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<<Far
di Sibari un patrimonio la cui tutela affidare all’Unesco? È un
nostro preciso impegno. Siamo già al lavoro da mesi>>.
A Palazzo di città viene commentata così l’idea di fare
dell’antica Sybaris un punto di riferimento della cultura
mondiale attraverso il marchio dell’Unesco. Del resto, tiene a
precisare il sindaco Gianluca Gallo, l’obiettivo era una precisa
idea trasfusa nel programma elettorale della coalizione che oggi
amministra il Comune ed alla quale si sta da tempo lavorando.
<<Diverse volte – sottolinea il primo cittadino cassanese - ho
discusso dell’argomento con il Ministro ai beni culturali, Rocco
Buttiglione. Siamo inoltre in costante contatto con la
Sovrintendenza regionale ai beni culturali. Insomma, siamo a
buon punto>>. Quel che serve: uno studio di fattibilità per
presentare degnamente l’iniziativa alla Commissione di
valutazione dell’Unesco, ed i necessari finanziamenti. <<Abbiamo
già avviato una proficua collaborazione con alcuni tecnici e
predisposto lo schema di convenzione>>. Mancavano i soldi:
25.000 euro subito, altri 250.000 in un secondo momento. Adesso
i fondi, almeno in parte, sono già disponibili. <<Non avevamo
certo la possibilità di coprire le spese con i fondi municipali,
ma ci siamo dati da fare per convincere alcuni istituti bancari
e gli enti sovraistituzionali, in primis Regione Calabria e
Provincia di Cosenza, a sostenere l’iniziativa>>. Risultato?
<<Alcuni istituti di credito hanno risposto positivamente al
nostro appello. Li ringrazio fin d’ora e m’impegno a rivelarne
l’identità al momento della sottoscrizione della convenzione>>.
Con il loro contributo, ed in virtù dell’opera di concertazione
svolta dal Municipio, è stato possibile commissionare uno studio
di fattibilità della candidatura di Sibari a sito Unesco,
compito affidato all’architetto materano Pietro Laureano,
consulente della stessa Unesco. <<Quella di Sibari – chiosa
adesso soddisfatto il sindaco di Cassano – è l’unica candidatura
calabrese. Può dunque attirare su di sé l’attenzione ed il
volere dell’intera regione, sotto l’imperituro marchio di
Sybaris, e divenire l’elemento trainante ed unificante
dell’intera Sibaritide e del suo sviluppo, all’insegna di un
turismo culturale di qualità e di alto livello. Le ricadute di
immagine avrebbero effetti positivi anche sulle attività
produttive e artigianali, che potrebbero fregiarsi di un
ulteriore marchio di qualità territoriale, sancito dal massimo
organismo mondiale per la scienza e la cultura>>.
Si comincia con lo studio di fattibilità. Secondo passaggio, già
annunciato: la sottoscrizione della convenzione tra i soggetti,
istituzionali e privati, davvero interessati a far di Sibari un
bene patrimonio dell’umanità |