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Se ne stava ferma in mezzo al mare, un paio di miglia al
traverso delle spiagge di Sibari, ormai da una settimana. Di
giorno, era l’oggetto di improvvide escursioni organizzate, a
bordo di pedalò e canotti. Di notte, attirava la curiosità di
chi si spingeva a riva per scrutarne estasiato le luci luminose.
Sul suo conto circolavano voci disparate, tutte legate alla
risposta da fornire ad un quesito, ovvero: perché se ne sta lì?
Qualcuno pensava fosse una nave da guerra camuffata. Altri, in
vena letteraria ma noir, richiamavano le pagine di antichi
romanzi e ne giustificavano l’immobilismo con un’improbabile
epidemia di peste scoppiata a bordo. Altri ancora s’erano spinti
ad ipotizzare la presenza, nelle sue stive, di chissà quali
carichi radioattivi. Voci incontrollate, fantasie d’ombrellone.
Che da ieri hanno cessato di esistere e moltiplicarsi: entrerà
infatti in porto a Corigliano, al più tardi nella mattinata di
oggi, la nave che da giorni fa bella mostra di sé al centro del
golfo della Sibaritide. L’imbarcazione, già nota alle autorità
marittime, è adibita al trasporto di cemento. Lo stesso di cui
riempirà la sua pancia una volta approdata a Schiavonea. Perché
solo ora? Per precisa volontà, pare, della società armatrice:
scartata la possibilità di far scalo a Crotone, e prediletto il
porto coriglianese, la nave dei misteri ha levato l’ancora e
diretto la prua verso Corigliano, offrendo così soluzione al più
intricato rebus dell’estate sibarita.
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