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Pagano
gli operai. Mandati a casa per mancanza di commesse e
<<prospettive certe sulla definitiva soluzione del
disinsabbiamento del canale>>.
L’annuncio è ufficiale: il 30 settembre prossimo i lavoratori
dei Cantieri nautici sibariti, di proprietà della “Casa bianca
group srl”, rimarranno senza lavoro. Attualmente sono in otto.
Sette di loro finiranno nel baratro della disoccupazione.
Inghiottiti da una crisi che si afferma essere legata a doppio
filo allo Stombi, il dispettoso rigagnolo che unisce al mare
aperto le darsene del porto turistico sibarita. Per tredici
anni, secondo la magistratura castrovillarese, sul bizzoso
canale si sarebbe navigato senza le prescritte autorizzazioni
amministrative ed in dispregio delle norme in materia di
sicurezza della navigazione. Deficienze pubbliche e private che
portarono, tra il maggio e l’agosto del 2004, al sequestro dello
Stombi, rimasto invece interdetto alla navigazione, per la
mancata esecuzione dei lavori prescritti, fino al successivo
luglio del 2005. Tempi bui, che si pensavano superati dalla
riapertura del canale e dagli impegni assunti dalla Regione
Calabria, propensa ad investire oltre due milioni di euro per
garantire la soluzione d’ogni problema. Invece, proprio nel
momento in cui per i laghi di Sibari sembrava essere finalmente
giunto il momento del ritorno al futuro, arriva la doccia
gelata: sette operai dei Cantieri nautici riceveranno la lettera
di licenziamento nel giro d’un paio di settimane.
La notizia ha assunto una veste solenne lunedì scorso. Ne dà
conferma un verbale in cui si racconta dell’esito di un incontro
svoltosi nella sede dell’Assindustria a Cosenza, su richiesta
della Cgil, tra il sindacato e la “Casa bianca group srl”.
Riferisce il documento: alla riunione prendono parte, per l’Assindustria,
Pierpaolo Mottola. A rappresentare la società proprietaria dei
cantieri, il vicepresidente Antonio Vuoto. Infine, per la Cgil,
Nino Rubini e Giovanni Sisca, l’uno segretario della Camera del
lavoro di Cassano, l’altro responsabile comprensoriale della
Fiom. Testualmente, <<la “Casa bianca group srl” dichiara che la
stagione legata alle attività di manutenzione, riparazione,
rimessaggio e varo delle imbarcazioni è giunta a conclusione.
Stanti gli avvenimenti che hanno connotato l’evoluzione della
vicenda sino alla data odierna, il danno d’immagine derivante
dal blocco del canale, l’assenza di prospettive per una
definitiva risoluzione del problema dell’insabbiamento dello
stesso, risulta palese che le prospettive per lo svolgimento a
pieno regime dell’attività produttiva, con impiego dell’intera
forza lavoro, paiono del tutto assenti>>. Conseguenze: <<A causa
di ciò, e dopo un’attenta valutazione, purtroppo negativa, circa
il possibile utilizzo di ogni strumento alternativo, la “Casa
bianca group srl” si trova costretta a comunicare che il 30 di
settembre le attività di rimessaggio e manutenzione cesseranno
d’aver luogo, con conseguente risoluzione del rapporto di lavoro
con le unità con qualifica operaia, pari a 7 lavoratori rispetto
agli 8 in forza>>. E i sindacati? La Cgil, <<manifestata la
propria preoccupazione riguardo alla situazione delineata, fa
presente che s’attiverà per sollecitare le istituzioni preposte,
al fine di individuare una soluzione che permetta la
salvaguardia dell’occupazione>>. Insomma, <<sarà richiesto ad
enti ed istituzioni competenti l’attivazione d’un tavolo di
concertazione, per addivenire ad una soluzione utile alla
salvaguardia ed allo sviluppo del canale Stombi e delle realtà
industriali in esso operanti, allo scopo di scongiurare ogni
ipotesi di licenziamento ed aggravamento della situazione
esistente, ponendo in essere ogni azione utile e necessaria,
anche di lotta>>.
La sola certezza, al momento, è che tra meno d’un mese sette
operai e le loro famiglie rimarranno senza lavoro.
Gianpaolo Iacobini |