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<<Qualcuno
vorrebbe fermarci. Ma noi andiamo avanti: la strada è ormai
tracciata>>.
Liborio Piscitelli non si tira indietro. E dopo un mese passato
ad incassare critiche, accetta di offrire la sua versione dei
fatti sulle polemiche che investono l’associazione “Consorzio
Sibari città del mare”, chiamata a gestire e rilanciare le sorti
di Marina di Sibari.
Cominciamo dal sospetto più velenoso: aver proceduto ad
assunzioni in famiglia.
<<Assolutamente falso. Chi lo afferma è in malafede. Nei nostri
uffici prestano la loro opera, volontaria e gratuita, tre
giovani collaboratrici. Le ditte che curano la manutenzione del
villaggio hanno invece i loro dipendenti>>.
C’è poi chi ipotizza che il Cda non condivida le sue scelte…
<<Falso pure questo. Si prende spunto dalle dimissioni d’un paio
di membri del Cda, legate a motivi personali e professionali,
per costruire scenari fantasiosi. Certo, possono esistere
sensibilità differenti ed opinioni diverse, ma le delibere fin
qui adottate lo sono state all’unanimità. Tutte, nessuna
esclusa>>.
Tra i commercianti, categoria che ha spinto per il consorzio,
monta la rivolta contro la Tosap. Come pensate di fronteggiarla?
<<I morosi sono una minoranza. Stiamo privilegiando la via del
dialogo, ma il rispetto della legalità impone fermezza: abbiamo
chiesto al Comune di consegnarci le aree indebitamente occupate.
Nei prossimi giorni, saranno posti in esecuzioni i provvedimenti
del caso. Sia chiaro: non siamo contrari ai tavoli, ma non può
essere tollerata alcuna disparità di trattamento. Ed il prossimo
anno regolamenteremo la concessione degli spazi, rendendo più
vivibili ed a misura d’uomo le nostre piazze>>.
Resta da sciogliere il rebus della vigilanza: chi gestirà il
servizio?
<<Precisiamo: le quote consortili saranno comprensive anche di
tale servizio. Insieme al sindaco, abbiamo incontrato i
responsabili della cooperativa dei vigilantes, i quali si sono
riservati ogni decisione. Questo, però, non vuol dire, come
qualcuno vuol lasciar credere, che un’intesa non sia possibile.
Siamo fiduciosi>>.
Tutto bene, dunque?
<<I problemi esistono. Alcuni, come la tutela dell’ordine
pubblico, sono seri: al riguardo, sottoscrivo la recente
denuncia del presidente dell’associazione “Laghi di Sibari”,
Nunzio Masotina. Stiamo lavorando per voltar pagina. In una sola
estate, abbiamo investito 300.000 euro in manutenzione. Cifre
mai spese, finora, per Marina. A settembre, poi, presenteremo al
Comune la progettazione esecutiva per il rifacimento di rete
idrica e fognaria. Chiederemo venga vagliata con urgenza, anche
per avviare così le procedure volte ad ottenere il dissequestro
del villaggio>>.
Sarà, ma le adesioni volontarie stentano a superare quota
800. Perché?
<<Abbiamo tenuto due assemblee pubbliche affollate da migliaia
di persone, che hanno approvato i nostri regolamenti senza
formalizzare alcuna opposizione. Anche in questo caso, abbiamo
dovuto scontrarci con le maldicenze messe in giro da chi, ad
esempio, s’è divertito a far credere che firmare la scheda
adesione comportasse impegnarsi con le banche, a garanzia delle
obbligazioni assunte dal consorzio. Dopo vent’anni di anarchia,
era inevitabile che le cose andassero così, ma siamo
soddisfatti: crediamo che la gente sia al nostro fianco>>.
Non sembra essere tra i vostri sostenitori il centrosinistra,
che s’è rivolto al Tar. Cosa ne pensa?
<<Siamo vittima di un accanimento inspiegabile. Sembra ci si
voglia fare del male da soli ed a tutti i costi, contestando una
delle delibere più sagge mai scritte dal Comune per Marina. C’è
forse chi trarrebbe giovamento dalla nostra scomparsa dalla
scena. Se invece si punta alla mia persona, magari perché sono
l’unico cassanese a ricoprire un ruolo di rilievo in un ente di
rilievo, allora non hanno che da chiedere: le mie dimissioni non
sono un tabù. Ciò che conta è il consorzio>>.
Ad ottobre nascerà la società consortile. Tutto pronto?
<<Stiamo definendo i dettagli. L’ente avrà il sostegno di ditte
dall’indiscutibile professionalità e serietà, le stesse che
avevano prestato il proprio assenso quando in campo c’era ancora
la “Manutencoop”. Anche noi, insieme al Comune, acquisiremo
alcune quote, per verificare che tutto proceda per il verso
giusto>>.
Insomma, avanti tutta, senza indugio.
<<Tornare indietro è impossibile. Il consorzio rappresenta la
speranza della rinascita. Sprecare anche questa opportunità
sarebbe da irresponsabili>>. |