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Prima
gli impianti di potabilizzazione. Quindi, le barche, le case,
gli uffici dell’ente di gestione del porto. Tutto benedetto, con
tanto d’acqua santa e preghiera di rito.
Come fossero maledetti, da qualche giorno i laghi di Sibari sono
sottoposti ad un’intensa cura a suon di benedizioni. A darle, un
sacerdote in divisa d’ordinanza, armato dei necessari strumenti
di fede e carità. Quel che più sorprende, però, è che
l’iniziativa è stata a sua volta benedetta, laicamente, dal
riconfermato presidente dell’associazione “Laghi di Sibari”,
Nunzio Masotina. Una richiesta esplicita, la sua, sembra
originata da uno scampato incidente di percorso: la vigilia di
Ferragosto, una delle pompe che consentono il funzionamento
dell’acquedotto ha rischiato di saltare e di lasciare a secco il
porto. Un’eventualità poi scongiurata e consegnata all’album dei
brutti ricordi nel volgere delle quarantotto ore successive, con
la benedizione riservata proprio agli impianti idrici ed estesa
in seguito ad abitazioni, barche e, addirittura, agli uffici
dell’associazione “Laghi di Sibari”. Mancano all’appello le
darsene e i cefali: non è escluso possano essere benedetti nelle
prossime ore.
G. I.
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