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Sabato 26 Marzo 2005

Cassano - Il racconto del presidente dell'associazione - Stassi ancora in "sciopero" - «Non mi farò visitare potrebbero fermarmi»


«Sto abbastanza bene. Ho trascorso una buona nottata. L'unica necessità che avverto fortemente è quella di farmi una doccia calda. Credetemi, mi manca più del mangiare. Purtroppo la stanza del sindaco non è provvista di doccia». Il "vulcanico" presidente Stassi, al terzo giorno di digiuno, non ha perso la sua verve ironica.
Lo troviamo lì, dove da tre giorni si è recluso, nella stanza del sindaco Gallo, impegnato in una conversazione telefonica e attorniato dal "fedelissimo" Nunzio Masotina, segretario amministrativo dell'associazione Laghi di Sibari", e da un nugolo di cittadini e di esponenti politici, cassanesi e non, che non intendono lasciarlo solo in questa "battaglia" tesa all'affermazione del diritto dei Laghi di Sibari a esistere. Oramai la "lotta" ha travalicato i confini regionali. E' diventata di dominio nazionale. Sono tanti coloro che, impossibilitati a essere personalmente presenti a Cassano, hanno manifestato, telefonicamente, al presidente Stassi, la loro vicinanza in queste ore. Il "vulcanico" presidente, pur sapendo di non essere più giovane e di avere una salute cagionevole, vuole andare avanti nella sua "lotta". Ripete, a ogni piè sospinto, che lui digiunerà fino a quando la "questione" dello Stombi non sarà risolta: «Sono pronto a morire insieme ai Laghi di Sibari a cui, simbolicamente, ho dato il latte insieme ai vari componenti dei comitati direttivi che mi hanno affiancato in questi anni. Io sono il legale rappresentante dei diportisti, degli imprenditori e degli utenti. Li rappresento nel bene e nel male», afferma a chi cerca di farlo desistere dal digiuno. Confessa, anche se subito dopo cerca di sminuire, che giovedì sera ha avuto qualche piccolo "sbandamento". «Non è stato niente di grave. Per un attimo, forse dovuto a un calo degli zuccheri, mi sono sentito mancare. Nulla di grave. E' stato solo un attimo. Ho preso un caffè e mi sono sentito meglio di prima». A chi gli chiede se è sotto controllo medico, lui risponde serafico: «No! Non lo sono e né tanto meno è nelle mie intenzioni farmi visitare. Non servirebbe a niente! Conosco già il loro responso: "Lei non è in grado di continuare questo digiuno. Non ha più quarant'anni. Lei ha bisogno di condurre una vita tranquilla". A quel punto cosa dovrei fare? E' meglio non parlarne».
Manlio Stassi si dice quasi commosso dalla calorosa vicinanza e dai tanti attestati di solidarietà pervenuti da ogni parte di Italia e da ogni parte politica. "Sono contento che alla solidarietà del sindaco di Castrovillari, Franco Blaiotta, si è immediatamente aggiunta l'attenzione dei sindaci della Sibaritide e del Pollino".Un'altra nottata sul divano della stanza del sindaco. Una speranza forte. La resurrezione dei Laghi.

Antonio Iannicelli

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