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È stata una vera e propria carneficina, che non ha risparmiato
nessuna forma di vita nel raggio di circa otto chilometri.
Migliaia, per un peso mostruosamente record ed impressionante di
almeno tre tonnellate, sono state le carpe ed i cefali rinvenuti
morti.
È questo il dato che emerge dall’ennesimo sopralluogo effettuato
nelle campagne sparse tra i comuni di Tarsia e Terranova da
Sibari, dagli investigatori del pool “Ionio pulito”, che agli
ordini di capo Vincenzo Figoli, coordinati dal sostituto
procuratore presso il Tribunale di Castrovillari, Baldo Pisani,
in collaborazione con i magistrati della Procura di Rossano,
sono da giorni al lavoro per accertare le cause della moria di
pesci verificatasi lungo il corso del Crati. L’allarme era
scattato nella giornata di mercoledì, quando in località
Galatrella, a Terranova da Sibari, a 18 chilometri dalle rive
ioniche, gli uomini della Polizia Provinciale avevano rinvenuto
diverse carcasse di pesci, spiaggiate sulle sponde del Crati.
Una circostanza che aveva fatto temere il peggio, provocando
l’intervento dei tecnici dell’Arpacal e dell’azienda sanitaria
di Rossano, chiamati ad eseguire esami chimici, batteriologici e
tossicologici.
Notizie del giorno: lunedì prossimo, o al più tardi martedì,
dovrebbero essere resi noti i risultati delle analisi
effettuate. Ieri mattina, intanto, un gommone dei Vigili del
Fuoco, adatto alla navigazione su bassi fondali, ha consentito
agli inquirenti di effettuare una nuova ispezione lungo il letto
del grande fiume. Risultati: il veleno invisibile che avrebbe
colpito la popolazione ittica del Crati avrebbe svelato i suoi
effetti letali nel raggio di otto chilometri, diluendosi poi con
le acque limacciose senza arrecare ulteriori danni né minare il
delicato ecosistema della foce sibarita del grande fiume. Per
dare un nome al misterioso killer, sarà necessario attendere il
verdetto degli esami di laboratorio. Il sospetto è che a causare
la morte violenta di migliaia d’esemplari di carpe e cefali
possa essere stata una quantità massiccia di anticrittogamici. |