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Per quarantott’ore, è stato in testa alla classifica dei casi
irrisolti dell’estate 2006.
Trama: nel tardo pomeriggio d’un giorno di fine agosto, il
sindaco di Cassano, Gianluca Gallo, s’intrattiene a colloquio,
per almeno un’ora, con il capogruppo consiliare e segretario
provinciale della Rosa nel pugno, Gianni Papasso, ed un altro
gruppo di persone. L’incontro avviene negli uffici d’un’agenzia
immobiliare, ai laghi di Sibari. C’è chi passa, scorge, e lesto
racconta. La notizia vola veloce di bocca in bocca, e subito
assume i contorni del giallo: cosa avranno mai da dirsi, in una
sede affatto istituzionale e ad un’ora così insolita, il primo
cittadino ed il suo principale avversario ed oppositore
politico? Dietro le quinte, l’interrogativo diventa mistero che
si tinge dei colori del giallo. Con più di uno, da destra a
sinistra passando per il centro, che si spinge a parlare di
inciucio in vista degli appuntamenti settembrini. Poi, però,
arrivano le spiegazioni ufficiali, e la storia perde primato e
tinte forti.
<<Su richiesta del consigliere Papasso – fa sapere da Palazzo di
città il sindaco Gallo – ho accettato di prender parte ad un
incontro informale con una delegazione di turisti di Marina di
Sibari, da lui accompagnata ai laghi, per discutere della
situazione del villaggio. Al riguardo, Papasso ha ribadito la
sua contrarietà rispetto alle soluzioni adottate
dall’amministrazione comunale, ma più che altro, il discorso s’è
incentrato sui dubbi nutriti dalla ristretta delegazione di
utenti. Dal canto mio, ho provato a spiegar loro le finalità
della nostra iniziativa, impegnandomi a riferire al presidente
dell’associazione “Consorzio Sibari città del mare” il contenuto
della conversazione ed il senso delle perplessità manifestate,
affinché le stesse, per quanto possibile, possano avere una
convincente risposta>>. Nient’altro? <<Nient’altro>>, assicura
il sindaco. Ed il caso si sgonfia. Almeno per il momento.
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