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Mercoledì 30 Marzo 2005

Cassano - Manifestazione in contemporanea per protestare «contro la burocrazia ottusa» -Stombi, il giorno del confronto - Questa mattina il faccia a faccia nella conferenza dei servizi


Questione Stombi: oggi è il giorno della verità. E' convocata, per stamattina, alle 10,30, presso il palazzo municipale della città delle Terme, una conferenza dei servizi per discutere e affrontare, una volta per tutte, la questione dello Stombi, canale interdetto, dal maggio scorso, alla navigazione e che non permette, quindi, né di uscire né di entrare, via mare, dal centro nautico dei Laghi di Sibari. Stamattina dovrebbero sedere allo stesso tavolo i rappresentanti delle Istituzioni che hanno competenze a risolvere questa intricata matassa.
La speranza di tutti, dai lavoratori del centro nautico sibarita agli utenti, dai rappresentanti dell'associazione a tutti coloro che hanno a cuore le sorti "del fiore all'occhiello dell'intera Sibaridite", è che le Istituzioni siano rappresentate "da soggetti con funzioni determinanti ai fini della soluzione della questione e non da persone che non potranno assumersi alcuna responsabilità". La conferenza dei servizi, convocata dal primo cittadino cassanese, Gianluca Gallo, su richiesta del Prefetto di Cosenza, Diego D'Amico, viene dopo la protesta eclatante portata avanti, per cinque giorni, dal presidente dell'associazione "Laghi di Sibari", Manlio Stassi, con lo sciopero della fame, e dall'intero consiglio direttivo che è stato riunito, da mercoledì scorso fino al pomeriggio della domenica di Pasqua, nella stanza del primo cittadino cassanese.
La decisione di dare vita alla protesta, aveva spiegato, mercoledì scorso, il "vulcanico" presidente Stassi "nasce da uno stato di sonnolenza che investe gli organi predisposti alla soluzione del problema e che per una serie di disquisizioni giuridiche tengono ancora il canale degli Stombi chiuso senza che si intraveda una soluzione".
Problema, aveva tenuto a precisare Stassi, che "in dieci-undici mesi ha causato la paralisi completa dei Laghi, ha messo una cinquantina di famiglie in mezzo alla strada e gli investitori e gli operatori in uno stato fallimentare. "Ma quello che è peggio - aveva sostenuto il presidente ¬ è che i Laghi hanno perso l'immagine nel mondo. Da sempre abbiamo almeno 50 barche straniere che vengono a svernare nel nostro porto". Stassi aveva "giustificato" il suo sciopero della fame adducendo che "i Laghi di Sibari sono una creatura che sta andando a morte ed io voglio morire insieme con questa creatura". Dopo cinque giorni il presidente, su esplicita richiesta del Vescovo della Diocesi di Cassano e dell'intero consiglio direttivo dell'associazione che presiede, e dopo aver preso cognizione che la problematica della navigabilità del canale degli Stombi non è una questione che interessa solo l'associazione "Laghi di Sibari", ma diventata, grazie alle tante e diversificate attestazioni di solidarietà e di vicinanza pervenutegli durante i cinque giorni di sciopero della fame,una questione di interesse territoriale, ha interrotto la protesta. Oggi si decide. Le istituzioni abilitate a farlo non saranno, certamente, sole.
In piazza municipio, in contemporanea con la conferenza di servizi, è stata convocata una manifestazione "per affermare il diritto dei Laghi di Sibari a esistere", per difendere lo sviluppo e l'occupazione, ma soprattutto per protestare "contro la burocrazia ottusa, l'inerzia, i conflitti di competenza, le scartoffie e contro le incompetenze".

Antonio Iannicelli

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