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Tre giorni di confronto a mezzo stampa sono serviti quantomeno a
chiarire la questione: il nascituro aeroporto di Sibari, in
origine destinato a sorgere in contrada Olmo Torto, dovrebbe
invece esser tirato su, per volontà dell’amministrazione
comunale guidata dall’allora sindaco Roberto Senise, un paio di
chilometri più a valle. A Sibari, a ridosso dell’istituto
agrario e dell’area degli insediamenti produttivi, a poca
distanza dagli insediamenti turistici costieri. <<Evidenti i
rischi di tale scelta>>, aveva denunciato la settimana scorsa
l’associazione “Cittadini a Sibari”, sollecitando Palazzo di
città a voler correre ai ripari, individuando un nuovo sito.
<<Non esistono problemi di sicurezza o di impatto ambientale>>,
s’erano premurati di far sapere i progettisti dell’opera ed i
funzionari dell’Enac. “Cittadini a Sibari”, tuttavia, pare
intenzionata a non prestar fede alle rassicurazioni ricevute, e
torna alla carica: <<Meglio realizzare altrove lo scalo
aeroportuale>>.
Sostengono i cives sibariti: <<Non ci convincono le spiegazioni
degli addetti ai lavori. Siamo convinti che l’aeroporto, così
come pensato, non giovi né alla collettività né al turismo. Noi
non siamo contrari alla sua costruzione. Auspichiamo anzi una
rapida definizione della pratica. Nutriamo molti dubbi, invece,
sulla sua ubicazione>>. Dal generale al particolare: <<Poiché a
Sibari di certo non manca lo spazio – sostiene il direttivo
dell’associazione presieduta da Pasquale Dramisino – non
riusciamo a comprendere la logica di una scelta pesantemente
condizionata da ciò che sul territorio già esiste. Il primo
problema è di natura urbanistica: la collocazione prevista non
corrisponde a quella indicata dal piano regolatore generale. Ciò
pone una serie di conseguenze affatto secondarie: l’essere la
zona classificata come agricola, ad esempio, richiede l’adozione
di una variante al Prg. Ma se proprio la variante si deve fare,
allora, perché non approfittarne per una collocazione migliore
dell’aeroporto?>>. Secondo problema: <<Manca una visione ampia
di ciò che lo scalo aeroportuale potrebbe diventare. Stretto
com’è tra una scuola, una strada statale, un centro urbano ed i
villaggi costieri, prima o poi entrerà in conflitto con le
esigenze del comprensorio che lo ospita. Né si può ipotizzare
che esso, come pure sostengono i tecnici, possa essere sempre
destinato ad accogliere non più di tre voli al giorno, o che il
rumore possa essere mitigato soltanto dai pannelli
fonoassorbenti>>. Non basta: <<In ogni caso – sottolineano con
una punta di sarcasmo quelli di “Cittadini a Sibari” – stiamo
parlando dell’aeroporto della Piana, non della pista costruita
dai tedeschi, durante la seconda guerra mondiale, tra le querce
di contrada Fornara. Perché per la sua realizzazione non si da
vita ad un concorso internazionale?>>
In coda, un pensiero rivolto all’amministrazione comunale
guidata dal sindaco Gianluca Gallo: <<La questione, come si
vede, non è tecnica ma politica, perché sono stati gli
amministratori del recente passato a compiere scelte disastrose.
Gli amministratori attuali, se credono, sono liberi di
proseguire lungo la strada intrapresa. Noi, però, diciamo: non è
questa la via giusta>>.
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