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L’associazione “Cittadini a Sibari” punta il dito sul canale di
bonifica di Località Salicetta a Sibari e chiede alle autorità
sanitarie a cosa sia dovuta la moria di pesci registrata nei
giorni scorsi. L’associazione sibarita continua la sua meritoria
opera di monitoraggio del territorio ricercando gli scempi
ambientali ed ecologici e chiedendo l’intervento delle autorità
istituzionali. Mentre alcuni membri dell’associazione si
trovavano sui parapetti del canale Salicetta per descrivere e
documentare quanto osservavano, casualmente passavano di lì due
operatori sanitari appartenenti all’A.S. di Rossano ai quali
hanno subito consegnato la denuncia sullo stato in cui versano
appunto le acqua fetide del canale. All’interno di questo canale
di bonifica, celato alla vista dei passanti da un parapetto
protettivo alto circa un metro, si svolge una intensa attività
biologica. “Qui, fra la melma e il nauseabondo -spiega l’ing.
Dramisino- crescono e si moltiplicano a ridosso di insediamenti
turistici, pesci, anguille, tartarughe d’acqua, garzette,
gallinelle, aironi, beccaccini, nutrie e rane”. Un vero e
proprio laboratorio biologico con qualche problema, facciamo
rilevare all’esponente dell’associazione sibarita che subito
ribatte: ”E sì, lo scarico del depuratore comunale di Spadelle,
che va a finire in quel canale, pur funzionando alla perfezione,
fornisce con microscopici residui organici, il necessario
nutrimento della specie, formandosi, così, nel corso degli anni,
quel processo naturale che vede i pesci alla base della catena
alimentare. E’ un vero e proprio trionfo della natura e della
vita, benché contrasti con le norme di igiene e con le esigenze
di alcuni insediamenti turistici.” Dramisino continua il suo
racconto e aggiunge con dispiacere “ tanto è forte il vigore
della palude quanto è fragile la sua esposizione”. Cosa è
successo, chi o che cosa ha provocato la moria di pesci? “Per
motivi ancora non individuati abbiamo registrato in questi
giorni una anomale moria di pesci -spiega Dramisino- Non ne
conosciamo il motivo, ma, considerato l’elevato numero, siamo
inclini a immaginare un interevento innaturale in quel delicato
habitat. Francamente non ne conosciamo i motivi ma vorremmo
conoscerli ed è per questo che trattiamo l’argomento”. Intanto
le risultanze delle ricerche condotte da alcuni membri
dell’associazione “Cittadini a Sibari” sono state inoltrate al
dott. Rizzo, responsabile del settore ambiente dell’azienda
sanitaria di Rossano che al più presto potrà far conoscere
l’esito delle indagini biochimiche per accertare le cause della
moria dei pesci. In chiusura Dramisino fa notare che la funzione
dell’associazione è quella di ricercare e analizzare i problemi
che esistono sul territorio comunale, e non già “quella di
sollevare problemi strumentali, né di sollevare polveroni, come
spesso viene interpretato dalla politica”.
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