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Spezzano
Albanese, è il 6 febbraio del 2006, la colonnina di mercurio
fa capolino intorno allo zero; la sala consiliare del Comune
è gremita di gente accorsi tutti per vivere insieme ricordi
certamente avvolti da forti tensioni emotive; si ricorda un giovane goliardico,
solare, positivo, sottratto alla vita da un crudele destino,
stiamo parlando di Beniamino Capparelli.
In questa gelida serata tutti lo vogliono ricordare
assistendo alla presentazione ufficiale di un opera
letteraria, un'antologia di liriche a lui dedicate, e in
alcuni casi anche in lingua arbëreshe, lingua parlata da
Beniamino e da tutti gli italo-albanesi spersi in tutto lo
stivale, pervenute da tutta Italia e raccolte insieme in
un'unica antologia.
L’opera, curata da Johnny Fusca ed Emanuele Armentano,
rappresenta l’epilogo della I Edizione del Concorso
Nazionale di Poesia “Beniamino Capparelli” (organizzato nel
2005 dai due curatori attraverso il Portale web
FuscaPoesia.it) e raccoglie le migliori 60 poesie (su circa
750) pervenute proprio in occasione del premio indetto.
La prefazione al libro è del dott. Pierfranco Bruni, che nel
suo intervento, usando toni forti, afferma e smentisce un
luogo comune e cioè quello della poesia come forma di
comunicazione e trasmissione di pensiero; la poesia -
secondo Bruni - è mito, è emozione, è grazia, è un
misterioso viaggio; le parole di Bruni si trovano sulla
stessa lunghezza d'onda di quelle espresse dal Papa
Benedetto XVI nella sua prima Enciclica "Deus caritas Est" -
"la poesia è sentimento del tempo".
L’introduzione è stata affidata alla penna sapiente del
poeta Francesco Fusca.
La quarta di copertina porta la
prestigiosa firma del prof. Giuseppe Trebisacce.
L’Antologia, edita dall’Associazione Culturale MeEduSA di
Spezzano Albanese in collaborazione con la Bcc della
Sibaritide di Spezzano e con il Patrocinio
dell’Amministrazione comunale, è stata proposta in prima
istanza in formato e-book sul Portale di cui sopra, secondo
i canoni di stampa della nuova editoria di “quarta
generazione”.
Alla serata di presentazione del libro hanno preso parte
illustri relatori: dopo i saluti del sindaco di Spezzano
Ferdinando Nociti e del direttore della Bcc Vincenzo Mauro,
sono intervenuti Pierfranco Bruni, coordinatore del progetto
per le minoranze linguistiche per conto del Ministero per i
beni e le attività culturali; Giuseppe Trebisacce, ordinario
di storia della pedagogia presso l’Unical e presidente dell’Irre
Calabria; Concettina Audino, presidente dell’Università
della 3a età di Bovalino; Bruna Filippone,
scrittrice e poetessa affermata. I lavori della serata, cui
hanno presenziato i curatori dell’opera, sono stati
coordinati con rara eleganza e sapienza da Loredana
Giannicola, docente dell’Unical.
La manifestazione, come più volte hanno ribadito i curatori,
ha avuto la sola pretesa di tenere viva la memoria di
Beniamino Capparelli, scomparso a soli 27 anni per infarto.
«La scelta di ricordarlo attraverso la poesia -ha detto
Armentano- non è stata casuale: noi crediamo che essa sia la
forma suprema per un’introspezione vera e per far emergere
un sentimento profondo di commemorazione verso una giovane
vita spezzata troppo presto».
Lo stesso concetto, nella commozione generale e nello
specifico della famiglia Capparelli presente in sala, è
stato più volte ribadito da tutti i relatori. Giannicola ha
sottolineato: «Una serata come questa ci ha commossi tutti e
ci ha accomunati attorno al ricordo di Beniamino». Così la
Filippone: «Beniamino è qui con noi. Quest’occasione
testimonia che qui lo vogliamo ricordare nella gioia, con
l’aiuto della poesia». Pierfranco Bruni si è soffermato sul
testo: «L’Antologia ricorda una giovane vita spezzata e ciò
significa che dobbiamo ripensare al tempo dell’esistenza.
“La morte ci accompagna dalla mattina alla sera” -ha detto
Bruni citando Pavese-, la morte vive accanto a noi, nella
realtà di tutti i giorni». Audino ha voluto sottolineare il
lavoro dei curatori e l’eccezionalità dell’iniziativa,
precisando che i giovani di oggi non sembrano interessati a
certi valori che. «La pubblicazione dell’Antologia -ha
precisato- rappresenta un punto di riferimento ammirevole».
Trebisacce ha sottolineato: «La mia presenza vuol essere una
testimonianza che mira a rimarcare questa lodevole
iniziativa. Fusca e Armentano hanno dimostrato di essere due
giovani animati da nobili sentimenti. Sono vicino ai
genitori di Beniamino -ha detto Trebisacce esprimendo la sua
solidarietà alla famiglia Capparelli- e la cerimonia di
stasera, così partecipata e sentita, è un’occasione in cui
un’intera comunità si è stretta attorno al dolore di una
famiglia».
La serata è scorsa tra la lettura delle poesie del testo,
anche da parte di alcuni tra gli autori inseriti
nell’Antologia presenti in sala, e momenti di musica offerti
dal maestro Piro Pano e dai suoi allievi. Hanno recitato le
poesie dell’Antologia Clelia Rimoli, Emiliana Oriolo e Bruna
Filippone. Tra gli autori, sono intervenuti Rosangela
Ciliberti, Ernesto De Angelis, Loredana Cerrigone, Vincenzo
Rimola, Costantino Bellusci, Italia Gentile, Caterina Bloise,
ecc.
In conclusione i curatori, ricevendo i consensi di tutti i
presenti per la piena riuscita dell’iniziativa, si sono
detti soddisfatti ed hanno annunciato per marzo prossimo la
pubblicazione del bando inerente la 2a Edizione del Concorso
Nazionale di Poesia “Beniamino Capparelli”.
Per ogni ulteriore informazione sull’opera e sulla serata,
visita www.fuscapoesia.it oppure scrivi all’indirizzo
info@fuscapoesia.it.
La Redazione |