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<<Quelli che i più scambiano per maestosi finocchi selvatici,
sono in realtà ferule. I cui fiori saranno pure belli a vedersi,
ma forse Sibari preferirebbe un maggior decoro al fascino
selvaggio della natura>>.
Facendo ricorso all’ironia botanica, Alfredo Campanella traduce
in questione politica un problema reale: l’erba alta che
minaccia di soffocare Sibari. <<Ognuno è chiamato a fare il
proprio compito>>, dice il dirigente regionale di Rifondazione
comunista. <<L’amministrazione comunale e la Provincia di
Cosenza sono tenute a restituire dignità al paese ed ai suoi
abitanti, ripulendo dalle erbacce, ognuna per quanto di sua
competenza, i centri urbani ed i cigli di strade in cui il verde
ha ormai sostituito il nero dell’asfalto>>. Obiezione: nei
giorni scorsi il sindaco Gianluca Gallo ha annunciato che a
Sibari sono già impegnati, nell’opera di risanamento ambientale,
diversi operai, cui s’aggiungeranno a breve quelli distaccati in
città dall’Afor, con le nuove macchine tagliaerba di recente
acquistate dal Municipio. Rifondazione comunista non crede alle
parole di Palazzo di città? <<Non ho alcun motivo – risponde
Campanella – per dubitare degli impegni assunti dal primo
cittadino. Soltanto, e senza alcun fine polemico, auspichiamo
che le decisioni assunte vengano tradotte quanto più rapidamente
possibile in concretezza. Non solo a Sibari centro, ma anche
nelle contrade rurali. Perché le ferule sono a belle a vedersi,
ma sotto le loro foglie nascondono pollini, insetti ed animali
di cui i cittadini, penso, farebbero volentieri a meno>>. |