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Franco Liguori

SYBARIS
TRA STORIA E LEGGENDA


Vicende storiche, vita quotidiana, testimonianze letterarie ed archeologiche della più raffinata città della Magna Graecia

Edizoni Bakos

Sabato 22 gennaio 2005
Sala Convegni Sybaris Hotel
SS. 106 bis - Sibari

Il libro è stato presentato nell'ambito  dell'incontro - dibattito sul tema : "Sibari tra passato e futuro" e  "Sibari: prospettive e proposte" organizzato dall'Associazione "Rinascita per Sibari Comune"

PRESENTAZIONE 
a cura del prof. Ing. Mario Maiolo UNICAL

E' piacevole la lettura del testo di questa ultima fatica di Franco Liguori, che si apprezza per la capacità di far rivivere la quotidianità e la storia di Sibari, antica e famosa colonia della Magna Grecia, fondata dagli Achei guidati da Is di Elice. La ricostruzione storica, snella e comprensibile, delle vicende di Sibari è inquadrata con rigore scientifico nel processo di colonizzazione greca dell'Italia meridionale, a partire dalla prima metà dell' Vili secolo a. C, in una ben riuscita fusione fra tradizione storica accreditata e significative rievocazioni di miti e leggende. Storia, mito e racconto favolistico s'intrecciano nella ricostruzione dei rapporti tra la Grecia e la Magna Grecia e tra le diverse città ed insediamenti di quest'ultima. Conflitti e rivalità, che trovano fondamento nell'affermazione dei diversi modelli di vita, tradizioni e costumi, di organizzazione sociale ed economica, come nel caso di Sibari e di Crotone, hanno determinato luci ed ombre, affermazioni e distruzioni delle diverse comunità. La specificità e la supremazia in campo agricolo, nella tessitura, nei costumi, nell'organizzazione urbanistica, sociale ed economica fanno della storia di Sibari una pagina importante della tradizione storico-culturale della Magna Grecia e della Calabria. La stessa puntuale ricostruzione dell'attività di scavo e di studio degli insediamenti dell'area archeologica di Sybaris, Thurii e Copia, a circa 125 anni dal loro inizio, serve a meglio apprezzare lo sforzo complessivo che l'Autore compie per "far rivivere" Sibari. La lettura di un bel libro suscita spesso interrogativi per i quali si tenta sempre di trovare una risposta nelle sue stesse pagine. "Sybaris tra storia e leggenda" coglie puntualmente l'obiettivo indicato dall'Autore e mette a segno un pregevole risultato culturale, storico, letterario. Immagino, però, come è successo a me, che a qualche lettore possa sorgere l'interrogativo: qual è il senso, il valore attuale, oltre che storico-letterario, di un tale lavoro di ricostruzione di una storia leggendaria come quella di Sybaris ?
Il senso che io ho colto è profondo, direi quasi profetico. E come tutte le profezie vanno lette nelle pieghe del testo. Leggendo "Sybaris tra storia e leggenda", si ritrovano storici primati nell'agricoltura, negli scambi economici, nell'urbanistica, nella capacità di costruire e difendere una identità, un comune sentire, l'essere Chiesa locale. Questi tratti riaffiorano oggi, in un contesto di modemizzazione e globalizzazione, nei settori turistico, agricolo e culturale. Si coglie una differenza tra ieri e oggi: la diversa consapevolezza della propria identità, della propria prospettiva di affermazione e sviluppo, tutta alimentata dalle radici affondate nella storia, nella cultura e nella vocazione ambientale. Può la lettura di questo libro contribuire ad alimentare il desiderio di riscoprire la determinatezza del costruire e ricostruire la città di Sibari, convinti di dover difendere una identità, una potenzialità?
Io credo di sì e auspico che questo libro possa contribuire a generare positività utili, ad individuare percorsi culturali, sociali, economici, politici ed istituzionali capaci di rifondare la città di Sibari, non per riproporre vecchie o nuove rivalità territoriali ma per concorrere alla identificazione di un prototipo di modello positivo di sviluppo locale, che fondi sulla sostenibilità dello sviluppo agricolo, culturale e turistico la prospettiva di rilancio nel Mediterraneo e nella nuova Europa di un territorio importante.

