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Per il consiglio comunale, quasi non sembrano esservi dubbi: il
canale dello Stombi è pubblico. Pertanto il sindaco può
convocare una conferenza di servizi. Magari per chiarire aspetti
tecnici e giuridici ancora un pò nell’ombra, ma comunque per
programmare lavori ed interventi. Promuovendo nel frattempo un
incontro con i magistrati titolari dell’inchiesta sullo Stombi,
e spiegare loro motivi e ragioni d’una certa visione delle cose.
Il dado è tratto. Lo Stombi non sarebbe un canale asservito,
quanto alla navigabilità, ad usi privatistici, come pure
ribadito nei giorni scorsi dal Compartimento marittimo. Sarebbe,
al contrario, un braccio d’acqua sul quale libera ed aperta a
tutti sarebbe la navigazione. L’assemblea consiliare lo afferma
al termine della seconda giornata della protesta indetta per
ricercare una definitiva soluzione alle peripezie del dispettoso
rigagnolo sibarita. Nella stanza del sindaco Manlio Stassi
continua il suo sciopero della fame. Fuori, gli operai dei
Cantieri nautici proseguono nel loro presidio permanente.
Nell’aula “Gino Bloise” tocca invece al consiglio, riunito in
seduta straordinaria ed urgente dal presidente Antonio Golia. La
mattinata scivola lenta, tra interviste e visite istituzionali.
Trilla un telefono: la Prefettura convoca il sindaco. L’incontro
si terrà nel pomeriggio, per valutare questioni d’ordine
pubblico ed approfondire i temi legati allo Stombi. Lungo l’asse
Cosenza – Roma l’assessore provinciale al turismo, Rosetta
Console, ed il senatore Cesare Marini sollecitano il Prefetto a
far di più. Ad attivarsi perché prenda forma la conferenza di
servizi. Intanto, a Palazzo di città s’aprono i lavori
dell’assemblea. L’intesa siglata dai capigruppo pare vacillare,
travolta dalle polemiche che s’accendono durante il confronto
politico. C’è una protesta in corso, ma la difficoltà di
individuare con chiarezza una controparte non aiuta. Così, c’è
chi chiama in causa la Regione, chi la Procura. Chi entrambe,
chi nessuna. Per capire: Gianni Papasso, capogruppo dello Sdi,
non ha dubbi: <<Non ho approvato l’operato della magistratura e
certe decisioni capotiche. Anche il sindaco ha sbagliato,
pretendendo d’operare in solitudine e ricordandosi del consiglio
con grave ritardo>>. Il primo cittadino, invece, spezza una
lancia in favore del governo regionale. <<I guai presenti – dice
– sono frutto del contrasto istituzionale tra alcuni enti
competenti. L’assessorato regionale ai lavori pubblici ci è
stato vicino ed ha fatto la sua parte>>. La Cgil, preoccupata
della sorte dei suoi lavoratori e con le orecchie rivolte alle
sirene della concretezza, insiste: subito la conferenza dei
servizi per cancellare incertezze d’ogni tipo e progettare
l’avvenire. Arriva il pomeriggio. Il sindaco va a Cosenza, il
consiglio interrompe i propri lavori. Si riprende all’ora dei
vespri. Ancora qualche scintilla, quindi la decisione,
formalizzata in un ordine del giorno: il primo cittadino
s’adoperi per indire <<ad horas>> l’auspicata conferenza. Il
presidente del consiglio, dal canto suo, promuova un incontro
dell’assemblea con i magistrati che indagano sulle presunte
malefatte consumate sulle acque dello Stombi. Per inciso: la
protesta continua.
Gianpaolo Iacobini |