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Martedì 22 Novembre 2005

Cassano - Premio Zavrel, si è conclusa la tappa cassanese della mostra itinerante - Illustrazioni mediterranee

Pubblicato on-line su www.cassanoalloionio.info il 24.11.05 h. 17.30

Si è conclusa lunedì la tappa cassanese della mostra itinerante del quinto Premio internazionale d'illustrazione per l'infanzia dedicato alla memoria del boemo Štěpán Zavřel. Ogni anno i promotori dell'iniziativa (associazione Irfea in collaborazione con l'associazione “Spazio Famiglia” di Cassano ed il centro studi di letteratura giovanile “Alberti” di Trieste) scelgono un racconto proveniente da una delle culture del Mediterraneo e invitano illustratori professionisti a rappresentarne, liberamente, due sequenze. Le principali finalità del concorso sono favorire, attraverso la dimensione fantastica del racconto, il recupero della funzione educativa della narratività, espressa sia attraverso la narrazione che l'espressione artistica, e, con l'accostamento a un nuovo patrimonio iconico, l'educazione all'immagine di qualità. Seguendo l'evoluzione del premio negli anni, si può, infatti, notare quanto sia cresciuta la qualità delle immagini che concorrono e che, in seguito, vengono esibite al pubblico. Gli itinerari fantastici, fin ora esplorati, sono quelli della cultura popolare sarda, siciliana e greca. Per la quinta edizione, gli alunni delle scuole primarie e secondarie di primo grado, cui principalmente si rivolge il progetto educativo, sono stati invitati all'ascolto della fiaba egiziana, tradotta da Maria Luisa Albano, dal titolo “I datteri di al-Shatir Hasan”. Con l'ausilio di elementi fantastici e atmosfere esotiche, si è cercato di avvicinare gli alunni alla cultura araba. In un momento storico in cui questo enorme bacino culturale ha assunto sembianze mostruose e una caratterizzazione estremamente negativa, è risultato particolarmente interessante favorire l'approccio a questa cultura. Nelle tavole illustrate, gli alunni, hanno ritrovato ori, ricami, tappeti magici e tutti gli elementi che rendono straordinariamente affascinante questa parte del mondo. Seguendo il percorso espressivo e interpretativo tracciato dagli illustratori e attraverso l'analisi di elementi paesaggistici, etnici, architettonici, religiosi, gli alunni sono stati stimolati al confronto con la diversità. Solo attraverso la conoscenza si possono combattere i pregiudizi e la stereotipia. Una fiaba può aiutare, con l'evasione, l'educazione e, persino, restituire un’infinità di varietà cromatiche a un mondo ormai solo conosciuto per le sue fosche tinte. Gli ideatori del Premio Štěpán Zavřel, primo fra tutti Carlo Rango, presidente dell’associazione “Irfea”, credono fermamente che, con l'educazione alla conoscenza del patrimonio culturale, sia possibile non solo riscoprire la propria identità, ma anche imparare a convivere con le diversità e quindi dare un forte impulso all'intercultura.
 

Daniela Di Franco

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