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Una delle
prime cose che ho fatto, da Assessore alla Cultura della Regione
Calabria, è stata convocare i direttori delle biblioteche
calabresi. Ho voluto ascoltarli, conoscere i loro problemi,
ricevere i loro consigli, perché sono convinto che le
biblioteche hanno svolto, e devono svolgere in futuro, una
funzione centrale per la vita della nostra regione. Funzione che
è insieme di conservazione e di innovazione: conservazione e
trasmissione di un sapere e di una tradizione, ma insieme
discussione e progettazione del cambiamento, della società nuova
che vogliamo. Questa è la funzione che le biblioteche calabresi
hanno svolto nel tempo: da quelle ecclesiastiche fino a quelle
cittadine, hanno consentito che un patrimonio di esperienze, di
conoscenze, di acquisizioni del pensiero non solo non venisse
disperso, ma anzi venisse messo a disposizione delle nuove
generazioni e fornisse materia vivente per la definizione
dell'identità, di tutti e di ciascuno. Oggi le biblioteche
vengono chiamate ad una nuova sfida: l'evoluzione
tecnologica, la globalizzazione del sapere, la moltiplicazione
di linguaggi esigono che esse si attrezzino per accompagnare
e sostenere il cammino dei calabresi in un tempo più difficile
ma anche capace di farci intravedere orizzonti un tempo
impensabili. Il mio impegno è tutto proteso a favorire questo
sforzo perché le biblioteche calabresi siano in linea con le
esperienze nazionali ed internazionali più avanzate. Le nostre
biblioteche devono saper parlarci di Campanella e di Telesio, di
Salfi e di Padula, ma insieme devono consentirci di consultare
gli schedari delle biblioteche europee, e magari anche di
visionare DVD e Cd-rom. Il personale deve essere formato per
accompagnare il giovane fruitore in questo viaggio.
La nostra azione sarà protesa, evitando le consuete
polverizzazioni di risorse, a valorizzare alcune biblioteche
maggiormente rappresentative per storia e per bacino
territoriale, a trasformarle progressivamente in centri di
eccellenza. Ma non mancheremo di essere attenti anche a realtà
più piccole che assumono la valenza di presidi culturali
all'interno di territori particolarmente disagiati. Questa
settimana delle biblioteche vuole indicare la rotta:
valorizzare e far conoscere il patrimonio bibliotecario
esistente, consentire l'incontro diretto dei lettori con i
protagonisti della letteratura nazionale, stimolare il dibattito
fra operatori ed esperti; avviare una riflessione su educazione
civica, legalità e diritti di cittadinanza, che rappresenta
la tematica forte che segnalo alla sapiente riflessione di tutti
gli addetti ai lavori, perché è da essa che, nella nostra
regione si può e si deve partire per giungere ad una qualità di
esistenza che si emancipi dalle subculture mafiose, e tragga
dalla conoscenza gli stimoli e i motivi di un riscatto. |