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Il
canale Stombi? S’è n’è discusso anche in Grecia tra un gruppo di
diportisti clienti abituali del porticciolo turistico dei Laghi
di Sibari. Si sono incontrati in uno scalo marittimo ellenico e
hanno dialogato del presente di quel braccio d’acqua lungo più o
meno seicento metri che è l’unico collegamento marittimo tra lo
Jonio e i duemilacinquecento posti barca ospitati dallo scalo
sibarita. E che nell’ultimo anno e mezzo è rimasto chiuso perché
giustamente considerato insicuro. A dicembre 2003 è stato
l’Ufficio circondariale marittimo di Corigliano a vietare la
navigazione lungo lo Stombi. E a maggio 2004 è scattato il
sequestro della Procura della Repubblica di Castrovillari. Con
le immaginabili conseguenze per l’indotto nautico e diportistico
dei Laghi di Sibari. Ma l’intervento della magistratura ha avuto
il merito di spalancare gli occhi su decenni d’illegalità che
altrimenti sarebbero rimaste nascoste chissà per quanto tempo
ancora.
Nelle ultime settimane si sta intravedendo una luce in fondo al
tunnel. Soprattutto perché una riunione tecnica svoltasi la
scorsa settimana nella sede dell’assessorato regionale ai Lavori
pubblici, cui hanno partecipato tutte le parti in causa (Comune
di Cassano, Consorzio di bonifica “Sibari-Crati”, Guardia
costiera di Corigliano e l’associazione “Laghi di Sibari) ha
trovato l’accordo sulla necessità d’intervenire strutturalmente
sull’imbocco del canale dal lato mare, per risolvere il problema
una volta per tutte. Le parti hanno sposato una linea proposta
dall’assessorato: entro un mese i tecnici regionali valuteranno,
per modifiche o integrazioni, il progetto Matteotti che prevede
l’allungamento dei bracci dell’attuale ingresso del canale dal
lato mare. Nello stesso periodo i 2,3 milioni di euro finanziati
per l’opera saranno trasferiti al Comune di Cassano, che sarà
soggetto attuatore del progetto e quindi dovrà appaltare i
lavori.
Ma i diportisti chiedono certezze già in questi giorni, perché
devono preparare la stagione 2006. Oltre alla e-mail che ha
informato dell’insolita riunione greca dedicata allo Stombi, i
Cantieri nautici dei Laghi di Sibari hanno ricevuto w ricevono
anche comunicazioni telematiche in cui i clienti chiedono
rassicurazioni circa l’apertura del canale almeno da aprile a
ottobre 2006. Altrimenti approderanno altrove, come d’altronde
successo quest’anno. Le e-mail parlano chiaramente anche della
veloce corsa da porto a porto delle cattive notizie riguardanti
lo Stombi e di conseguenza i Laghi di Sibari.
Ecco perché il geometra Antonio Vuoto, vice presidente della
Casa bianca group, la società proprietaria dei Cantieri nautici,
invoca dal Municipio cassanese notizie sul futuro del canale.
“Avevo chiesto al sindaco una comunicazione ufficiale ma finora
non ho ricevuto alcuna notizia. Eppure ha partecipato di persona
al tavolo tecnico riunitosi all’assessorato regionale ai Lavori
pubblici. Questo è un periodo cruciale per organizzare la
prossima stagione. I diportisti cominciano a organizzarsi e
quindi vogliono sapere se e come possono contare sui Laghi. Non
ha caso ho inviato al sindaco le e-mail ricevute proprio in
questi giorni”.
La medaglia nasconde pure un volto occupazionale. E sì, perché
il blocco dello Stombi ha chiaramente provocato pure un picco
delle commesse per i Cantieri nautici, con un’inevitabile crisi
per il posto di lavoro degli otto dipendenti (7 operai e
un’impiegata) della struttura. Che fornisce un servizio di
qualità ed è in grado di rimettere a nuovo non solo barchette ma
anche natanti di una certa stazza. Dal primo ottobre gli otto
lavoratori sono ufficialmente in ferie, ma nei fatti sono
licenziati. E ci resteranno sino a quando le commesse non
torneranno, permettendo ai Cantieri di tornare a macinare
lavoro. Non possono finire in cassa integrazione perché hanno
sfruttato questo ammortizzatore sociale nel passato prossimo.
Domenico Marino |