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Sabato 26 Novembre 2005

Cassano - Inchiesta Jonio pulito - Riflettori accesi sul canale Vena Morta

Pubblicato on-line su www.cassanoalloionio.info il 26.11.05 h. 22.30

E’ ancora viva e vegeta l’inchiesta “Jonio pulito” lanciata dalla Procura della Repubblica di Castrovillari per fare luce sullo stato di salute della costa ionica su cui ha giurisprudenza: da Sibari a Rocca Imperiale. Un iter investigativo che ha già alzato il coperchio su depuratori malfunzionanti, scarichi illegali a mare, abusivismi e mille altri reati consumati ai danni del litorale sibarita. Le indagini sono coordinate dal sostituto procuratore Baldo Pisani. A guidare sul campo gli investigatori dell’équipe “Jonio pulito”, invece, è il maresciallo della guardia costiera Vincenzo Figoli. Con lui collaborano carabinieri, guardia di finanza, polizia, vigili urbani e quando necessario anche dipendenti del Consorzio di bonifica “Sibari Crati”.
Negli ultimi giorni i riflettori della magistratura e degli investigatori si sono riaccesi con insistenza sul canale Vena morta, che raccoglie le acque (e la spazzatura) dell’intera Sibaritide per poi svuotarsi a mare, proprio nel cuore dell’Eldorado turistico nostrano. Esattamente a metà strada tra le spiagge di Marina di Sibari e del Ventaclub “Bagamoyo”. Così come già successo più volte dall’estate 2004, quando è scattata l’indagine a largo raggio, negli ultimi giorni i militari dell’équipe “Jonio pulito” stanno verificando accuratamente tutto il corso del Vena morta per appurare eventuali scarichi abusivi e magari pure inquinanti. Tra l’altro, nelle settimane passate lo sbocco a mare del Vena morta è stato tappato dalle mareggiate che hanno colpito pure la costa ionica nostrana. Eppure a maggio una conferenza dei servizi che ha coinvolto Comune, Regione e delegati dei villaggi e delle lottizzazioni interessate all’area, hanno discusso del caso decidendo di ristabilire la vecchia foce del canale che prima sfociava diritto in mare mentre ora è più rivolta verso Marina di Sibari. Ma da allora, non s’è mossa foglia.
Le ricerche degli investigatori partono dall’individuazione dell’eventuale scarico, per poi risalire alla sua origine. Certificando anzitutto se lo scarico è regolare o abusivo, e poi se rilascia solo acque reflue o veleni più o meno pericolosi. Gli inquirenti mantengono uno stretto riserbo sul caso, ma secondo quanto trapelato le ultime verifiche stanno interessando anzitutto le campagne e contrade rurali della Piana distesa tra i centri abitati di Doria e Sibari, nel cuore del perimetro comunale di Cassano.
I militari agli ordini di capo Figoli stanno passando al setaccio abitazioni private, masserie e aziende agricole, fabbriche per la trasformazione dei prodotti agricoli e tutto il resto. Pare che in molti casi la prevenzione avviata con l’indagine dell’estate 2004 abbia fruttato. Molti scarichi attivi in passato sono ormai secchi, segno che non vengono utilizzati da tempo. Ma non è dappertutto così. Ecco perché è stato coinvolto nelle indagini sul consulente tecnico nominato dalla Procura con il compito di prelevare campioni dagli scarichi ancora attivi, per analizzarli e di conseguenza appurare se si tratta di materiale inquinante o di cos'altro. Allo stesso tempo, un altro filone investigativo più strettamente amministrativo si muove per appurare se le condotte sono legali oppure sono abusive. Qualora sarà accertata l’irregolarità degli sbocchi, si passerà a verbali e denunce. Ne dovremmo sapere di più già nei prossimi giorni.
 

Domenico Marino

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