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Mercoledì 30 Novembre 2005

Cassano – Nella scoperta delle differenze il tesoro d’una civiltà.

Pubblicato on-line su www.cassanoalloionio.info il 2.15.05  h. 6.30

Ogni popolo ha una storia, che nasconde in sé tesori che possono diventare patrimonio comune attraverso il metodo del confronto. Questo il messaggio emerso dal convegno su etnie beni culturali e modelli antropologici, organizzato dal Comitato nazionale per le minoranze etnico-linguistiche in Italia, sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica, in collaborazione con il centro di ricerche “Cresesm” ed il centro d’arte “26”.
La manifestazione, svoltasi nei giorni scorsi a Cassano, nei saloni della biblioteca diocesana, è stata coordinata dal giornalista Martino Zuccaro, direttore di “Prospettive meridionali”. In apertura, dopo i saluti istituzionali recati dal presidente del consiglio comunale, Antonio Golia, e dall’assessore municipale alla cultura, Daniela Colonna, Zuccaro ha fornito i dati che ridisegnano la mappa dei gruppi etnici presenti sul territorio calabrese e sibarita, richiamando il ruolo che nella configurazione della società moderna assume la nuova generazione di immigrati dai paesi africani ed europei. Un invito alla riflessione condiviso e fatto proprio dal vescovo della Diocesi di Cassano, monsignor Domenico Graziani: <<Le diversità – ha sostenuto il pastore della Chiesa cassanese - arricchiscono tutti. Le minoranze etniche e linguistiche devono essere oggetto di attenzione antropologica ed antropica>>. Un’opinione subito confortata dal pensiero degli studiosi presenti al convegno in veste di relatori. Pio Rasulo, ad esempio, presidente del Comitato nazionale delle minoranze etnico-linguistiche in Italia, ha illustrato i rapporti intrattenuti dallo scrittore Carlo Levi con le comunità arbereshe del Pollino, evidenziando la profonda conoscenza delle tradizioni e dialetti albanofoni e catalani da parte dell’autore di “Cristo s’è fermato ad Eboli”. Sulla stessa lunghezza d’onda l’intervento dell’antropologa Maria Zanoni, pronta a fornire i dettagli attinenti il recente rinvenimento d’un insediamento rupestre basiliano nella valle attraversata dal fiume Coscile ed a dedurre da esso i forti legami che uniscono l’antropologia alla valorizzazione dei beni culturali. Ancora, di paragoni e punti di contatto tra etnie diverse s’è occupato l’accademico Antonio Basile, per il quale <<è necessario trovare il giusto rapporto tra noi e gli altri: la cultura di un popolo, intesa in senso sociologico, si evolve per gradi: basti osservare, al riguardo, la presenza delle varie etnie che, affacciandosi sul Mediterraneo, si incontrano ed intersecano>>.
Le conclusioni del convegno sono state tratte dal coordinatore scientifico del progetto sulle minoranze etnico-linguistiche del Ministero dei Beni culturali, Pierfranco Bruni. <<Parlare di etnie – ha chiosato Bruni - significa scavare negli archetipi di una comunità che non ha mai smesso di realizzare un confronto con le altre civiltà. Non è pensabile materializzare la conoscenza di una civiltà, né il processo di integrazione, senza tener presente l’identità, l’appartenenza, la tradizione>>. <<Sono questi – ha sottolineato Bruni - tre elementi eterogenei, che trovano però nel pensiero della diversità il senso non solo dell’incontro, ma anche della tolleranza. Partecipare, gestire e governare, nella nostra temperie d’oggi, vuol dire non trascurare i valori che ci vengono testimoniati dagli altri. Perché gli altri ci sono, ci sono sempre stati e sempre ci saranno>>.

Gianpaolo Iacobini

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