funzionamento dell’istituto prevedono che esso
possa essere attivato in favore dei lavoratori di aziende
colpite da eventi straordinari ed eccezionali, come le calamità
naturali, oppure da mancanza temporanea di commesse. La
procedura prevede la preventiva approvazione da parte della
Commissione provinciale dell’Inps. Materialmente, è l’azienda
interessata ad anticipare l’indennità, pari all’80% del salario,
salvo poi rivalersi nei confronti della stessa Inps, una volta
ripresa l’attività produttiva, scomputando le anticipazioni
erogate dalle quote contributive dovute>>.
Qualcosa, nel collaudato meccanismo, s’è forse inceppato. <<Si
tratta di inconvenienti gravi – commenta un sindacalista di
lungo corso – ma paradossalmente fisiologico: la burocrazia ci
ha purtroppo abituati a situazioni del genere>>. Uniche
certezze: il piano per la cassa integrazione degli operai
sibariti non è stato ancora approvato. E loro non vedono l’ombra
d’un centesimo d’euro ormai da cinque mesi.
Gianpaolo Iacobini |