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Domenica 30 Aprile 2006

Sibari – La Chiesa invita all’impegno sociale. Parla don Faillace.

Pubblicato on-line su www.cassanoalloionio.info il 03.05.06  h. 7.00

Tra i pali, ai tempi del liceo, era un gatto. A vederlo adesso, forte della sua mole imponente, non si direbbe. Eppure, don Francesco Faillace la sua proverbiale agilità non l’ha mai perduta. E gli è stata utile anche per conquistare il cuore di Sibari e lanciare, sotto voce, la sfida per il rinnovamento. Culturale e mentale, passando per i sentieri della fede. Da quando è arrivato in paese, nel dicembre del 2003, non si può certo se ne sia stato con le mani in mano: da vice parroco, ha rianimato l’Azione Cattolica, che oggi può contare su 80 giovani, 60 giovanissimi e 60 adulti, cui sono peraltro affidate le sorti di 170 catechisti in erba. Così tanti, pure a messa o agli altri appuntamenti liturgici, che la vecchia chiesa di Sant’Eusebio non basta ad ospitarli tutti. Quasi come lo stadio che ogni domenica si riempie all’inverosimile per accogliere i tifosi del Lattughelle delle meraviglie, di cui il portiere fattosi prete è presidente e che accompagna, di partita in partita, verso l’ambita promozione in Prima categoria.
Insomma, una storia da scoprire. Lui la racconta così, partendo dai giovani. <<Quando ho iniziato il mio ministero – dice – gli adolescenti erano scoraggiati. L’albero della gioventù, piantato su un terreno sempre più arido, stava perdendo le sue foglie. Anche gli adulti erano allo sbando: c’erano piccoli gruppi organizzati, isole disperse e privi di una guida sicura>>. Quella che, d’improvviso, sembra essere stata assicurata dall’arrivo del giovane sacerdote. Il don, come tutti lo chiamano affettuosamente, si schermisce. <<I risultati colti – abbozza – sono soltanto il frutto di un prezioso lavoro d’insieme. Le isole sono diventate arcipelago, unite dal dialogo attorno ad una comune idea di crescita>>. Ed ora chiedono spazi, rivendicano diritti, lavorano per una società altra. <<Sibari – osserva don Faillace – non è morta, ma vuol vivere dignitosamente. Non è in discussione l’attaccamento allo storico campanile di Cassano, la cui ombra ci appartiene, ma il riconoscimento di diritti ed istanze proprie di ogni cittadino>>.
Ecco spiegato, allora, il ruolo ritagliatosi dalla Chiesa sibarita. Che alla cura delle anime affianca adesso la formazione. <<A volte – ragiona il don – ci si chiede come la Chiesa possa contribuire al progresso della società. Rispondo: educando i cittadini alla cittadinanza. Far sì che i giovani possano esprimere entusiasmo e divenire attori del sociale e santi del terzo millennio. Adoperarsi acchè i bambini siano linfa vitale di un mondo che evolve rapidamente. E tutti insieme lavorare per affrancarsi dalla criminalità, culturale e militare, che opprime e desertifica una terra bisognosa di nuovi semi>>. <<Cambiare si deve e si può>>, incalza don Faillace, con lo spirito di quando, ancor seminarista, parava rigori e tanti ne segnava agli avversari. <<Sibari potrebbe essere la Roma degli anni 2000, ma qui si vive, socialmente, la povertà del dopoguerra. Non è importante individuare le colpe ed i colpevoli, ma sradicare uno stile di vita e di comportamento, pure in campo politico, improntato alla falsità ed allo sfruttamento dell’ignoranza. V’è stato chi, in passato, non ha esitato a fare delle promesse i gradini della scala che portava al successo personale ed all’impoverimento della comunità: noi sogniamo un avvenire diverso>>. L’immagine, appena tratteggiata, è quella di una Chiesa, sottolinea il vice parroco sibarita, <<attenta, in continuo ascolto, cuore dell’agorà comunitaria>>, motore d’una collettività <<slegata da stereotipi ed antiche ossessioni particolaristiche>>. Al centro di tutto, l’homo novus et liber. <<Non ci sarà mai cambiamento senza libertà>>, chiosa don Faillace. E ripensa alla battaglia che molti suoi parrocchiani hanno intrapreso contro l’inquinamento elettromagnetico. <<Non so dove stia la verità scientifica – commenta – ma ritengo comunque indispensabile difendere la voce di chi urla a difesa della vita, che è soffio dello spirito di Dio>>.
Figli di Dio, cittadini liberi: la chiave del futuro, la sfida della Chiesa sibarita.

Gianpaolo Iacobini

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