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Una
voce fuori dal coro. Si leva, a sinistra, per esprimere <<umana
solidarietà al compagno Franco Pacenza>>, ma pure per
sottolineare come, nella vicenda nata dalle ceneri dell’arresto
del capogruppo consiliare regionale dei Ds, <<la classe
dirigente del centrosinistra calabrese abbia dimostrato la
propria inadeguatezza>>.
Pensieri e parole dell’associazione “Nelson Mandela”, movimento
d’opinione di cui è portavoce Pietro Maradei ed al quale
aderiscono diversi esponenti di Rifondazione comunista e dei
Democratici di sinistra. Affermano quelli del “Mandela”: <<Nel
coacervo di dichiarazioni che il caso dell’arresto del
capogruppo regionale dei Ds ha suscitato, alcune ulteriori
riflessioni pensiamo vadano sviluppate. A Pacenza vanno la
solidarietà umana, il riconoscimento per la dignità e
compostezza con cui sta affrontando un passaggio difficile della
sua vita, l’augurio di poter chiarire la propria posizione. La
reazione di gran parte del mondo politico calabrese è invece
paradossale ed indecorosa, e dunque da stigmatizzare
duramente>>. Dal generale al particolare: <<I rappresentanti
dell’Ulivo non si sono limitati, nell’immediato, ad esprimere la
pur giusta solidarietà, ma hanno contestato l’azione della
magistratura, senza conoscere tutti gli aspetti della questione
ed entrando nel merito delle accuse, confermandole ed arrivando
alla conclusione che gli addebiti mossi a Pacenza non
costituiscano un reato grave>>. Un atteggiamento che non
convince il “Nelson Mandela”. <<No, non ci stiamo. Noi
confidiamo nell’innocenza del compagno Pacenza. Ma se i reati
contestatigli non dovessero trovar smentita, s’aprirebbe davanti
a noi una situazione di inaudità gravità, anche e soprattutto
dal punto di vista morale e politico, perchè andrebbero deluse e
tradite le battaglie per decenni portate avanti da gran parte
del centrosinistra, da sempre fiero avversario di qualsivoglia
pratica dal sapore anche vagamente clientelare>>. Segue il duro
atto d’accusa: <<In molti commenti riconducibili a parlamentari
ed esponenti del nostro schieramento, è per contro insita la
legittimazione a priori dell’illegalità. Con le loro prese di
posizione, i principali partiti dell’Unione ed i loro uomini
hanno scritto una delle pagine più nere della politica
calabrese, insinuando il dubbio d’essere scesa in campo, in
realtà, non per sostenere Pacenza, quanto piuttosto per
difendere se stessa>>. Rimarca il “Nelson Mandela”: <<S’è persa
l’occasione per riproporre la questione morale, ancor oggi
attuale, e per promuovere l’attivazione di dinamiche capaci di
regolare adeguatamente i flussi economici e favorire i processi
di crescita del territorio>>.
Chiosa finale: <<Indipendentemente dalle conclusioni della
vicenda, e quando pure essa dovesse chiudersi positivamente,
come anche noi auspichiamo, la classe politica ulivista ha
dimostrato di non essere in grado né di rappresentare le
legittime aspirazioni della Calabria, né di saper determinare
quel salto di qualità di cui la nostra terra ha grande
bisogno>>.
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