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La disfida tra le coalizioni se l’aggiudica il centrosinistra,
con un rotondo 62% alla Camera, che diventa un appena più magro
60% al Senato. La palma di primo partito della città viene
invece fatta propria da due contendenti: il listone ulivista
alla Camera, Forza Italia al Senato, con percentuali prossime al
20%.
Questi i dati più significativi della tornata elettorale che ha
visto i cassanesi recarsi alle urne per il rinnovo del
Parlamento. 14.828 gli aventi diritti al voto, di cui 7.608
donne e 7.220 uomini, suddivisi in 21 sezioni ordinarie ed un
seggio speciale. Alle urne, però, si sono recati in 12.954 alla
Camera, ed in 9.669 al Senato, per una percentuale che oscilla,
in ambedue i casi, attorno alla media del 65%. Ben figura, come
al solito, il partito delle nulle e delle schede bianche, che
s’attesta nel complesso attorno all’8%, al pari di tante quotate
formazioni politiche. Ad esempio i Ds, che al Senato incassano
proprio l’8% dei suffragi. Un passo dietro l’Udeur, un po’ più
avanti di Alleanza nazionale, il doppio di Rifondazione
comunista e Codacons. Superano invece la barriera del 10% la
neonata Rosa nel pugno e l’Udc: due buone prestazioni, che si
non traducono tuttavia in successo travolgente, come pure era
lecito attendersi: la Rnp conta al suo attivo, tra le fila
cassanesi, il segretario provinciale Gianni Papasso e
l’assessore provinciale Rosetta Console. Lo scudocrociato,
invece, guida il Comune con una maggioranza assoluta, presieduta
dal sindaco Gianluca Gallo. Ai piani alti, oltre la soglia del
13%, compare la Margherita. La sola a scorgere, sia pur da
lontano, il 20% toccato dalla rediviva Forza Italia, rimessa in
piedi vittoriosamente dal gruppo che si riconosce nelle
posizioni dell’ex assessore municipale Mimmo Pinto e di
Francesco Canonico, neocommissario della sezione cittadina degli
azzurri. Un dato oltre ogni previsione, uniforme sull’intero
territorio comunale, con punte d’eccellenza a Sibari e Lauropoli.
Più o meno identica l’analisi dei voti espressi alla Camera,
dove le percentuali dei singoli partiti restano invariate.
Cambia soltanto qualche posizione in testa alla simbolica hit
parade. Dominata, in questo caso, dalla lista dell’Ulivo, che
soffia lo scettro del dominio a Forza Italia: finisce 19 a 18.
Rispetto al Senato, migliora la propria performance l’Udeur,
trainata sulle cime del 13% dalla presenza in lista, tra i
candidati, del consigliere provinciale Luigi Garofalo.
Ugualmente fanno Comunisti italiani e Verdi, che assommano un
meno consistente, ma comunque rispettabile, 6% di consensi.
Curiosità: Cassano centro si conferma roccaforte dell’Ulivo,
appena insediata dall’arrembante Udc. Doria resta la patria
della sinistra. Sibari, invece, si tinge d’azzurro e contagia
anche la bianco-rosa Lauropoli. È la città ritratta coi numeri
delle elezioni del 9 e 10 aprile 2006. |