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VI Notte Europea della Civetta  - GRUPPO ITALIANO CIVETTE – 19 marzo 2005

VI  Notte Europea della Civetta

19  Marzo  2005
Cassano Allo Ionio

Programma

Biblioteca Diocesana
piazza San Eusebio
Cassano allo Ionio (Cs)
Ore 17.30

 

“Civetta e soci:
impariamo a conoscerli”

Relatori:

Giuseppe Arcidiacono
(naturalista, referente
regionale GIC)

“La Civetta, Athene noctua, ed il GIC: passione e ricerca”

Francesco Sottile
(biologo e naturalista,
EBN Italia)

Striges, rapaci notturni…”una voce…ali silenziose nella notte”

Salvatore Cirianni
(Storico ed Archeologo)

La Civetta nella storia: credenze popolari ed iconografia

 

Parco del Monte – Contrada Vacanti Liti
Cassano allo Ionio (Cs)
Ore 18.30

“Il playback”: una metodica scientifica per lo studio degli Strigiformi
Lezione pratico-teorica sul campo: “mediante la tecnica del playback contatteremo gli Striges presenti e la Civetta…in particolare!”

 

N.B. : si consiglia un vestiario consono all’occasione e si chiede la più cortese collaborazione durante l’uscita serale, declinando, il GIC, qualsiasi responsabilità in caso di incidenti a persone e/o a cose a seguito di comportamenti inadeguati all’evento.

Gruppo Italiano Civette

Gruppo Italiano Civette
www.gruppoitalianocivette

» L'origine della notte della civetta
A tu per tu con il PLAYBACK !
» Che cos'è ?
» Il playback per la Civetta
» Emissione
» Rumori di fondo e condizioni atmosferiche
» Orario
» Stagioni
Il GIC Gruppo Italiano Civette   organizza in Italia per la prima volta la manifestazione La Notte della Civetta nella serata del 19 marzo 2005.
Si tratta di un evento di grande importanza per far conoscere nel nostro paese il mondo sconosciuto e spesso bistratto dei rapaci notturni.
Si terranno manifestazioni in svariate regioni italiane e contemporaneamente in tante nazioni europee: la suggestione di questo evento è legata nel fatto che in una sola serata usciranno in Europa oltre 50.000 persone per ascoltare e vedere Civette, Gufi Allocchi….e finalmente in Italia si potrà essere accompagnati per scoprire quali e quanti rapaci vivono ed animano le notti stellate del nostro paese.
L'origine della notte della civetta

La Notte della Civetta è un evento nato nel 1995 in Francia, da un’idea del celebre esperto di Civette, Jean Claude Genot. Un appuntamento che giunge quest'anno alla sesta edizione e che sta raccogliendo grandi favori da parte di un pubblico sempre entusiasta.
La Notte della Civetta si svolge con cadenza biennale e si prefigge di divulgare aspetti etologici non solo questo piccolo e simpatico predatore ma per tutto il vasto universo degli Strigiformi.
Ogni edizione raccoglie sempre maggiori adesioni; ma è doveroso fornire un po’ di cifre.... pensate che nel 2003, hanno partecipato oltre 55.000 persone!!!!!!
Il frutto di uscite svolte in vari paesi europei, tra cui Francia, Belgio, Olanda, Germania, Svizzera....
Nel marzo 2003.... il GIC non si era ancora formato ed il Gruppo Terranostra di Bariano (che ospita la sede nazionale del GIC in terra bergamasca) con il coordinamento di Marco Mastrorilli e Matteo Barattieri portò questa manifestazione in Italia anche se l evento rimase confinato a due piccole realtà locali (Bariano in provincia di Bergamo e Monza). Nel complesso a Bariano parteciparono circa 50 persone (grazie alla pubblicità de L’Eco di Bergamo, quotidiano di Bergamo ed agli sforzi promozionali del Gruppo Terranostra) mentre a Monza erano oltre 100 e per coloro che si fermarono per una chiaccherata finale fu offerta una calda tazza di the. Quello che colpisce è che questa manifestazione sinora abbia coinvolto molti paesi ma mai (eccezion per la nostra esperienza già descritta) nazioni del Mediterraneo....! A testimonianza del successo locale di questa iniziativa suggeriamo di andare a vedere sulla celebre rivista ornitologica svizzera Nos oiseaux, sul n° 50 del 2003 un articolo speciale legato all'ultima edizione della notte Europea nella versione svolta in Svizzera. In sintesi questi i risultati dei nostri amici Elvetici:
13 siti diversi (noi possiamo fare meglio!)  
56 animatori ai quali si sommano globalmente 553 adulti partecipanti e ben 330 bambini !
E nel contempo sono stati osservati o ascoltati .... Civetta, Allocco, Civetta capogrosso, Gufo comune, Barbagianni e Civetta nana....
Alcuni celebri ornitologi svizzeri come guide...(ricordiamo Meisser, Estoppey, Ravussin, Bernardi...). Un programma molto vario e di grande interesse ha caratterizzato l’iniziativa perchè in alcune località si organizzano veri eventi mentre in altre sedi semplici uscite con il playback! Ora a distanza di due anni, il GIC raccoglie con entusiasmo questo iniziativa che prevede nella stessa serata di aggregare decine e decine di persone (forse centinaia, almeno ci auguriamo) che nella stessa notte con la luce della luna vedranno ed ascolteranno le vocifere civette, gli irascibili allocchi che popolano i cieli notturni italiani.
Il miracolo del Belpaese! La variabilità ambientale dei paesaggi italiani
L’Italia è tra i paesi che aderiscono alla Notte della Civetta quello che offre gli scenari naturalistici più vari ed affascinanti. Avremo la possibilità di fare escursioni notturne con il playback negli ambienti più vari ed incredibili. In riva o in vista mare, in montagna, in mezzo a risaie, ad incolti, in aree urbane e persino tra zone con vestigia antiche, tra ruderi ove le Civette amano cacciare, riposare e persino nidificare. In virtù del periodo alcune specie saranno difficili da poter rilevare (ad esempio Assiolo) ma cercheremo di selezionare habitats tali da poterci consentire il contatto vocale con un elevato numero di specie. Tra le conquiste pressoché certe abbiamo la Civetta e l’Allocco ma il Barbagianni molto comune in alcune regioni (es. Calabria, Toscana, Lazio) non dovrebbe mancare. La presenza di qualche Assiolo svernante nel Centro e Sud Italia potrebbe garantirci il colpo unico per questo evento  di contattare il celebrato (nella poesia di Pascoli) chiuu chiuu di questo piccolo Strigide insettivoro.