Rende, 20 dicembre 2004

PREFAZIONE 
a cura del prof. Gian Piero Givigliano Ordinario di Storia Romana UNICAL

Questo lavoro di Franco Liguori ci appare quale risultato di lunghi studi e di un appassionato amore per la sua terra, che egli coltiva insieme agli autori classici in un felice connubio, cui fanno da sfondo il mare verde degli ulivi millenari e quello azzuro dello Ionio: luoghi in cui l'aria stessa con la sua luce ed i suoi colori pare ancora risuonare delle memorie storielle più significative. Ed in questa atmosfera quasi magica l'Autore riesce a trasportarci, in un equilibrato e sapiente gioco fra racconti favolosi e fonti classiche, dove il mito sfocia nella storia e i dati storici ed archeologici emergono nella loro corretta interpretazione ed utilizzazione. Ne viene fuori, così, un testo preciso, puntuale, che accompagna la colonia greca di Sybarìs lungo il suo percorso biologico,dalle origini sino al momento culminante della parabola e quindi a quello della distruzione. Il tono è quasi compiaciuto nelle due prime fasi, venato di tristezza nell'ultima, quando, riportando le celebri Storie sibaritiche, ovvero gli aneddoti sul lusso smodato (la tryphé) dei Sibariti, sembra sentire l'eco della tradizione antica, di quella letteratura moraleggiante, opportunamente commentata da Liguori, per la quale la distruzione di Sybarìs viene decretata dagli dei irritati: certamente una rilettura di molti di quei logoi potrebbe offrire, oggi, ben altre considerazioni1.
Tuttavia, la città risorge, cambia il nome, ma i fondatori sono, ancora una volta, Greci: è la conferma che alcuni luoghi presentano, per determinate civiltà, una sorta di vocazione all'insediamento. Liguori percepisce perfettamente lo spirito di Thurii, la nuova Sybarìs: essere l'erede non solo spirituale, ma anche politica ed economica della vecchia Sybarìs.
L'Autore, infatti, da il giusto spazio, nel suo studio, a fattori che sono squisitamente storici e perfettamente documentati dalla tradizione letteraria, come gli aspetti politico-istituzionali o quelli economici e sociali, dei quali mette in rilievo l'incidenza che hanno avuto sulla vita di Sybarìs come di Thurii. Così come ci si sorprende (ma non dovrebbe essere così!) a trovare nel testo aspetti poco conosciuti di quella grande cultura letteraria che la Magna Grecia ha prodotto, lasciandone tracce significative anche in un poeta come Giacomo Leopardi.
La Storia, d'altra parte, corre e la polis magnogreca soggiace alla conquista romana: la colonia latina di Copia, che viene affiancata inizialmente alla città greca, ed il suo divenire nel tempo municipium vengono trattati sinteticamente, anche se compiutamente, e questo ci fa ricordare che il lavoro è rivolto essenzialmente all'età greca, alla Sybaris sovrana su quattro popoli e venticinque 'città' ed alla Thurii di Pericle e d'Ippodamo, ma anche di Erodoto. Una sezione a parte, più che un'appendice, può essere considerata la trattazione degli ultimi capitoli, relativi alla scoperta del sito ed agli scavi archeologici: una scelta sicuramente indovinata, che ben si adatta all'impostazione generale di questo lavoro, rivolto sì al grande pubblico, ma che assicura nel contempo una divulgazione scientificamente corretta, facendone un testo di utile consultazione. Ed il mito, in un ideale ritorno alle origini, con una felice intuizione dell'Autore, ridiventa vivo e palpabile proprio alla fine, in una piccola antologia di quegli autori moderni che in vario modo hanno immortalato nelle loro pagine fra le più belle quel miracolo della civiltà di tutti i tempi che è stata Sybaris.
Cosenza, 5 dicembre 2004

