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Sarà l’aria elettorale, oppure uno scherzo finalmente benigno
del destino. Fatto sta che nell’uovo di Pasqua Marina di Sibari
trova la sorpresa tanto attesa: la rete di raccolta delle acque
bianche. Meglio: un milione e duecentocinquanta mila euro,
centesimo più centesimo meno, stanziati dalla Regione Calabria
attingendo a fondi europei, dopo l’approvazione del relativo
progetto esecutivo da parte del comitato interministeriale per
la programmazione economica.
Genesi di una notizia. È il venerdì santo. Cassano è avvolta
nelle spire della tradizionale processione che ricorda la
passione di Cristo. A Palazzo di città arriva un fax.
L’intestazione è quella della Regione Calabria, assessorato
all’urbanistica. Sottoscrive di proprio pugno l’assessore
Raffaele Mirigliani. Destinatario della missiva, il sindaco
Gianluca Gallo. Poche righe, intinte di burocrazia, per
l’annuncio che vale oro: <<Facendo seguito ai colloqui
telefonici>>, scrive Mirigliani, <<le dò assicurazione che, pur
non essendo stato possibile allocare il progetto relativo alla
raccolta delle acque bianche nella graduatoria A.P.Q. delibera
Cipe numero 20 del 2004, il progetto medesimo è stato
considerato favorevolmente ai fini dei benefici finanziari per
le aree depresse di cui alla citata delibera Cipe. Mi riservo di
fornirle, appena possibile, maggiore specificazione>>.
Nient’altro. Quel che resta: un lavoro di esegesi giornalistica
sul filo del telefono. Spiegano fonti del governo regionale:
<<Il progetto preliminare per la realizzazione della rete di
raccolta delle acque bianche di Marina di Sibari era stato
presentato dal Comune di Cassano lo scorso febbraio. Era
inizialmente destinato ad essere inserito nell’ambito dei
progetti licenziati in seno al piano integrato territoriale
“Alto Ionio”. Sfumata quella possibilità, è stato riconosciuto
comunque meritevole e perciò approvato>>.
Nessuno, al momento, sa dirne di più, ma già basta ed avanza.
Felice e soddisfatto, ad esempio, il primo cittadino cassanese:
la scorsa estate uno dei motivi che portò al sequestro del
villaggio turistico da parte della magistratura fu proprio la
mancanza della rete di raccolta delle acque piovane. Non
prevista, pare, negli elaborati allegati all’originario piano di
lottizzazione, e sicura concausa dei frequenti allagamenti della
cittadella delle vacanze. Adesso, a quanto pare, è scoccata
l’ora della svolta. <<La Regione – commenta Gallo – ha
dimostrato sensibilità ed attenzione verso le problematiche del
territorio, accogliendo esigenze fortemente avvertite dalle
popolazioni locali. Ringrazio l’assessore Mirigliani ed il
presidente Chiaravalloti, ma pure il sindaco di Catanzaro,
Sergio Abramo, che s’è speso perché uno degli impegni da lui
assunti in occasione della visita in città si tramutasse presto
in realtà. È stato premiato l’intenso e puntuale lavoro
dell’amministrazione comunale e dei tecnici municipali. Offriamo
questo dolce frutto ai cittadini ed a quanti scelgono Sibari per
le loro vacanze>>.
Cosa succederà ora? Per qualche mese, niente: la procedura ha
bisogno dei suoi tempi per maturare. I finanziamenti saranno
erogati entro la fine dell’anno. Solo dopo, si potrà dare il via
ai lavori. Salvo intoppi di natura burocratica, i cantieri
apriranno a cavallo tra l’inverno e la primavera del 2006. Poi,
finalmente, le acque si ritireranno e su Marina splenderà sempre
il sole.
Gianpaolo Iacobini |