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Quando
gli altri vanno in ferie, lui lavora. Si può parlargli ad ogni
ora, ma si sconsiglia di fidare negli appuntamenti: meglio, e
più semplice, montare in sella ad una bicicletta ed
intercettarlo in uno dei suoi tanti giri di ronda per le strade
del porto turistico sibarita.
Vita da presidente, vita di Nunzio Masotina. <<Ma è così tutto
l’anno>>, dice rimirando la sua ultima trovata, una barca le cui
vele raffigurano l’effigie del toro cozzante, emblema
dell’antica Sybaris. Col consenso unanime del direttivo che, a
furor di popolo, presiederà per i prossimi tre anni, l’ha
sistemata per benino ai varchi del porto, regalando ai turisti
un motivo in più per scattare foto ricordo. Un piccolo motivo di
orgoglio e soddisfazione, offuscato tuttavia dai grandi problemi
che si stagliano come nuvole, nere e minacciose, sui laghi. La
patata bollente ha un nome: legalità. D’inverno, il porto si
trasforma in discreto e non sempre quieto albergo di immigrati,
per lo più clandestini, impiegati nei campi della Sibaritide.
D’estate, invece, l’afflusso dei turisti attira ladruncoli e
piccola criminalità da strada. Un paio di giorni fa, l’ultimo
inquietante episodio di cronaca nera. Con una rissa, si sussurra
per le strade del villaggio, da cui sarebbe uscito malconcio un
giovane, costretto a ricorrere ai medici per vedersi risistemata
la mascella, frantumata in più punti da calci e pugni. <<Non
possiamo andare avanti così>>, sbotta Masotina. <<Certo, crimine
e violenza sono, in qualche misura, fisiologici e connaturati
alla società moderna, ma gran parte dei fenomeni criminosi che
durante l’anno si consumano tra le darsene dei laghi potrebbero
essere facilmente prevenuti>>. In maniera alquanto semplice,
ovvero consegnando la vigilanza dell’intera area, oltre che alle
forze dell’ordine, al corpo di guardie giurate che da tempo
opera alle dipendenze dell’associazione “Laghi di Sibari”. <<E
per agire al meglio – spiega il presidentissimo – non ci
servirebbero carri armati o manganelli, ma un provvedimento
amministrativo>>. Quale? <<Quello di concessione alla nostra
associazione, da parte del Comune di Cassano, dell’uso e
gestione della strada comunale che con il suo vialone taglia i
laghi. Se ci fosse permesso di controllare gli ingressi, il
porto smetterebbe d’essere zona franca e di libero accesso>>.
Privatizzare la dorsale principale: una parola d’ordine ormai
antica, che potrebbe tradursi in realtà se davvero il Municipio
manterrà la promessa fatta nelle settimane passate. Masotina e
la sua squadra, intanto, lavorano perché l’obiettivo possa esser
presto centrato. <<Ho contattato le forze dell’ordine, cui va il
nostro sincero ringraziamento per l’impegno profuso con
dedizione ed efficacia, ed il sindaco di Cassano. A loro ho
chiesto di offrire la disponibilità a prender parte ad un
incontro in cui discutere della situazione dell’ordine pubblico
ai laghi e delle azioni da concertare per tutelare serenità e
legalità di questo angolo di paradiso>>.
La riunione si terrà, ai primi di settembre.
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