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Si
è conclusa lunedì la tappa cassanese della mostra itinerante del
quinto Premio internazionale d'illustrazione per l'infanzia
dedicato alla memoria del boemo Štěpán Zavřel. Ogni anno i
promotori dell'iniziativa (associazione Irfea in collaborazione
con l'associazione “Spazio Famiglia” di Cassano ed il centro
studi di letteratura giovanile “Alberti” di Trieste) scelgono un
racconto proveniente da una delle culture del Mediterraneo e
invitano illustratori professionisti a rappresentarne,
liberamente, due sequenze. Le principali finalità del concorso
sono favorire, attraverso la dimensione fantastica del racconto,
il recupero della funzione educativa della narratività, espressa
sia attraverso la narrazione che l'espressione artistica, e, con
l'accostamento a un nuovo patrimonio iconico, l'educazione
all'immagine di qualità. Seguendo l'evoluzione del premio negli
anni, si può, infatti, notare quanto sia cresciuta la qualità
delle immagini che concorrono e che, in seguito, vengono esibite
al pubblico. Gli itinerari fantastici, fin ora esplorati, sono
quelli della cultura popolare sarda, siciliana e greca. Per la
quinta edizione, gli alunni delle scuole primarie e secondarie
di primo grado, cui principalmente si rivolge il progetto
educativo, sono stati invitati all'ascolto della fiaba egiziana,
tradotta da Maria Luisa Albano, dal titolo “I datteri di
al-Shatir Hasan”. Con l'ausilio di elementi fantastici e
atmosfere esotiche, si è cercato di avvicinare gli alunni alla
cultura araba. In un momento storico in cui questo enorme bacino
culturale ha assunto sembianze mostruose e una caratterizzazione
estremamente negativa, è risultato particolarmente interessante
favorire l'approccio a questa cultura. Nelle tavole illustrate,
gli alunni, hanno ritrovato ori, ricami, tappeti magici e tutti
gli elementi che rendono straordinariamente affascinante questa
parte del mondo. Seguendo il percorso espressivo e
interpretativo tracciato dagli illustratori e attraverso
l'analisi di elementi paesaggistici, etnici, architettonici,
religiosi, gli alunni sono stati stimolati al confronto con la
diversità. Solo attraverso la conoscenza si possono combattere i
pregiudizi e la stereotipia. Una fiaba può aiutare, con
l'evasione, l'educazione e, persino, restituire un’infinità di
varietà cromatiche a un mondo ormai solo conosciuto per le sue
fosche tinte. Gli ideatori del Premio Štěpán Zavřel, primo fra
tutti Carlo Rango, presidente dell’associazione “Irfea”, credono
fermamente che, con l'educazione alla conoscenza del patrimonio
culturale, sia possibile non solo riscoprire la propria
identità, ma anche imparare a convivere con le diversità e
quindi dare un forte impulso all'intercultura.
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