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Questione
Stombi: oggi è il giorno della verità. E' convocata, per
stamattina, alle 10,30, presso il palazzo municipale della città
delle Terme, una conferenza dei servizi per discutere e
affrontare, una volta per tutte, la questione dello Stombi,
canale interdetto, dal maggio scorso, alla navigazione e che non
permette, quindi, né di uscire né di entrare, via mare, dal
centro nautico dei Laghi di Sibari. Stamattina dovrebbero sedere
allo stesso tavolo i rappresentanti delle Istituzioni che hanno
competenze a risolvere questa intricata matassa.
La speranza di tutti, dai lavoratori del centro nautico sibarita
agli utenti, dai rappresentanti dell'associazione a tutti coloro
che hanno a cuore le sorti "del fiore all'occhiello dell'intera
Sibaridite", è che le Istituzioni siano rappresentate "da
soggetti con funzioni determinanti ai fini della soluzione della
questione e non da persone che non potranno assumersi alcuna
responsabilità". La conferenza dei servizi, convocata dal primo
cittadino cassanese, Gianluca Gallo, su richiesta del Prefetto
di Cosenza, Diego D'Amico, viene dopo la protesta eclatante
portata avanti, per cinque giorni, dal presidente
dell'associazione "Laghi di Sibari", Manlio Stassi, con lo
sciopero della fame, e dall'intero consiglio direttivo che è
stato riunito, da mercoledì scorso fino al pomeriggio della
domenica di Pasqua, nella stanza del primo cittadino cassanese.
La decisione di dare vita alla protesta, aveva spiegato,
mercoledì scorso, il "vulcanico" presidente Stassi "nasce da uno
stato di sonnolenza che investe gli organi predisposti alla
soluzione del problema e che per una serie di disquisizioni
giuridiche tengono ancora il canale degli Stombi chiuso senza
che si intraveda una soluzione".
Problema, aveva tenuto a precisare Stassi, che "in dieci-undici
mesi ha causato la paralisi completa dei Laghi, ha messo una
cinquantina di famiglie in mezzo alla strada e gli investitori e
gli operatori in uno stato fallimentare. "Ma quello che è peggio
- aveva sostenuto il presidente ¬ è che i Laghi hanno perso
l'immagine nel mondo. Da sempre abbiamo almeno 50 barche
straniere che vengono a svernare nel nostro porto". Stassi aveva
"giustificato" il suo sciopero della fame adducendo che "i Laghi
di Sibari sono una creatura che sta andando a morte ed io voglio
morire insieme con questa creatura". Dopo cinque giorni il
presidente, su esplicita richiesta del Vescovo della Diocesi di
Cassano e dell'intero consiglio direttivo dell'associazione che
presiede, e dopo aver preso cognizione che la problematica della
navigabilità del canale degli Stombi non è una questione che
interessa solo l'associazione "Laghi di Sibari", ma diventata,
grazie alle tante e diversificate attestazioni di solidarietà e
di vicinanza pervenutegli durante i cinque giorni di sciopero
della fame,una questione di interesse territoriale, ha
interrotto la protesta. Oggi si decide. Le istituzioni abilitate
a farlo non saranno, certamente, sole.
In piazza municipio, in contemporanea con la conferenza di
servizi, è stata convocata una manifestazione "per affermare il
diritto dei Laghi di Sibari a esistere", per difendere lo
sviluppo e l'occupazione, ma soprattutto per protestare "contro
la burocrazia ottusa, l'inerzia, i conflitti di competenza, le
scartoffie e contro le incompetenze".
Antonio Iannicelli
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