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Mercoledì 5 Ottobre 2005

Cassano - Del canale Stombi se ne parla anche in Grecia.


Il canale Stombi? S’è n’è discusso anche in Grecia tra un gruppo di diportisti clienti abituali del porticciolo turistico dei Laghi di Sibari. Si sono incontrati in uno scalo marittimo ellenico e hanno dialogato del presente di quel braccio d’acqua lungo più o meno seicento metri che è l’unico collegamento marittimo tra lo Jonio e i duemilacinquecento posti barca ospitati dallo scalo sibarita. E che nell’ultimo anno e mezzo è rimasto chiuso perché giustamente considerato insicuro. A dicembre 2003 è stato l’Ufficio circondariale marittimo di Corigliano a vietare la navigazione lungo lo Stombi. E a maggio 2004 è scattato il sequestro della Procura della Repubblica di Castrovillari. Con le immaginabili conseguenze per l’indotto nautico e diportistico dei Laghi di Sibari. Ma l’intervento della magistratura ha avuto il merito di spalancare gli occhi su decenni d’illegalità che altrimenti sarebbero rimaste nascoste chissà per quanto tempo ancora.
Nelle ultime settimane si sta intravedendo una luce in fondo al tunnel. Soprattutto perché una riunione tecnica svoltasi la scorsa settimana nella sede dell’assessorato regionale ai Lavori pubblici, cui hanno partecipato tutte le parti in causa (Comune di Cassano, Consorzio di bonifica “Sibari-Crati”, Guardia costiera di Corigliano e l’associazione “Laghi di Sibari) ha trovato l’accordo sulla necessità d’intervenire strutturalmente sull’imbocco del canale dal lato mare, per risolvere il problema una volta per tutte. Le parti hanno sposato una linea proposta dall’assessorato: entro un mese i tecnici regionali valuteranno, per modifiche o integrazioni, il progetto Matteotti che prevede l’allungamento dei bracci dell’attuale ingresso del canale dal lato mare. Nello stesso periodo i 2,3 milioni di euro finanziati per l’opera saranno trasferiti al Comune di Cassano, che sarà soggetto attuatore del progetto e quindi dovrà appaltare i lavori.
Ma i diportisti chiedono certezze già in questi giorni, perché devono preparare la stagione 2006. Oltre alla e-mail che ha informato dell’insolita riunione greca dedicata allo Stombi, i Cantieri nautici dei Laghi di Sibari hanno ricevuto w ricevono anche comunicazioni telematiche in cui i clienti chiedono rassicurazioni circa l’apertura del canale almeno da aprile a ottobre 2006. Altrimenti approderanno altrove, come d’altronde successo quest’anno. Le e-mail parlano chiaramente anche della veloce corsa da porto a porto delle cattive notizie riguardanti lo Stombi e di conseguenza i Laghi di Sibari.
Ecco perché il geometra Antonio Vuoto, vice presidente della Casa bianca group, la società proprietaria dei Cantieri nautici, invoca dal Municipio cassanese notizie sul futuro del canale. “Avevo chiesto al sindaco una comunicazione ufficiale ma finora non ho ricevuto alcuna notizia. Eppure ha partecipato di persona al tavolo tecnico riunitosi all’assessorato regionale ai Lavori pubblici. Questo è un periodo cruciale per organizzare la prossima stagione. I diportisti cominciano a organizzarsi e quindi vogliono sapere se e come possono contare sui Laghi. Non ha caso ho inviato al sindaco le e-mail ricevute proprio in questi giorni”.
La medaglia nasconde pure un volto occupazionale. E sì, perché il blocco dello Stombi ha chiaramente provocato pure un picco delle commesse per i Cantieri nautici, con un’inevitabile crisi per il posto di lavoro degli otto dipendenti (7 operai e un’impiegata) della struttura. Che fornisce un servizio di qualità ed è in grado di rimettere a nuovo non solo barchette ma anche natanti di una certa stazza. Dal primo ottobre gli otto lavoratori sono ufficialmente in ferie, ma nei fatti sono licenziati. E ci resteranno sino a quando le commesse non torneranno, permettendo ai Cantieri di tornare a macinare lavoro. Non possono finire in cassa integrazione perché hanno sfruttato questo ammortizzatore sociale nel passato prossimo.

Domenico Marino

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