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“Viaggio
dentro di noi” il titolo della suggestiva manifestazione
svoltasi domenica pomeriggio nella sede dall’associazione “Saman”,
la Comunità di recupero e reinserimento dei tossicodipendenti
situata in contrada “Laccata”, di fianco alla Provinciale tra
Lauropoli e Sibari. Durante la serata è stata anche presentata
l’opera “I colori dell’anima” del poeta Salvatore Giuppa, che è
un operatore sociale della grande famiglia Saman. Un’idea
rivoluzionaria nella lotta alla tossicodipendenza lanciata da
Mauro Rostagno. Al dibattito, servito a illustrare la raccolta
di versi di Giuppa, sono intervenuti il presidente nazionale di
“Saman” Achille Saletti, l’assessore al Turismo e Spettacolo
dell’amministrazione provinciale di Cosenza Rosetta Console, il
giornalista e insegnante Claudio Dionesalvi. Il confronto è
stato moderato dal giornalista Franco Maurella.
Ma prima che cominciasse il dibattito sul libro, è stata assai
coinvolgente la coreografia che ha impegnato i ragazzi in
terapia alla Saman, con balli, recitazione e la lettura di
diverse poesie estrapolate da “I colori dell’anima”. Un momento
coordinato dalla responsabile della sede Saman Fiammetta De
Salvo e dalla operatrice Pina Oliva. L’intera serata sarà
ripercorribile on-line sul portale internet
www.cassanoalloionio.info. Nel suo intervento in apertura della
conversazione sul libro di Giuppa, il presidente nazionale
Achille Saletti ha sottolineato proprio il successo del
coinvolgimento e dell’impegno dei ragazzi nel mini-spettacolo
che ha preceduto il confronto, riconoscendo in questo il loro
vero “volto” e non in quello a suo parere troppo sbrigativo con
il quale vengono solitamente raccontati. L’assessore Console ha
dedicato la serata ad Alfonso, un giovane in cura alla Saman
negli anni Novanta e poi scomparso a causa dell’Aids.
L’intervento di Claudio Dionesalvi ha ondeggiato tra l’analisi
critica e al libro di Giuppa e l’analisi sociale sull’assalto
della droga ai giovani di ieri e di oggi. Sino a indicare la
cocaina come una “furbata” distribuita nelle piazze nei decenni
passati per dare così alla polizia la scusa per colpire le
organizzazioni giovanili che davano o potevano dare più
“fastidio”. Da più parti, sollecitati anche dalla folta presenza
di pubblico in sala, è stato marcato con una certa soddisfazione
l’integrazione che la famiglia Saman sembra finalmente avere
conquistato con il Cassanese e la Sibaritide dopo anni (è qui
dalle primavere a cavallo tra anni ’80 e ’90) di grande e
fastidiosa diffidenza con la realtà locale. |