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Venerdì 25 Marzo 2005

Cassano – Caso Stombi: la protesta continua. Il consiglio comunale chiede l’indizione di una conferenza di servizi ed un incontro con i magistrati che coordinano l’inchiesta.


Per il consiglio comunale, quasi non sembrano esservi dubbi: il canale dello Stombi è pubblico. Pertanto il sindaco può convocare una conferenza di servizi. Magari per chiarire aspetti tecnici e giuridici ancora un pò nell’ombra, ma comunque per programmare lavori ed interventi. Promuovendo nel frattempo un incontro con i magistrati titolari dell’inchiesta sullo Stombi, e spiegare loro motivi e ragioni d’una certa visione delle cose.
Il dado è tratto. Lo Stombi non sarebbe un canale asservito, quanto alla navigabilità, ad usi privatistici, come pure ribadito nei giorni scorsi dal Compartimento marittimo. Sarebbe, al contrario, un braccio d’acqua sul quale libera ed aperta a tutti sarebbe la navigazione. L’assemblea consiliare lo afferma al termine della seconda giornata della protesta indetta per ricercare una definitiva soluzione alle peripezie del dispettoso rigagnolo sibarita. Nella stanza del sindaco Manlio Stassi continua il suo sciopero della fame. Fuori, gli operai dei Cantieri nautici proseguono nel loro presidio permanente. Nell’aula “Gino Bloise” tocca invece al consiglio, riunito in seduta straordinaria ed urgente dal presidente Antonio Golia. La mattinata scivola lenta, tra interviste e visite istituzionali. Trilla un telefono: la Prefettura convoca il sindaco. L’incontro si terrà nel pomeriggio, per valutare questioni d’ordine pubblico ed approfondire i temi legati allo Stombi. Lungo l’asse Cosenza – Roma l’assessore provinciale al turismo, Rosetta Console, ed il senatore Cesare Marini sollecitano il Prefetto a far di più. Ad attivarsi perché prenda forma la conferenza di servizi. Intanto, a Palazzo di città s’aprono i lavori dell’assemblea. L’intesa siglata dai capigruppo pare vacillare, travolta dalle polemiche che s’accendono durante il confronto politico. C’è una protesta in corso, ma la difficoltà di individuare con chiarezza una controparte non aiuta. Così, c’è chi chiama in causa la Regione, chi la Procura. Chi entrambe, chi nessuna. Per capire: Gianni Papasso, capogruppo dello Sdi, non ha dubbi: <<Non ho approvato l’operato della magistratura e certe decisioni capotiche. Anche il sindaco ha sbagliato, pretendendo d’operare in solitudine e ricordandosi del consiglio con grave ritardo>>. Il primo cittadino, invece, spezza una lancia in favore del governo regionale. <<I guai presenti – dice – sono frutto del contrasto istituzionale tra alcuni enti competenti. L’assessorato regionale ai lavori pubblici ci è stato vicino ed ha fatto la sua parte>>. La Cgil, preoccupata della sorte dei suoi lavoratori e con le orecchie rivolte alle sirene della concretezza, insiste: subito la conferenza dei servizi per cancellare incertezze d’ogni tipo e progettare l’avvenire. Arriva il pomeriggio. Il sindaco va a Cosenza, il consiglio interrompe i propri lavori. Si riprende all’ora dei vespri. Ancora qualche scintilla, quindi la decisione, formalizzata in un ordine del giorno: il primo cittadino s’adoperi per indire <<ad horas>> l’auspicata conferenza. Il presidente del consiglio, dal canto suo, promuova un incontro dell’assemblea con i magistrati che indagano sulle presunte malefatte consumate sulle acque dello Stombi. Per inciso: la protesta continua.

Gianpaolo Iacobini

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