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Due copertoni nuovi di zecca perdono la vita perforati dalle
viti lasciate sull’asfalto dai dossi killer.
Fosse un pezzo di cronaca nera, questo ne sarebbe l’inizio
ideale. È invece la storia di come le disattenzioni
amministrative, ed il libero arbitrio di pochi, siano causa di
danni per l’intera collettività. Si racconta dei dossi
artificiali disseminati per le strade di Cassano. Li aveva
voluti, nel 2001, l’allora sindaco Roberto Senise, pensando di
riuscire così a regolamentare la velocità su strade ritenute
pericolose. Pian pianino, di quei dossi è stata fatta strage.
Alcuni, sono stati rimossi direttamente dal Comune. Altri,
invece, sono stati defenestrati direttamente dai cittadini
ribelli. In un caso e nell’altro, ciò che ne è seguito è stata
una strage di pneumatici. Nel divellere i dossi, infatti,
nessuno s’è mai preoccupato di eliminare anche le perfide viti
in acciaio che li tenevano avvinghiati al manto stradale. Col
risultato che quelle punte d’acciaio acuminato finiscono, sempre
più spesso, per tagliuzzare o squarciare le gomme delle auto in
transito. È quel che accade per le vie di Cassano centro e
Sibari ma pure, di recente, anche ai laghi di Sibari, dove mani
ignote si sono divertite a far sparire gli antichi delimitatori
di velocità senza prendersi cura delle loro viti.
Essendo rivelatesi vane le segnalazioni al Municipio e, in
qualche caso, le diffide, le associazioni dei consumatori
consigliano: mettete mano alla carta bollata, voi che forate sui
dossi. Chi non s’è curato di controllare e manutenere, pagherà. |