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26.febbraio.04

PEPPINO SELVAGGI…
UN UOMO LIBERO

di Luigi Pellegrini

È morto il Poeta. È morto il giornalista Peppino Selvaggi in una triste giornata di freddo intenso del mese di febbraio.
Giuseppe Selvaggi aveva una larga schiera di amici, di estimatori, di intellettuali, di uomini che lo hanno amato in vita e lo ricordano alle nuove generazioni perché il Suo nome, degno di rispetto, resti in imperituro faro luminoso del Sapore.
Le sue opere che vanno dalla poesia alla narrativa, dalla saggistica filosofica a quella letteraria e artistica non sono morte con Lui. Una lunga, fecondissima attività letteraria quella di Selvaggi. Nato a Cassano Jonio nel 1923, ha vissuto a Roma dal ’45. Redattore politico de “Il Tempo” e giornalista parlamentare de “Il Messaggero”, è stato direttore della rivista “Idea”, fondata da Pietro Barbieri, e, per l’Italia, della rivista francese “Planete”. Come autore, ha pubblicato diversi libri di poesia, di narrativa, di critica letteraria e artistica, d’inchiesta. Ha curato la direzione di diverse collane di alcune case editrici. Da operatore culturale ha partecipato a numerose iniziative, specie in Calabria. È stato componete di importanti Premi letterari, tra cui “Premio Villa S. Giovannei” e “Premio Sila”. Un grande animatore della nostra casa editrice, un intellettuale libero e democratico, un incomparabile compagno di lavoro. Con Selvaggi abbiamo realizzato dei sogni che ci sembravano, all’inizio, sono chimere. Un compagno fedele che ha sempre nutrito, specie per i giovani una speciale predilezione, devotamente corrisposta perché si apprezzava in lui, oltre la profonda cultura, l’amico comprensivo e soprattutto buono. Abbiamo perdutoli Poeta, abbiamo perduto l’Amico. Ma non il Suo insegnamento. Che è un imperativo categorico ad andare avanti, ad essere migliori, a vivere la vita. E ad essere uomini liberi. Come Lui lo era.

Accademia Internazionale
d'Arte Moderna
26.febbraio.2004

Grave lutto dell'A.I.A.M. Improvvisamente è venuto a mancare il dott. prof. Giuseppe SELVAGGI , giornalista di fama internazionale,  scrittore acuto e critico d'arte di alta qualità. Era entrato a far parte del Consiglio Direttivo dell'A.I.A.M. il 30 maggio 1980. Rieletto, ricopriva la carica di vice-presidente dal 26 ottobre 1987. Attualmente dirigeva la divisione internazionale del Sodaliazio .
I soci tutti, pittori, scultori, letterati , poeti,  Grandi Maestri e giovani allievi hanno accolto la notizia con vivo e sincero dolore, ricordando la disponibilità del grande amico scomparso.

Omaggio a Giuseppe Selvaggi
Cassano 23.Ago.1923 - Roma 26.Febb.2004

CITTA' DI CASSANO ALLO IONIO
Assessorato alla Cultura

PRESENTA

 

"Comunicare per conoscere e non dimenticare"
Omaggio a Giuseppe Selvaggi

 
Aula Consiliare "Gino Bloise"
Cassano Allo Ionio
26 febbraio 2005 - Ore 17,00

Saluti
  Gianluca Gallo
Sindaco di Cassano Allo Ionio
  Daniela Colonna
Assessore alla Cultura di Cassano Allo Ionio
Introduce e coordina
Dante Maffia
Poeta e critico Letterario
Interverranno
Gennaro Mercogliano
Critico Letterario
Giovanni Sapia
Critico Letterario
Gli alunni del Liceo Classico "R.L. Satriani"
di Cassano Allo Ionio
Gli alunni della III B dell'Istituto Tecnico Commerciale "L.Pacioli"
di Cassano Allo Ionio
Testimonianze
Carmine Concistrè
Docente Licei di Cassano Allo Ionio
Giuseppe Mollo
Sindaco di S. Marco Argentano
Cesare Marini
Sindaco di
San Demetrio Corone
G.Selvaggi
Cassano - 23.08.23
Roma - 26.02.04
Alcuni scritti di Selvaggi

«Credo nella bellezza della mente. Un qualcosa di organico, persino toccabile, con la mente. Ciò che tu chiami "concatenazione razionale", due parole che insieme quasi formano una definizione dell'arte e della poesia, è la qualità primaria di ogni opera nata viva dalla mente dell'uomo. Ed è frutto d'intuizione, conseguenza però della meditazione perpetua della mente».
(da un'intervista di Pasquale Falco a Giuseppe Selvaggi, 1984).

«Sono nato venticinque anni addietro in un piccolo paese che confina con il fiume e con terre di vigne e ulivi. Queste cose della natura le ho nel sangue e le ritrovo ogni volta che bevo l'acqua o il vino, o guardo accendersi dai buoi una luce. Dovunque, io che sono di gente che deve camminare per vivere, ho portato questo mio paese. Nessuno se ne accorge, ma io cammino restando immobile. Forse ognuno di voi cammina con la speranza di rimanere fermo» (G.S., 1948).

