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Giovedì 20 Aprile 2006

Sibari – Aeroporto: si pensa ad un nuovo sito. <<Quello attuale è troppo vicino a case e villaggi turistici>>, denuncia l’associazione “Cittadini a Sibari”. L’ipotesi già al vaglio di Enac ed Enav.

Pubblicato on-line su www.cassanoalloionio.info il 21.04.06  h. 22.30

Incastrato tra i capannoni della zona industriale ed il recinto di una scuola. Con la pista affacciata sulla statale 106 e le case basse dei villaggi turistici. Insomma, fonte di pericoli e di disturbo alla quiete pubblica. Questo diverrebbe l’aeroporto di Sibari, qualora sorgesse nell’area indicata, in gran silenzio ed a dispetto delle originarie previsioni, dalla precedente amministrazione comunale. La denuncia sale dall’associazione “Cittadini a Sibari”, presieduta da Pasquale Dramisino.
La storia. I cives sibariti la raccontano così: negli anni ’80 il governo civico dell’epoca, a guida socialista, approva il piano regolatore generale. Si dà spazio ad un ipotetico aeroporto. Si sceglie contrada Olmo Torto, ai margini della statale 534, a metà strada tra Doria e Sibari. Quando nel 1997 la Regione Calabria dice sì allo scalo aeroportuale sibarita, non sembrano esservi problemi di natura urbanistica. Poi, però, d’improvviso, le cose si complicano. Chi sa, spiega: nel 2002 l’amministrazione comunale s’impegna a realizzare una centrale termoelettrica nelle vicinanze di Olmo Torto. La necessità di tener fuori dalle rotte aeree le alte ciminiere, o il bisogno di tirar su l’aviosuperficie nostrana su terreni di proprietà pubblica piuttosto che privata, suggeriscono una variazione in corso d’opera: l’aeroporto resta all’interno dell’area individuata dal Prg, ma viene fatto scivolare verso il mare. Con il muso adagiato tra i cortili dell’istituto agrario, la statale 106 e la zona che, nel 2005, un’altra amministrazione comunale, sempre sulla scorta del Prg, eleggerà a sede dei fabbrichette e capannoni contemplati dal piano degli insediamenti produttivi. <<Avete mai visto un aereo che all’atterraggio, sempre che non abbia già agganciato con il carrello un camion in transito sulla trafficata statale, plani sulla pista dopo aver ronzato per qualche minuto sui vicini villaggi turistici ed aver schivato case, fabbriche ed una scuola?>>, chiedono ora ironici quelli di “Cittadini a Sibari”. <<Ebbene – aggiungono – questo è ciò che potrebbe accadere da noi>>.
Eppure, le cose sarebbero potute andar diversamente. <<Se invece di piegare il territorio alle proprie logiche, la classe politica avesse prestato accortezza alle ragioni dello sviluppo, molti inconvenienti, tra cui quelli legati alla realizzazione dell’aeroporto, non sarebbero insorti>>. Invece, c’è il rischio che quei grattacapi divengano adesso ostacoli insormontabili. <<A meno che – sottolinea “Cittadini a Sibari” – il Comune non corra ai ripari, adottando una variante al piano regolatore generale per rimettere le cose a posto>>. Ovvero: <<Ripristinare l’originario sito o sceglierne uno ancor migliore, posto tra la statale 534 e gli argini del fiume Crati, all’altezza di Doria. In un colpo solo, si eliminerebbero tanti problemi e si valorizzerebbe un centro urbano oggi tagliato fuori dai programmi di crescita del comprensorio>>. Precisazione: <<Della questione abbiamo discusso con gli amministratori comunali, ai quali abbiamo offerto anche la nostra collaborazione per individuare una valida soluzione alternativa. Purtroppo, però, non abbiamo ottenuto risposte>>. Auspici? <<Due>>, chiosa “Cittadini a Sibari”. Quali? <<Che il nostro appello venga inteso come contributo alla crescita della città, quale esso realmente è, e che l’amministrazione comunale si dia da fare>>. Pure perché arretrare l’aeroporto ed il suo cono d’atterraggio d’un paio di chilometri porterebbe via il tempo indispensabile ad ottenere nuovi pareri tecnici. Andare avanti, invece, comporterebbe almeno l’obbligo di dare risposta ad una domanda: avete mai visto un aereo che all’atterraggio, sempre che non abbia già agganciato con il carrello un camion in transito sulla trafficata statale, plani sulla pista dopo aver ronzato per qualche minuto sui vicini villaggi turistici ed aver schivato case, fabbriche ed una scuola?

Gianpaolo Iacobini

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