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Venerdì 30 Settembre 2005

Sibaritide –  Distretto agroalimentare della Sibaritide: Sibari perde la sede.

C’è una legge. L’ha voluta, letteralmente, il popolo della Sibaritide. Ha portato alla nascita del distretto agroalimentare di qualità della Calabria citeriore, da Paludi a Rocca Imperiale, su verso le montagne del Pollino, fino a San Basile. La gestione è affidata ad un comitato ristretto, composto da 12 membri ed aperto a sindacati, organizzazioni agricole di categorie, istituzioni locali. Ne fanno parte, tra gli altri, la Provincia di Cosenza ed i sindaci dei comuni di Cassano, Corigliano e Castrovillari. A breve il distretto diventerà anche fisicamente visibile, con i suoi uffici e sportelli. Si pensava: sorgeranno a Sibari, non fosse altro perché non potrebbe essere diversamente. Invece no. Nessuno rilascia dichiarazioni ufficiali, ma fonti incrociate confermano: nelle ultime settimane, benedetta da noti ed influenti imprenditori agricoli, politicamente sponsorizzata da esponenti di primo piano dell’amministrazione regionale di centrosinistra, sarebbe iniziata la corsa alla sede del distretto. Tutti la vorrebbero, per portarla sotto casa o a due passi dalla propria azienda. Magari soltanto temporaneamente, ma comunque lontano dai quartieri sibariti.
Viaggio alla scoperta dei paradossi calabresi. Due settimane ancora, poi il distretto agroalimentare avvierà le proprie attività. Per farlo, come del resto prevede pure la legge istitutiva, s’avvarrà d’una sede che accoglierà al suo interno gli uffici dell’area operativa e di quella funzionale. Candidata ovvia e naturale: Sibari. Nei fatti, però, le cose sembrano essere destinate a seguire altri copioni. L’allarme, morbido e vellutato, era salito nelle settimane passate dalla pancia delle organizzazioni di categoria del mondo agricolo, provocando l’immediata ed orgogliosa reazione del Comune di Cassano: <<Vigileremo per evitare tranelli e raggiri>>, diceva a metà dello scorso luglio il sindaco Gianluca Gallo. <<Sibari, candidata a divenire il capoluogo d’una provincia, è la capitale naturale della Calabria ionica ed il centro d’una rigogliosa pianura che non a caso prende il suo nome. Disconoscere di punto in bianco tale realtà significherebbe cancellare, oltre che secoli di storia ed infinite potenzialità presenti, anche i principi fondamentali della legge istitutiva del distretto. Siamo pronti a far la nostra parte, offrendo gli immobili ed il sostegno logistico necessari>>. Eppure, nonostante tutto, pare proprio che Sibari non sarà mai sede del distretto. Almeno non ora, non da subito. Il 13 ottobre prossimo, infatti, dovrebbe nascere la società di gestione del distretto, il cui atto costitutivo, aperto alla sottoscrizione in questi giorni, indicherebbe come sede sociale gli uffici della delegazione coriglianese della Camera di Commercio, a Cantinelle.
Il distretto? Ovunque, tranne che a Sibari, mera espressione geografica ridotta a semplice marchio di valore.

Gianpaolo Iacobini

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