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Mercoledì 7 Settembre 2005

Sibari –  Cantieri nautici: l’azienda annuncia il licenziamento delle maestranze.

Pagano gli operai. Mandati a casa per mancanza di commesse e <<prospettive certe sulla definitiva soluzione del disinsabbiamento del canale>>.
L’annuncio è ufficiale: il 30 settembre prossimo i lavoratori dei Cantieri nautici sibariti, di proprietà della “Casa bianca group srl”, rimarranno senza lavoro. Attualmente sono in otto. Sette di loro finiranno nel baratro della disoccupazione. Inghiottiti da una crisi che si afferma essere legata a doppio filo allo Stombi, il dispettoso rigagnolo che unisce al mare aperto le darsene del porto turistico sibarita. Per tredici anni, secondo la magistratura castrovillarese, sul bizzoso canale si sarebbe navigato senza le prescritte autorizzazioni amministrative ed in dispregio delle norme in materia di sicurezza della navigazione. Deficienze pubbliche e private che portarono, tra il maggio e l’agosto del 2004, al sequestro dello Stombi, rimasto invece interdetto alla navigazione, per la mancata esecuzione dei lavori prescritti, fino al successivo luglio del 2005. Tempi bui, che si pensavano superati dalla riapertura del canale e dagli impegni assunti dalla Regione Calabria, propensa ad investire oltre due milioni di euro per garantire la soluzione d’ogni problema. Invece, proprio nel momento in cui per i laghi di Sibari sembrava essere finalmente giunto il momento del ritorno al futuro, arriva la doccia gelata: sette operai dei Cantieri nautici riceveranno la lettera di licenziamento nel giro d’un paio di settimane.
La notizia ha assunto una veste solenne lunedì scorso. Ne dà conferma un verbale in cui si racconta dell’esito di un incontro svoltosi nella sede dell’Assindustria a Cosenza, su richiesta della Cgil, tra il sindacato e la “Casa bianca group srl”. Riferisce il documento: alla riunione prendono parte, per l’Assindustria, Pierpaolo Mottola. A rappresentare la società proprietaria dei cantieri, il vicepresidente Antonio Vuoto. Infine, per la Cgil, Nino Rubini e Giovanni Sisca, l’uno segretario della Camera del lavoro di Cassano, l’altro responsabile comprensoriale della Fiom. Testualmente, <<la “Casa bianca group srl” dichiara che la stagione legata alle attività di manutenzione, riparazione, rimessaggio e varo delle imbarcazioni è giunta a conclusione. Stanti gli avvenimenti che hanno connotato l’evoluzione della vicenda sino alla data odierna, il danno d’immagine derivante dal blocco del canale, l’assenza di prospettive per una definitiva risoluzione del problema dell’insabbiamento dello stesso, risulta palese che le prospettive per lo svolgimento a pieno regime dell’attività produttiva, con impiego dell’intera forza lavoro, paiono del tutto assenti>>. Conseguenze: <<A causa di ciò, e dopo un’attenta valutazione, purtroppo negativa, circa il possibile utilizzo di ogni strumento alternativo, la “Casa bianca group srl” si trova costretta a comunicare che il 30 di settembre le attività di rimessaggio e manutenzione cesseranno d’aver luogo, con conseguente risoluzione del rapporto di lavoro con le unità con qualifica operaia, pari a 7 lavoratori rispetto agli 8 in forza>>. E i sindacati? La Cgil, <<manifestata la propria preoccupazione riguardo alla situazione delineata, fa presente che s’attiverà per sollecitare le istituzioni preposte, al fine di individuare una soluzione che permetta la salvaguardia dell’occupazione>>. Insomma, <<sarà richiesto ad enti ed istituzioni competenti l’attivazione d’un tavolo di concertazione, per addivenire ad una soluzione utile alla salvaguardia ed allo sviluppo del canale Stombi e delle realtà industriali in esso operanti, allo scopo di scongiurare ogni ipotesi di licenziamento ed aggravamento della situazione esistente, ponendo in essere ogni azione utile e necessaria, anche di lotta>>.
La sola certezza, al momento, è che tra meno d’un mese sette operai e le loro famiglie rimarranno senza lavoro.

Gianpaolo Iacobini

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