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"Avvieremo tutte le iniziative necessarie affinché un attività
così importante quale è la pesca del novellame per la flotta
peschereccia di Corigliano e dell'intero comprensorio possa
essere sostenuta ed anzi incentivata, a partire dall'immediato."
Lo annuncia il presidente della Provincia, Mario Oliverio, che
quale primo atto formale ha già inviato al ministro per le
Politiche Agricole, Alemanno, un telegramma che ha lo scopo di
sollecitare modifiche ai regolamenti inerenti questo tipo di
particolare attività di pesca, con specifico riguardo alla
proroga del periodo di raccolta del novellame, richiesta dagli
addetti.
"Non è pensabile- annota Oliverio- che una fonte di reddito così
essenziale per la già fragile economia del comparto possa essere
oggetto di restrizioni. Le giornate perse a causa della avverse
condizioni marittime, oltre che metereologiche, debbono essere
recuperate. Così come deve essere estesa l'area in cui i
pescatori di Corigliano possono muovere le proprie imbarcazioni
per la pesca, potendo tranquillamente muoversi nel confinante
compartimento di Taranto." "Il problema sollevato in questi
giorni- continua il Presidente- ha il merito di porre l'accento
sulle difficoltà che attraversa un particolare tipo di attività
produttiva che ancora in provincia conta numerosa forza lavoro.
Sbaglia enormemente chi pensa che una vicenda così delicata,
proprio perché riguarda la vita, la fatica di centinaia di
addetti di una categoria che andrebbe protetta ed aiutata in
tutti i modi, possa essere oggetto di mistificazioni legate alla
propaganda politica di questo periodo. Il problema della pesca
del novellame ha maturato i tempi per un esame serio da cui
discendano serie politiche che per espressa volontà normativa,
non possono dipendono da Regione e Stato. Spetta ad essi
configurare nuovi margini che razionalizzino e associno
prospettive di sviluppo attese dall'intero settore, già avviate
da altri Paesi europei."
"E, questo considerando- conclude il presidente della Provincia-
non resta che constatare con rammarico che anche in questo
settore la Regione ha lasciato l'immobilismo più assoluto, quasi
che la pesca non fosse attività da cui traggono sostentamento
centinaia di calabresi. Una situazione che deve essere
modificata prima possibile, sensibilizzando le istituzioni e
promuovendo cambiamenti che favoriscano tutti coloro i quali dal
mare fanno dipendere il proprio lavoro".
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