|
<<Un’intesa con la maggioranza è ancora possibile, purché il
consiglio comunale non venga chiamato a deliberare sulla presa
in consegna delle opere di urbanizzazione da parte del Comune,
ma soltanto sulle modalità di gestione del villaggio
turistico>>.
Semplice quanto chiara la posizione dei gruppi consiliari
socialisti con riferimento al piano di salvataggio di Marina di
Sibari, predisposto dall’amministrazione comunale e prossimo
all’approdo in aula consiliare. Spiega Gianni Papasso, nella sua
duplice veste di capogruppo consiliare e segretario provinciale
della Rosa nel pugno: <<Nel corso dell’ultima conferenza dei
capigruppo, il sindaco ha presentato una relazione redatta dagli
uffici municipali, contenente rilievi pesantissimi, come la
costruzione ad intreccio di rete idrica e fognaria. Una
constatazione gravissima, che richiedendo interventi riparatori
da parte dei responsabili dell’evidenziato stato di cose, già da
sola basterebbe a sciogliere il nodo sul quale s’appuntano le
nostre perplessità: la presa in consegna delle opere di
urbanizzazione da parte del Municipio>>. Prosegue Papasso:
<<Premesso che siffatta operazione non richiede una delibera
consiliare, ma la semplice attività degli uffici municipali, non
ci convince per nulla la volontà di far entrare le opere nella
disponibilità del Comune attraverso un concetto ed una
terminologia inediti, l’apprendimento, di cui ignoriamo valenza
giuridica e politica. Del resto, la pratica che s’appresta ad
essere presentata all’assemblea consiliare non aveva, almeno
fino a pochi giorni fa, neppure un responsabile del
procedimento. E poi, nessuno dimentichi i risultati cui
pervenne, su incarico del Comune, l’avvocato Roberto Falvo:
quella di Marina di Sibari è una lottizzazione abusiva. Insomma,
ce n’è quanto basta per sconsigliare salti nel vuoto>>.
Altra, allora, secondo l’esponente socialista, la strada da
seguire: <<E’ ancor vigente una delibera del 1992, con cui
l’amministrazione comunale si fa carico della gestione
provvisoria del villaggio. Si parta da qui, e si conceda la
gestione del villaggio al neonato consorzio>>. Anche perché,
lascia intendere Papasso, in tal caso i socialisti potrebbero
sostenere l’iniziativa. <<Il consorzio in questione non è forse
pienamente rappresentativo della generalità degli utenti di
Marina, ma è uno strumento comunque valido>>. E l’idea potrebbe
riscuotere consensi, purchè dal piano che la maggioranza
sottoporrà al vaglio dell’assemblea scompaia il tema della
consegna delle opere. Magari attraverso la scissione del piano
in una doppia delibera: una, concernente l’acquisizione o
“apprendimento” delle opere, che sarebbe presumibilmente votata
dalla sola maggioranza, e l’altra afferente invece la gestione
del villaggio e nei confronti della quale i cinque consiglieri
socialisti potrebbero assumere un atteggiamento favorevole.
Se ne riparlerà in consiglio comunale. Probabilmente, attorno
alla fine del mese: ancora ieri, infatti, il piano di
salvataggio non risultava provvisto di tutti i necessari pareri
di competenza degli uffici municipali. |