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<<Nel
momento in cui l’aeroporto entrerà a regime, sulle sue piste
rulleranno tre aerei al giorno, per di più prevalentemente
d’estate. Ad ogni modo, le rigorose verifiche effettuate
escludono problemi di sicurezza o rischi ambientali>>.
Nei corridoi romani dell’Enac, acronimo che sta ad indicare
l’Ente nazionale di aviazione civile, gli allarmi che in questi
giorni riecheggiano dalla lontana Calabria vengono accolti con
un sorriso: non se ne contesta la legittimità, quanto piuttosto
il fondamento tecnico. Il problema: l’aeroporto di Sibari
potrebbe sorgere a ridosso di fabbriche e scuole, ad un paio di
chilometri dai villaggi turistici costieri. <<Ne derivano
evidenti rischi>>, sottolineava nei giorni scorsi l’associazione
“Cittadini a Sibari”, ribadendo la necessità di individuare un
nuovo sito per il costruendo scalo aeroportuale. I progettisti
dell’opera ed i funzionari dell’Enac, però, non battono ciglio.
Ed offrono la loro versione dei fatti, parlando il sacro
linguaggio della tecnica, così traducibile nel più profano
idioma giornalistico: <<Non esistono pericoli. Esaminiamo la
questione dal punto di vista dell’impatto sonoro: a Firenze, ad
esempio, dove l’aeroporto entra quasi fin dentro le case, è
stata imposta una particolare tecnica d’atterraggio e la
bitumazione delle piste con asfalti speciali. L’adozione di
simili precauzioni è stata ritenuta inutile per Sibari, e ciò
perché le piste saranno situate a distanze sufficienti a
preservare la quiete>>. Certo, si fa osservare, <<non
mancheranno barriere e pannelli fonoassorbenti, ma il più sarà
garantito dal rispetto delle distanze da edifici, strade,
ferrovie, coste>>. Insomma, scherza un ingegnere, <<non potrà
mai accadere che, in condizioni di normalità, un aereo atterri o
decolli solo dopo aver schivato scuole, fabbriche e camion in
transito sulla vicina statale. I criteri imposti dalla rigida
legislazione italiana ed europea sono stati osservati con
certosina scrupolosità, in modo da rendere impossibile
l’avverarsi degli eventi citati. Sarà altresì garantita la
serenità dei turisti: i voli, come sottolineato, saranno pochi.
In ogni caso, gli aerei sorvoleranno i villaggi turistici ad
un’altezza non inferiore ai due chilometri>>.
Tutto bene, dunque? <<Tutto>>, è la risposta che non lascia
spazio a dubbi. <<Pensi che l’unica interferenza rilevata al
momento delle verifiche, con riferimento al cono d’atterraggio e
decollo, era costituito dalla cima d’una montagna lontana 15
chilometri dall’aeroporto. È bastato segnalare la cima del
cocuzzolo con una luce di color rosso>>. Domanda: è vero che
inizialmente si prevedeva una diversa allocazione dello scalo?
<<L’area su cui l’opera verrà realizzata – si ribatte – sarà
quella prevista dal piano regolatore generale del Comune di
Cassano. Probabilmente, l’orientamento della pista è stato
traslato di qualche centinaio di metri, ma con effetti nulli
sulle questioni della sicurezza e dell’impatto ambientale, come
comprovato dagli studi effettuati per conto dell’Enac>>. È
realistico pensare ad una nuova traslazione del sito?
<<L’attuale ubicazione – si osserva – è quella ottimale.
Eventuali modificazioni sono sempre possibili, ma non serviranno
a granchè, dal momento che già ora le perplessità ed i timori
sollevati non poggiano su alcun fondato motivo>>.
Fine delle comunicazioni. Per progettisti e funzionari dell’Enac,
l’aeroporto di Sibari ha le carte in regole. Mancano soltanto i
finanziamenti. |