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«Sto
abbastanza bene. Ho trascorso una buona nottata. L'unica
necessità che avverto fortemente è quella di farmi una doccia
calda. Credetemi, mi manca più del mangiare. Purtroppo la stanza
del sindaco non è provvista di doccia». Il "vulcanico"
presidente Stassi, al terzo giorno di digiuno, non ha perso la
sua verve ironica.
Lo troviamo lì, dove da tre giorni si è recluso, nella stanza
del sindaco Gallo, impegnato in una conversazione telefonica e
attorniato dal "fedelissimo" Nunzio Masotina, segretario
amministrativo dell'associazione Laghi di Sibari", e da un
nugolo di cittadini e di esponenti politici, cassanesi e non,
che non intendono lasciarlo solo in questa "battaglia" tesa
all'affermazione del diritto dei Laghi di Sibari a esistere.
Oramai la "lotta" ha travalicato i confini regionali. E'
diventata di dominio nazionale. Sono tanti coloro che,
impossibilitati a essere personalmente presenti a Cassano, hanno
manifestato, telefonicamente, al presidente Stassi, la loro
vicinanza in queste ore. Il "vulcanico" presidente, pur sapendo
di non essere più giovane e di avere una salute cagionevole,
vuole andare avanti nella sua "lotta". Ripete, a ogni piè
sospinto, che lui digiunerà fino a quando la "questione" dello
Stombi non sarà risolta: «Sono pronto a morire insieme ai Laghi
di Sibari a cui, simbolicamente, ho dato il latte insieme ai
vari componenti dei comitati direttivi che mi hanno affiancato
in questi anni. Io sono il legale rappresentante dei diportisti,
degli imprenditori e degli utenti. Li rappresento nel bene e nel
male», afferma a chi cerca di farlo desistere dal digiuno.
Confessa, anche se subito dopo cerca di sminuire, che giovedì
sera ha avuto qualche piccolo "sbandamento". «Non è stato niente
di grave. Per un attimo, forse dovuto a un calo degli zuccheri,
mi sono sentito mancare. Nulla di grave. E' stato solo un
attimo. Ho preso un caffè e mi sono sentito meglio di prima». A
chi gli chiede se è sotto controllo medico, lui risponde
serafico: «No! Non lo sono e né tanto meno è nelle mie
intenzioni farmi visitare. Non servirebbe a niente! Conosco già
il loro responso: "Lei non è in grado di continuare questo
digiuno. Non ha più quarant'anni. Lei ha bisogno di condurre una
vita tranquilla". A quel punto cosa dovrei fare? E' meglio non
parlarne».
Manlio Stassi si dice quasi commosso dalla calorosa vicinanza e
dai tanti attestati di solidarietà pervenuti da ogni parte di
Italia e da ogni parte politica. "Sono contento che alla
solidarietà del sindaco di Castrovillari, Franco Blaiotta, si è
immediatamente aggiunta l'attenzione dei sindaci della
Sibaritide e del Pollino".Un'altra nottata sul divano della
stanza del sindaco. Una speranza forte. La resurrezione dei
Laghi.
Antonio Iannicelli
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