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La Notizia |
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SCOPERTA D'UNO STUDIOSO D'ORIGINI LAUROPOLITANE
Scienza made in lauropoli |
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di Martino Zuccaro
Il suo nome è balzato
sulle testate giornalistiche scientifiche italiane e straniere. Un
giovane professore universitario oriundo di Lauropoli che sta
mettendo a punto, insieme a una ristretta équipe, un
micro-laboratorio di ingegneria molto innovativo, utile soprattutto
per leggere il dna. Si tratta di Roberto Guerrieri, (figlio del
chirurgo Emilio, aiuto al pronto soccorso dell'ospedale Maggiore di
Bologna fino qualche anno fa), originario di Lauropoli, professore
di Ingegneria elettronica all'università di Bologna, con una
brillante carriera di ricercatore alle spalle in Italia e
all'estero. In California ha condotto ricerche all'università di
Berkeley e al Mit. Coordina il progetto di microingegneria Silicon
biosystems, insieme al prof. Marco Tartagni e ai due giovani
ricercatori: Nicolò Manaresi e Gianni Medoro. In cosa consiste la
novità del progetto?
Si tratta di impiantare in un chip le apparecchiature necessarie per
automatizzare indagini cellulari, eseguire l'esame del liquido
amniotico col prelievo di poche cellule.
Così si possono conoscere e prevenire malattie genetiche con pochi
rischi per i pazienti e con metodo più semplice e meno invasivo nel
reperire informazioni genetiche. È già pronto un prototipo dalle
dimensioni di un francobollo che consente analisi ed esami molto
sofisticate col prelievo di poche cellule. |
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fonte : gazzetta del
sud 17.06.06 |
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Roberto
Guerrieri |
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ADVANCED RESEARCH CENTER ON ELECTRONIC SYSTEMS FOR INFORMATION
AND COMMUNICATION TECHNOLOGIES (ARCES)
Università di Bologna(Italia) |
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Roberto
Guerrieri è ordinario di Ingegneria Elettronica presso l'Università
di Bologna. Ha pubblicato più di cento lavori presentati a
conferenze internazionali o apparsi sulle più significative riviste
del settore ed è autore di otto brevetti internazionali.
Dal 1986 al 1993 ha lavorato presso il Department of Electrical
Engineering and Computer Sciences (EECS) dell'Università della
California a Berkeley ed al MIT di Boston.
Nel 1993 è stato scelto da una giuria internazionale per ricevere il
premio come coautore del miglior lavoro dell'anno nell'ambito degli
studi sui problemi di produzione di circuiti elettronici.
Dal 1999 dirige il Laboratorio per i Sistemi Elettronici, joint
venture tra ST Microelectronics e Università di Bologna per
l’esplorazione di concetti innovativi nel campo dei sistemi
integrati. In questo laboratorio lavorano al momento più di 40
ricercatori.
Dal 1999 ha aperto una line di ricerca nel settore delle
microtecnologie applicate alle scienze della vita e in questo
contesto ha ricevuto il premio della Conferenza ISSCC nel 2004 per
il miglior lavoro dell'anno nel settore, oltre ad essere cofondatore
di due start-up nel settore.
Le sue attività di ricerca sono state anche la base di due aziende
operanti nel settore della biometria, la UPEK, Inc., basata in
California, e nel software. |
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