1 GP. GIVIGLIANO, Territorio e malaria nei Bruttii, in "Rivista storica italiana", CHI, 3, 2001, pp. 583-613.

Nota dell'Autore - Franco Liguori

Questa mia pubblicazione sulla storia e la civiltà di Sybaris è nata da un lungo e non facile lavoro di attenta lettura di tutta la vasta letteratura esistente sulla celebre città magno-greca, e poi di stesura di un testo, il più possibile semplice e lineare, che raccontasse in modo scorrevole e accattivante quell'affascinante storia che fu la colonizzazione greca dell'Italia Meridionale e, conseguentemente, la nascita, lo sviluppo e il rapido declino di Sybaris, la cui storia non si interruppe,però, con la sua distruzione ad opera dei Crotoniati, ma continuò per molti secoli ancora con le città di Thurii prima, e di Copia dopo.
Il mio interesse per la storia e l'archeologia della Magna Grecia non è di ieri, ma risale agli anni romani dei miei studi universitari alla "Sapienza", dove io ho avuto la fortuna di incontrare alcuni dei più grandi maestri di discipline antiehistiche, da Giovanni Pugliese Carratelli, mio professore di Storia Greca e relatore alla tesi di laurea, a Santo Mazzarino, mio professore di Storia Romana, da Margherita Guarducci, maestra di epigrafia greca, a Laura Breglia, grande studiosa di numismatica greca e romana, e a Giovanni Becatti, fra i più qualificati studiosi di Archeologia e Storia dell'Arte Greca e Romana, che mi hanno trasmesso l'amore per la civiltà classica e, più in particolare, per quella magno-greca.
Dagli inizi degli anni '80 ho iniziato a pubblicare brevi saggi e articoli di argomento storico-archeologico su periodici culturali locali, come il "Corriere della Sibaritide" e il "Serratore", sapientemente diretto da Enzo Viteritti. Quest'ultimo periodico, che si pubblica a Corigliano Cai. dal 1988 e del quale io sono stato uno dei fondatori, ha ospitato e continua ad ospitare quasi tutti i miei scritti storico-archeologici sulla Sibaritide, quegli scritti da cui io sono partito per l'elaborazione del presente libro,che non ha nessuna pretesa di sostituirsi ai tanti autorevoli studi scientifici esistenti sull'argomento, ma soltanto lo scopo di divulgare tra il grande pubblico, in forma scorrevole, una sintesi corretta e puntuale, di tutte le conoscenze definitivamente acquisite dalla ricerca scientifica, sulla storia e l'archeologia di Sybaris, la più raffinata città della Magna Grecia, che ancora oggi, con la sua affascinante storia e le sue superbe testimonianze archeologiche, può costituire una grande risorsa, e non solo culturale, per il nostro territorio e le sue popolazioni.
Cariati, 14 dicembre 2004

Biografia - Franco Liguori

Cariatese, laureato in lettere classiche all'Università "La Sapienza" di Roma nel 1970, con tesi in Storia Greca, discussa con Giovanni Pugliese Carratelli, uno dei massimi studiosi della civiltà magno-greca, Franco Liguorì, ordinario di Italiano e Latino nel Liceo scientifico di Cariati (CS), è cultore di studi storici sulla Calabria, con particolare attenzione al periodo magnogreco. È socio dell'Istituto per la Storia e l'Archeologia della Magna Grecia di Taranto, nonché della Deputazione di Storia Patria per la Calabria. Pubblica studi e ricerche su periodici culturali regionali, come "II Serratore", "Calabria letteraria", ' "Rivista storica calabrese". Nel 1982 gli è stato assegnato il "Premio Sybaris Magna Graecia", per i suoi studi storico-archeologici sulla Sibaritide. Nel 2000 ha curato la pubblicazione del volume: Grecia e Magna Grecia — II cammino degli dei- Itinerario storico, in cui espone "in forma corretta e con una scrittura assai piana e senza indulgenze retoriche, le più aggiornate conoscenze della ricerca storico-archeologica di quella grande regione magno-greca che fu la Sibaritide" (Emanuele Greco). I suoi interessi di storico sono rivolti anche alla Calabria dell'età moderna. Si segnalano, a tal riguardo, la monografia Cariati nella storia, pubblicata nel 1981 in collaborazione col fratello Romano, e il saggio Stefano Patrizi, un riformatore del '700, edito nel 2004. Come autore di saggi storici, gli sono stati attribuiti i seguenti riconoscimenti: il Premio " Città di Ciro Marina" nel 1981; il Premio Cultura della Presidenza del Consiglio nel 1982; il Premio "S. Bemardo" , benemerenza "Historical avant garde" , nel 2004. Sybaris tra storia e leggenda è il "risultato di lunghi studi e di un appassionato amore per la sua terra, che egli coltiva insieme agli autori classici in un felice connubio, cui fanno da sfondo il mare verde degli ulivi millenari e quello azzurro dello Ionio: luogo in cui l'aria stessa con la sua luce ed i suoi colori pare risuonare delle memorie sto-riche più significative"(Gian Piero Givigliano).

 
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