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Trecento firme raccolte in una settimana. Quanto basta, ed
avanza, per chiedere, ai sensi dello statuto comunale, che
l’assemblea consiliare discuta della questione cara ai
sottoscrittori della petizione popolare: impegnare
l’amministrazione comunale a dire no all’ipotizzato centro di
stoccaggio del percolato che potrebbe sorgere ai margini del
depuratore sibarita di contrada Spadelle.
A confermare l’imminente presentazione della petizione è il
presidente del comitato civico che si batte per la tutela
dell’ambiente in città, Alfredo Campanella. <<Sappiamo già che
il consiglio comunale si riunirà il primo di settembre per
affrontare la questione – sottolinea Campanella – ma abbiamo
deciso ugualmente di avvalerci di uno strumento previsto dallo
statuto sia per coinvolgere la cittadinanza in scelte di
fondamentale importanza per l’avvenire dell’intera comunità, sia
per richiamare le forze politiche alle proprie responsabilità>>.
Al consiglio, ora, il compito di avviare il confronto sulla
proposta avanzata dal comitato civico: avrebbe dovuto essere un
ordine del giorno, ma dopo le fratture che hanno incrinato la
compattezza del centrosinistra, è diventato il testo di una
petizione popolare.
Si parte dalla ricostruzione della vicenda: <<E’ stata
depositata in Comune la proposta di una ditta privata, operante
nel settore della depurazione di liquami residuati dal
trattamento in discarica di rifiuti solidi urbani, di creare un
centro di stoccaggio del percolato, in contrada Spadelle. Sembra
che tale proposta sia stata favorevolmente valutata
dall’amministrazione comunale, che starebbe per definire una
delibera di concessione del depuratore comunale di Spadelle>>.
Prosegue il documento: <<Cassano soffre già di gravi
condizionamenti ambientali, sebbene il territorio possieda una
specifica vocazione turistica e agricola, con punte di forte
attrattiva nel patrimonio archeologico e paesaggistico per
l’aspetto turistico, e di produzioni di qualità nel settore
agricolo; potenzialità che mal si conciliano con la
realizzazione di un centro di stoccaggio del percolato>>. Si
legge ancora nella petizione: <<Considerato che tanti cittadini
hanno dichiarato una netta contrarietà alla creazione
dell’impianto, si impegna il sindaco a farsi carico di
promuovere la cultura della salvaguardia ambientale e della
qualità della vita; a non permettere, ed anzi ad impedire, il
realizzarsi di ogni qualsiasi proposta che crei ulteriori forme
di gravame ambientale sul nostro già martoriato territorio
comunale; a rigettare la proposta di realizzare un centro di
stoccaggio del percolato in contrada Spadelle>>.
In coda, l’aggiunta dell’ultim’ora: <<Si impegna il sindaco a
valutare la fattibilità d’un impianto unico di depurazione in
contrada Tre Ponti, già suggerita nel recente passato
dall’Ufficio del commissario per l’emergenza ambientale>>. Un
unico grande centro di depurazione per la costa sibarita, con
acque lavorate in modo tale da poter essere riutilizzate a scopo
irriguo: tra tanti no, anche idee e suggerimenti. |