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A tu per tu con il PLAYBACK !
Che cos'è ?

Normalmente per localizzare e contare popolazioni di uccelli si fa affidamento sull'osservazione diretta delle specie che ci interessano. In alcune situazioni, però, l'avvistamento non ci permette di ottenere buoni risultati: è il caso delle specie schive ed elusive, che vivono in ambienti con scarsa visibilità come i boschi, oppure che sono attive di notte. Gli Strigiformi sono un classico caso di specie di uccelli che non si lasciano osservare facilmente. E' allora molto più pratico e conveniente utilizzare l'udito anziché la vista per scoprire se una certa specie è presente in una data località, localizzando gli individui in base al loro canto. Una tecnica consiste nell'ascoltare passivamente il canto spontaneo degli individui. E' il modo più semplice in assoluto ma non è molto efficiente, infatti non è detto che gli animali che ci interessano, anche se sono presenti, si decidano a cantare proprio mentre ce ne stiamo lì in attesa, immersi nel buio e nel canto dei grilli, per un tempo che dovrà per forza essere limitato. Il playback consiste nell'emissione di un canto registrato per indurre una certa specie a rispondere alla nostra stimolazione e quindi a manifestarsi. Con il playback aumenta la probabilità di udire la nostra specie "target". Questa tecnica si basa sul comportamento territoriale degli Strigiformi (e di tanti altri uccelli): un canto registrato o un'imitazione producono una risposta canora dell'individuo che difende il suo territorio dall'"intruso".

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Il playback per la Civetta
Le Civette rispondono facilmente al playback, così come gli Assioli e gli Allocchi, mentre questa tecnica non è soddisfacente per Barbagianni, Gufi comuni e Gufi reali

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Emissione

Per l'emissione del suono, qualche "virtuoso" è capace di imitare il canto territoriale della Civetta a voce, riproducendo il classico fischio flautato del maschio, mentre più comunemente si adopera un mangiacassette o un lettore CD che abbia una discreta potenza. Non è necessario sparare il richiamo a volume altissimo, perché si corre il rischio di spaventare gli individui più vicini e di stimolare a cantare quelli così lontani che non ne possiamo udire la risposta.

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Rumori di fondo e condizioni atmosferiche

La presenza di rumori di fondo può essere un grave problema: è bene cercare di evitare per quanto possibile la vicinanza di fonti di rumore come strade trafficate, rane gracidanti, ecc. Attenzione al fatto che tutti i cani a portata del richiamo danno il via a un concerto di abbai e ululati che risulta piuttosto fastidioso. Per quanto riguarda le condizioni atmosferiche, bisogna fare particolare attenzione al vento, da evitare al massimo perché sopra una certa intensità rende effettivamente impossibile udire il richiamo, tanto quello registrato quanto quelli di risposta. In genere una forza superiore alla cosiddetta "brezza tesa" rende tutto molto difficile, tanto che conviene rimandare le operazioni ad altra notte più favorevole. Per quanto riguarda nuvolosità, fase lunare, presenza della luna in cielo ecc., non è ancora chiaro se abbiano un effetto sul canto dei rapaci notturni. In caso di precipitazioni piovose e nevose invece conviene sospendere tutto, sia perché ostacolano l'ascolto sia perché inibiscono l'attività dei notturni.

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Orario
Si ritiene che intorno alla mezzanotte e per circa un'ora le Civette abbiano un calo di attività, che è invece molto intensa attorno all'imbrunire e all'alba. In generale le ore dall'imbrunire alla mezzanotte vanno bene, così come quelle che precedono l'alba. In ambienti tranquilli le Civette possono rispondere al playback anche di giorno

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Stagioni

Febbraio e marzo sono mesi in cui le Civette cantano molto perché sono in fase pre-riproduttiva e sono impegnate a definire territori e corteggiarsi. In riproduzione (da aprile) l'attitudine al canto cala. Vi sono osservazioni sul fatto che in diverse specie di rapaci notturni quelli che cantano con più insistenza durante il periodo riproduttivo sono maschi spaiati o comunque individui che non si stanno riproducendo: è probabile che questo fenomeno valga anche per le Civette. Quindi in mesi diversi è possibile che ci si stia "rivolgendo" a settori diversi della popolazione: in inverno a tutte le Civette presenti, in primavera (aprile-maggio-giugno) a quelle che non si stanno riproducendo, in autunno nuovamente a tutte con l'aggiunta dei giovani dell'anno che iniziano a cantare e sono alla ricerca di un loro territorio. Allo stato attuale comunque stiamo parlando di supposizioni puntellate da osservazioni sporadiche, che meriterebbero una conferma seria sul campo.

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