 
Dolce Richiamo
Nella seguente poesia G.A. Selvaggi tratteggia la suggestiva Valle dell'Eiano, che invita ad elevare lo sguardo verso il grande Tempio della Madonna, sintesi di un patrimonio di ricordi storico‑religiosi e di eventi miracolosi.
In quella Valle la Vergine della Catena protegge l'ambiente e il popolo, ed aspetta i suoi figli, i quali, benché siano oppressi dall'odio e dalla violenza, anelano alla vera vita.
La Vergine, Madre dell'umanità, invita col suo amore tutti per riaccendere in loro la speranza, il sorriso, la vita.
L'autore continua esprimendo alla Madonna la sensibilità dell'uomo, disposto ad accogliere l'invito materno di Colei che assiste soprattutto chi si trova nei pericoli e nello sconforto.
La poesia chiude con l'umile ma fervida supplica alla Madre Santa, affinché non abbandoni per un solo istante i suoi figli, che, con i loro cuori simili a ceri ardenti, raggiungono il suo Santuario ed elevano la preghiera che a Lei sale, per invocare l'amore vicendevole tra tutti gli italiani.
 

la Madonna della Catena  - Valle dell'Eiano

 

 
 

Il Santuario

La Statua

 

Sezione Festività:  Madonna della Catena ...  approfondimenti »

DOLCE RICHIAMO

Valle ridente
sotto i raggi del sole,
circondata da alberi sempreverdi,
allietata dal mormorio dell'Eiano
che invita a volgere
in alto il guardo,
dove maestoso s'erge
un grande Tempio,
depositario
di grandi ricordi
e di prodigi divini!... 

Un sorriso di Vergine
domina
sulla valle verdeggiante
e attende
con le braccia aperte
i Suoi figli,
che pace non trovano
per le vie del mondo
e, oppressi
da odio e da violenza,
invocano la vita,
la vera vita,
che il cor solleva
e l'anima sublima...

E'  la Madre
dell'umana famiglia
per attirare a Sé
con l'aurea catena
dell'amore
i figli Suoi, per accendere
sui volti spenti
un sorriso di dolcezza,
di speranza e vita!...

Noi lontani
dalla terra natia
estranei non siamo
al divin richiamo,
non siamo inerti
al caloroso invito
di Colei che
ci sorregge e sprona
lungo i sentieri
perigliosi e tristi...

0 Madre Santa,
Che in eterno regni,
un solo istante
non abbandonarci!
I nostri cuori
come ceri ardenti
allietano il Tuo Tempio,
il Tuo bel viso...
come incenso
candido e olezzante
a Te s'eleva
l'umile preghiera:
Dal Nord al Sud
tutta l'Italia nostra
unita sia
da un unico e grande amor!

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Per  informazioni contattare la redazione info@cassanoalloionio.info

Alcuni momenti della manifestazione

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CITTA' DI COSENZA

26 febbraio 2004 - muore a Roma Giuseppe Selvaggi, che rimane negli scritti delle sue poesie come modello di innovatore e precursore della cultura europea.
«Con la morte di Giuseppe Selvaggi, ha affermato il sindaco di Cassano, scompare l’intellettuale migliore espresso dal dopoguerra ad oggi dalla nostra terra di Calabria e dalla provincia di Cosenza. Il Sindaco Eva Catizone ha inviato un messaggio di cordoglio indirizzato alla famiglia del giornalista, nato a Cassano allo Jonio il 23 agosto 1923 e scomparso quest’oggi a Roma. Selvaggi fine poeta, giornalista colto ed acuto, ebbe un legame forte con la città di Cosenza per essere stato, negli anni del "Premio Sila" ideato da Giacomo Mancini, tra i suoi animatori più fecondi e tra i più assidui componenti delle sempre qualificatissime giurie succedutesi nelle diverse edizioni. Di lui ricorderemo sempre l'impegno profuso nella diffusione della cultura calabrese oltre i confini regionali e l'orgoglio dell'appartenenza che non mancò di sottolineare in ogni circostanza od occasione. Giuseppe Selvaggi resterà un saldo modello di versatilità e rigore culturale cui anche le nuove generazioni di calabresi potranno guardare ed ispirarsi per dare risposte concrete a quell'ansia di rinascita intellettuale che anima i giovani delle nostre città, della nostra provincia e di tutta la regione».

28.febbraio.2005

Giacomo Mancini, deputato dell’Ulivo, in riferimento alla scomparsa del giornalista Giuseppe Selvaggi, ha rilasciato la seguente dichiarazione: “Esprimo profondo cordoglio per la scomparsa di Giuseppe Selvaggi, figura di primo piano del giornalismo italiano, professionista e letterato tra i più capaci ed apprezzati della Calabria. Legato da uno stretto rapporto di collaborazione con mio nonno Giacomo Mancini, partecipando più volte in qualità di componente della giuria sposò in pieno l’idea del Premio Sila, la cui prima edizione si svolse nel lontano 1949 per volontà di Giacomo Mancini, Mauro Leporace e Raffaele Cundari i quali, istituendo questo prestigioso riconoscimento, pensarono di fornire risposte significative a quel bisogno di ricostruzione anche culturale proveniente da ampi strati della società calabrese del tempo, reduce dalla guerra e dal fascismo. Mi stringo con affetto ai suoi familiari convinto che Giuseppe Selvaggi rimarrà un esempio per tutti i giovani riformisti calabresi”.
 
 

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