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Un motore che si rompe, una barca spinta al largo dal vento, tre
persone in balia delle onde. Poi, come nei films, arrivano i
nostri, e la storia si chiude con un lieto fine.
Tre diportisti residenti nel vicino comune di Tarsia, a bordo di
un’imbarcazione della lunghezza di circa quattro metri, sono
stati tratti in salvo, nella mattinata di ieri, dalla Guardia
Costiera coriglianese, diretta dal tenente di vascello Francesco
Chirico. Cronaca: il terzetto va a pesca nello Ionio di buon
mattino, lasciandosi alle spalle il porto turistico sibarita.
D’improvviso, il motore inizia a fare le bizze, fino a spegnersi
del tutto, rendendo così ingovernabile il mezzo nautico. Il
forte vento di ponente fa il resto, sospingendo l’imbarcazione
al largo. Alle 9, telefonicamente, viene lanciata la richiesta
di soccorso. A raccogliere l’Sos, la centrale operativa dei
guardacoste. Ha il via l’operazione salvataggio. Il sottocapo
Antonio De Bellis coordina le attività. In mare aperto, intanto,
esce il gommone G.C. 103, agli ormeggi proprio tra le darsene
del porto sibarita. Il falco delle onde, attirato dalle braccia
mulinanti dei tre che, impauriti, fanno di tutto per attirare
l’attenzione degli attesi salvatori, localizza immediatamente il
bersaglio, agganciato poco prima delle 10, tre miglia al
traverso delle spiagge di Sibari. I tre diportisti, tutti in
buone condizioni di salute, vengono trasferiti sul G.C. 103, che
procede al rimorchio in porto della barca in avaria. Alle 11,
l’approdo in banchina, ai laghi di Sibari. E un’altra storia,
come nei films, si chiude con un lieto fine.
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