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Sabato 26 Agosto 2006

Cassano – Caso Pacenza: il circolo “Nelson Mandela” solleva la questione morale e denuncia: <<Inadeguata la classe dirigente del centrosinistra>>.

Pubblicato on-line su www.cassanoalloionio.info il 27.08.06  h. 19.30

Una voce fuori dal coro. Si leva, a sinistra, per esprimere <<umana solidarietà al compagno Franco Pacenza>>, ma pure per sottolineare come, nella vicenda nata dalle ceneri dell’arresto del capogruppo consiliare regionale dei Ds, <<la classe dirigente del centrosinistra calabrese abbia dimostrato la propria inadeguatezza>>.
Pensieri e parole dell’associazione “Nelson Mandela”, movimento d’opinione di cui è portavoce Pietro Maradei ed al quale aderiscono diversi esponenti di Rifondazione comunista e dei Democratici di sinistra. Affermano quelli del “Mandela”: <<Nel coacervo di dichiarazioni che il caso dell’arresto del capogruppo regionale dei Ds ha suscitato, alcune ulteriori riflessioni pensiamo vadano sviluppate. A Pacenza vanno la solidarietà umana, il riconoscimento per la dignità e compostezza con cui sta affrontando un passaggio difficile della sua vita, l’augurio di poter chiarire la propria posizione. La reazione di gran parte del mondo politico calabrese è invece paradossale ed indecorosa, e dunque da stigmatizzare duramente>>. Dal generale al particolare: <<I rappresentanti dell’Ulivo non si sono limitati, nell’immediato, ad esprimere la pur giusta solidarietà, ma hanno contestato l’azione della magistratura, senza conoscere tutti gli aspetti della questione ed entrando nel merito delle accuse, confermandole ed arrivando alla conclusione che gli addebiti mossi a Pacenza non costituiscano un reato grave>>. Un atteggiamento che non convince il “Nelson Mandela”. <<No, non ci stiamo. Noi confidiamo nell’innocenza del compagno Pacenza. Ma se i reati contestatigli non dovessero trovar smentita, s’aprirebbe davanti a noi una situazione di inaudità gravità, anche e soprattutto dal punto di vista morale e politico, perchè andrebbero deluse e tradite le battaglie per decenni portate avanti da gran parte del centrosinistra, da sempre fiero avversario di qualsivoglia pratica dal sapore anche vagamente clientelare>>. Segue il duro atto d’accusa: <<In molti commenti riconducibili a parlamentari ed esponenti del nostro schieramento, è per contro insita la legittimazione a priori dell’illegalità. Con le loro prese di posizione, i principali partiti dell’Unione ed i loro uomini hanno scritto una delle pagine più nere della politica calabrese, insinuando il dubbio d’essere scesa in campo, in realtà, non per sostenere Pacenza, quanto piuttosto per difendere se stessa>>. Rimarca il “Nelson Mandela”: <<S’è persa l’occasione per riproporre la questione morale, ancor oggi attuale, e per promuovere l’attivazione di dinamiche capaci di regolare adeguatamente i flussi economici e favorire i processi di crescita del territorio>>.
Chiosa finale: <<Indipendentemente dalle conclusioni della vicenda, e quando pure essa dovesse chiudersi positivamente, come anche noi auspichiamo, la classe politica ulivista ha dimostrato di non essere in grado né di rappresentare le legittime aspirazioni della Calabria, né di saper determinare quel salto di qualità di cui la nostra terra ha grande bisogno>>.
 

Gianpaolo Iacobini

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